- Dalla pagina su Marion Brown di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Marion Brown (1931), un sassofonista contralto cresciuto ad Atlanta, si trasferì a New York nel 1965 e quasi subito, ancora sconosciuto, suonò su Ascension di John Coltrane, diventando rapidamente uno dei musicisti più radicali ma anche più romantici, tra gli improvvisatori liberi.
Il suo Quartet (novembre 1965), composto da due bassi (Ronnie Boykins e Reggie Johnson), batteria (Rashied Ali) e tromba (Alan Shorter) o sassofono tenore (Bennie Maupin), fu una delle free session più potenti dell'epoca, il naturale successore del capolavoro di Coltrane.
Capricorn Moon da 22 minuti e Exhibition da 18 minuti mostravano due lati della sua arte, ma entrambi erano caratterizzati da un'abilità unica nel mescolare l'aspetto viscerale e quello lirico.
Juba Lee (novembre 1966), registrato successivamente con il basso di Boykins sostituito dal trombonista Grachan Moncur III, Ali sostituito dal batterista Beaver Harris e la notevole aggiunta del pianista Dave Burrell, offriva musica un po' meno effervescente ma più intima (512e12, Juba-Lee, Iditus).
Anche Why Not (ottobre 1966) fu un lavoro di transizione, messo in risalto dalle doti di Brown, come compositore di ballate, e dall'eleganza del quartetto nell'interpretarle (il pianista Stanley Cowell, Rashied Ali e il bassista Norris "Sirone" Jones) (La Sorella, Fortunata, Homecoming).
Three for Shepp (dicembre 1966) era, di fatto, una fedele continuazione di Four For Trane di Archie Shepp (tre dei sei brani erano composizioni di Shepp).
Sebbene sia stato acclamato dagli esperti del jazz, era in realtà l'album meno originale di Brown.
Le sue capacità compositive sono molto più evidenti su Porto Novo (dicembre 1967), in particolare in Porto Novo (un trio con il bassista Maarten van Regteben Altena e il percussionista Han Bennink) e nell'ultraterreno And Then They Danced (un duo con il trombettista Leo Smith).

Ha composto anche la colonna sonora del film di Marcel Camus, Le Temps Fou (settembre 1968). Brown, al sax alto e campane, era accompagnato da Gunter Hampel (vibrazioni, clarinetto basso, campane), Ambrose Jackson (tromba, campanacci, tamburo), Barre Phillips (basso, nacchere, fischio), Steve McCall (batteria, triangolo, tamburo) e Alain Corneau (claves, campanacci).

Il set su doppio disco Mary Ann - Live in Bremen 1969 (aprile 1969) documenta un'esibizione dal vivo del quartetto con il batterista Steve McCall, il trombonista tedesco Ed Kroeger e il bassista Siggi Busch.

Il live Gesprächsfetzen (settembre 1968), con Buschi Niebergall al basso, Steve McCall alla batteria, Ambrose Jackson alla tromba e Gunter Hampel al vibrafono e clarinetto basso, e il live In Sommerhausen (maggio 1969), con Jeanne Lee alla voce, il francese Daniel Laloux (che in seguito divenne membro del gruppo rock dei Gong) al basso, Ambrose Jackson alla tromba e percussioni, Gunter Hampel alle vibrazioni, percussioni e clarinetto basso e Steve McCall alla batteria e percussioni, sono stati raccolti sul disco Gesprächsfetzen & In Sommerhausen (Moosicus, 2023).

L'aspetto lirico, nostalgico e malinconico dell'arte di Brown sbocciò pienamente con Afternoon of a Georgia Faun (agosto 1970). Si tratta di una formazione estesa, incentrata su Brown al contralto, Anthony Braxton a tutti i tipi di strumento a fiato, Bennie Maupin ad altri tre strumenti a fiato, Chick Corea al piano, Andrew Cyrille alla batteria, Jack Gregg al basso, Jeanne Lee e Gayle Palmore alla voce, e tutti si alternano a diversi strumenti a percussione.
Djinji's Corner potrebbe essere stato solo un pretesto per esibizioni virtuosistiche (in particolare di Jeanne Lee, forse la più grande cantante jazz di tutti i tempi), ma il pastorale Afternoon of a Georgia Faun ha segnato una svolta nell'arte di Brown: il free jazz come musica di teneri sentimenti.
Questa era la controparte della spiritualità di Coltrane, un ritorno a più verdi pascoli da parte del viaggiatore intrepido.
Con animo rinnovato Brown proseguì con Geechee Recollections (giugno 1973), dedicato alla sua infanzia e contenente Karintha e Tokalokaloka, in tre parti, e evidenziato dall'ipnotizzante lavoro di contralto e tromba (Leo Smith), con Sweet Earth Flying (maggio 1974), che giustapponeva il suo contralto sentimentale alle tastiere di Muhal Richard Abrams e Paul Bley ed era diviso tra le cinque parti di Sweet Earth Flying e le quattro parti di Eleven Light City.

Il doppio LP Duets documenta due sessioni: una con Leo Smith (maggio 1970) e uno con il tastierista Elliott Schwartz, i 40 minuti di Soundways (febbraio 1973).

Vista (febbraio 1975) comprendeva Anthony Davis (piano), Stanley Cowell (piano elettrico), Harold Budd (celeste), Reggie Workman (basso), Ed Blackwell (batteria) e altri, ed esordiva con il pezzo di Budd, Bismillahi 'Rrahmani 'Rrahim.
Reeds 'N Vibes (gennaio 1978) e Gemini (giugno 1983) furono collaborazioni con il vibrafonista Gunter Hampel (con il quale Brown aveva registrato nel 1968).

Five Improvisations (marzo 1977) raccoglie musica inedita di un quartetto composto da Brandon Ross alla chitarra, Jack Gregg al basso e Steve McCraven alla batteria

A differenza della maggior parte dei suoi colleghi, che registravano troppo, Brown registrava troppo poco.

Il sestetto formato dal violinista Billy Bang e dal contralto Marion Brown con Ahmed Abdullah (tromba e flicorno), dai bassisti Norris Sirone e Fred Hopkins e dal batterista Andrew Cyrille è documentato su The Group: Live (settembre 1986), contenente La Placita (18 minuti), di Brown, e una versione da 25 minuti di Amanpondo di Miriam Makeba.

Il sassofonista Marion Brown, inattivo dal 1990, è morto in Florida nell'ottobre 2010, all'età di 79 anni.


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