- Dalla pagina su Chick Corea di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto Simone Simionato, modificato da Stefano Iardella)

Pianista bianco originario di Boston, Armando “Chick” Corea (1941) si trasferì a New York nel 1961, dove si fece le ossa in complessi Latin-jazz. Come leader rapidamente passò dall'hard-bop di Tones For Joan's Bones (dicembre 1966), pubblicato anche come Inner Space, contenente le lunghe composizioni Litha e Straight up and Down (Woody Shaw alla tromba, Joe Farrell al flauto e al sax tenore, Steve Swallow al basso, Joe Chambers alla batteria), al free jazz di Now He Sings Now He Sobs (marzo 1968), che comprende Steps e Now He Sings Now He Sobs, in trio con il bassista Miroslav Vitous e il batterista Roy Haynes.
Per Corea lo stile di Bud Powell fu come una base, che lui espanse con una fibrillante tecnica dai toni lirici, cromatica e percussiva.

Dopo la collaborazione con Stan Getz in Sweet Rain (1967), Corea fu assunto da Miles Davis per rimpiazzare Herbie Hancock al piano elettrico.

Lasciato Davis, Corea fondò i Circle, un quartetto composto dal sassofonista d'avanguardia Anthony Braxton, dal contrabbassista Dave Holland e dal batterista Barry Altschul.
The Gatering (maggio 1971) consiste in una sola composizione di Corea da 42 minuti che dà il titolo all'album, nella quale ognuno dei quattro musicisti suona più strumenti. I Circle esploravano i legami tra free jazz e avanguardia classica, e Braxton avrebbe fatto un'intera carriera a partire da questa idea.

Inizialmente Corea proseguì la sua esplorazione di forme estremamente libere con Is (giugno 1969), occupato per la maggior parte dai ventinove minuti di Is, e Sundance (maggio 1969), entrambi in compagnia del trombettista Woody Shaw, del flautista Hubert Laws, del sassofonista tenore Bennie Maupin, del bassista Dave Holland e del batterista Jack De Johnette, più un secondo batterista.
Continuò poi la sperimentazione con The Song of Singing (aprile 1970) e A.R.C. (gennaio 1971), entrambi in trio con Holland e Altschul, sebbene il materiale fosse spesso disuguale e privo di una precisa direzione.

Presto tuttavia si allontanò dall'abisso dell'avanguardia.
Scrisse i due volumi di Piano Improvisations (aprile 1971), opera romantica e impressionista contenente Sometime Ago, la suite in otto movimenti Where Are You Now e (nel secondo volume) i cinque movimenti di A New Place.
Dedicò la collaborazione con il vibrazioista Gary Burton, Crystal Silence (novembre 1972), al jazz melodico da camera. Nel frattempo riscoprì le sue radici latine e formò uno dei primi gruppi fusion, i Return To Forever, con la vocalist brasiliana Flora Purim, Joe Farrell agli ottoni, il bassista Stanley Clarke e il percussionista brasiliano Airto Moreira.
Return To Forever (febbraio 1972) introdusse un nuovo standard di light jazz grazie alla melodica Return To Forever, l'onirica Crystal Silence, la medley di 23 minuti Sometime Ago e l'effervescente La Fiesta.
Light as a Feather (ottobre 1972) è un album ancor più disteso, quasi una raccolta di ballate, e include Light as a Feather, 500 Miles High e Spain, uno dei pezzi più famosi di Corea (fondamentalmente una riscrittura di Steps). Rispetto alle altre band fusion di quel periodo, la prima versione dei Return To Forever dimostrava un carattere più spirituale che terreno. L'elemento rock resta in sottofondo, sopraffatto da una sensibilità neoclassica. Lo stile della band cambiò in modo drammatico per Hymn of the Seventh Galaxy (agosto 1973), registrato da un Return To Forever in formato rock e non più tanto latino: un quartetto con Corea alle tastiere, Clarke, il chitarrista elettrico Bill Connors (specializzato nelle distorsioni del rock psichedelico) e il batterista Lenny White. L'influenza di Herbie Hancock e della Mahavishnu Orchestra si fa sentire in Captain Senor Mouse e Space Circus.
Con il virtuoso Al DiMeola al posto di Connors alle chitarre, Clarke che conia il suo stile funk al basso elettrico e Corea al sintetizzatore, i Return To Forever registrarono la celebre trilogia di Where Have I Known You Before (luglio 1974), con i quattordici minuti di Song to the Pharoah Kings; No Mystery (gennaio 1975), con Celebration Suite e No Mystery e il concept medievale Romantic Warrior (febbraio 1976), che annovera Romantic Warrior e Duel of the Jester and the Tyrant, imitando con quest'ultimo il progressive-rock britannico dei primi anni '70 tanto nel sound quanto nei temi.
In MusicMagic (febbraio 1977) Return To Forever è solo un nome, dal momento che nell'album suona un'orchestra di tredici componenti, con voce e senza chitarra elettrica.

Durante lo stesso periodo Corea inondava il mercato con album eccentrici, dal gigantesco The Leprechaun (1975), contenente The Leprechaun, a My Spanish Hearth (ottobre 1976), comprendente voce, sintetizzatore, quartetto d'archi e sezione di legni, con le suite a più movimenti El Bozo e Spanish Fantasy.
Da The Mad Hatter (novembre 1977), contenente The Mad Hatter Rhapsody, alla sessione per quartetto di Friends (gennaio 1978), con Samba Song e Friends, oltre ad alcuni album davvero infelici come Secret Agent (giugno 1978) e Tap Step (dicembre 1979).
I tre volumi di Delphi (ottobre 1978) sono la prova che Corea aveva smarrito qualsiasi ispirazione potesse mai aver avuto.

Sembra di avvertire una sorta di rinascita artistica in Live in Montreaux (luglio 1981), una sessione per quartetto con Joe Henderson al sax tenore, Gary Peacock al basso e Roy Haynes alla batteria, che suonava lunghe versioni di composizioni di Corea quali Hairy Canary, Folk Song, Psalm e Quintet No 2; e soprattutto nell'acustico Three Quartets (febbraio 1981), con il sassofonista tenore Michael Brecker, il bassista Eddie Gomez e il batterista Steve Gadd, comprendente Quartet No 1, Quartet No 2 e Quartet No 3.
Quintet No 3 apparve anche in Again & Again (marzo 1982).
Le ambizioni classiche di Corea vennero spudoratamente alla luce su Fantasy for Two Pianos (1984), collaborazione con il pianista classico Friedrich Gulda su un programma di Mozart; su Duet Suite da Duet (ottobre 1978), la sua seconda collaborazione con Gary Burton; nei sette movimenti di Lyric Suite for Sextet (settembre 1982), per piano, basso (Gary Burton) e quartetto d'archi, e nella suite in cinque movimenti Septet (ottobre 1984).

Corea si cimentava nel free jazz soltanto di rado ormai. La reunion con Vitous e Haynes, Trio Music (novembre 1981) conteneva cinque improvvisazioni del trio e due di Corea e Vitous.
Voyage (luglio 1984) era un set di improvvisazioni in duetto con il flautista Steve Kujala.

Nel 1985 Corea formò la Elektric Band con il virtuoso bassista elettrico John Patitucci, il batterista Dave Weckl e un chitarrista, concedendosi l'uso del sintetizzatore.
Elektric Band (gennaio 1986), Light Years (maggio 1987), con la formazione espansa in un quintetto con l'altoista Eric Marienthal e il nuovo chitarrista Frank Gambale, e Eye of the Beholder (maggio 1988), erano raccolte di brani fusion di breve durata.
Il miglior prodotto della band fu Inside Out (gennaio 1990), che include la suite in quattro movimenti di venti minuti Tale Of Daring.
La band si sciolse dopo il mediocre Beneath the Mask (agosto 1991).

A questo progetto seguì la sua antitesi, l'Akoustic Band, un trio jazz tradizionale con Weckl e Patitucci che registrò Akoustic Band (gennaio 1989) e Alive (dicembre 1989).
Privi di composizioni degne di nota, questi album puntavano per lo più sul virtuosismo del bassista e del batterista.

Corea non si è mai fatto troppi scrupoli a realizzare un album orrendo, come dimostrano Play (estate 1990), collaborazione con il vocalista Bobby McFerrin; Expressions (maggio 1994), per solo piano; Paint the World (settembre 1993), ancora con la Elektric Band; il concept filosofico Time Warp (agosto 1995), per quartetto acustico, etc.

Native Sense (luglio 1997) è una nuova collabrazione con il vibrafonista Gary Burton che annovera i nove minuti di Rhumbata.

Con Origin, il suo nuovo progetto acustico, Corea registrò Live at the Blue Note (dicembre 1997), A Week at The Blue Note (gennaio 1998) e Change (gennaio 1999).

Il suo Piano Concerto, documentato su Corea Concerto (aprile 1999), era una composizione per orchestra sinfonica e trio jazz (i suoi Origin).

Solo Piano (novembre 1999) e il trio Past, Present & Futures (settembre 2000), difficilmente si possono dire rivoluzionari.

La maratona Rendezvous In New York (dicembre 2001) celebrava il suo sessantesimo compleanno.
To the Stars (2003) è lo sfortunato prodotto di un'altra reunion con la Elektric Band.
The Ultimate Adventure (2005) è un altro concept album filosofico.

Nel doppio CD Forever (registrato nel 2009) suona il trio inedito di Chick Corea (piano e keyboards), Stanley Clarke (basso elettrico e acustico) e Lenny White (batteria). Si tratta di un prodotto mediocre che documenta le esibizioni live del trio nel tour del 2009 e che sarebbe stato pubblicato nel 2011.

The Continents: Concerto For Jazz Quintet & Chamber Orchestra (giugno 2011) è un altro doppio CD dedicato per la maggior parte al concerto eponimo. Il quintetto jazz è formato da: Chick Corea al piano, Tim Garland (sax soprano, clarinetto basso, flauto), Hans Glawishnig (basso), Marcus Gilmore (batteria) e Steve Davis (trombone).


(Tradotto da Stefano Iardella)

The Vigil (gennaio 2013) vede il leader suonare pianoforte a coda e tastiere, accompagnato da Tim Garland (sassofono tenore e soprano, clarinetto basso, flauto), Charles Altura (chitarra elettrica e acustica), Hadrien Feraud (basso), il nipote di Roy Haynes, Marcus Gilmore (batteria), Pernell Saturnino (percussioni), Gayle Moran Corea (voce), Stanley Clarke (basso) e Ravi Coltrane (sax).

Il cofanetto triplo The Musician documenta 10 diverse band, per un totale di 28 musicisti, che si sono esibite dal vivo nel 2011.

Chinese Butterfly (Concord, 2018) è stata una collaborazione con Steve Gadd.

Il triplo disco Trilogy (2013) documenta il trio formato assieme a Christian McBride (basso) e Brian Blade (batteria), attraverso esibizioni dal vivo del 2010 e del 2012 (in particolare la sonata per pianoforte di 30 minuti The Moon).

Il doppio disco Trilogy 2 (2019) raccoglie esibizioni dal vivo del 2010-2016, per lo più dedicate a cover e classici, per esempio una versione da sedici minuti di Now He Sings Now He Sobs.

The Montreux Years (2022) contiene le sue esibizioni a quel festival dal 1988 al 2010, in particolare: due composizioni con il suo New Trio, con Avishai Cohen (basso) e Jeff Ballard (batteria) nel 2001; la sua Freedom Band, insieme a Christian McBride (contrabbasso), Roy Haynes (basso) e Kenny Garrett (sassofono) nel 2010; la sua Akoustic Band, con John Patitucci (basso) e Tom Brechtlein (batteria) nel 1988; la sua Elektric Band, ancora con Patitucci, ave Weckl (batteria), Frank Gambale (chitarra) ed Eric Marienthal (sassofono) nel 2004; due composizioni con il suo Quartet, insieme a Patitucci, Gary Novak (batteria) e BOB Berg (sassofono), nel 1993; la Bavarian Chamber Philarmonic Orchestra, con un altro quartetto, composto da Hans Glawischnig (basso), Marcus Gilmore (batteria) e Tim Garland (sassofono e flauto), nel 2006.

Chick Corea è morto a causa di un tumore raro nel 2021, all'età di 79 anni.


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