- Dalla pagina su Eric Dolphy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Eric Dolphy (Los Angeles, 1928), flautista, sassofonista contralto e clarinettista basso di Los Angeles, influenzato sia dal bebop che dalla musica classica, si ÃĻ formato alle scuole di Chico Hamilton (1959), Charles Mingus (1959), Ornette Coleman (1960), John Coltrane (1961) e Gunther Schuller (1962-63).
Le sue prime registrazioni come leader contenevano allenamenti bebop relativamente semplici, spesso su materiale di sua composizione, il cui scopo principale era mostrare il suo stile ai vari strumenti: Outward Bound (aprile 1960), con il trombettista Freddie Hubbard, il pianista Jaki Byard, il bassista George Tucker e il batterista Roy Haynes, e contenente G.W. e 245 di Dolphy; Here and There (aprile 1960), registrato lo stesso giorno ma solo con Byard, Tucker e Haynes, che contiene April's Fool di Dolphy; e Out There (agosto 1960), con il violoncellista Ron Carter, il bassista George Duvivier e il batterista Roy Haynes, e messo in risalto dai suoi Out There e Serene.
Far Cry (dicembre 1960) alzÃē considerevolmente la posta: il trombettista Booker Little, il pianista Byard, Carter al basso e Haynes alla batteria formarono un'unità coesa che fece molto piÃđ che limitarsi a supportare il leader. Mrs Parker of K.C. di otto minuti e Ode to Charlie Parker di nove minuti hanno fornito la piattaforma ideale, e Dolphy ha debuttato con Far Cry e Miss Ann.
C'erano segnali che Dolphy non stesse solamente giocando con il suo talento. Diverse registrazioni dell'epoca furono futuristiche: Triple Mix (novembre 1960), un duetto tra il bassista Carter e Dolphy al contralto e flauto, infine pubblicato su Naima; gli 11 minuti di Improvisations and Turkas (luglio 1960) per flauto, tabla e tamboura, le improvvisazioni per flauto solista di Inner Flight 1 e 2 (luglio 1960), il duetto basso-sassofono di Dolphy'n (luglio 1960), tutti e tre infine pubblicati su Other Aspects.
Dolphy aveva incorporato suoni strani, al limite del rumore, nel suo vocabolario, enfatizzando tempi in chiave dispari e ampi intervalli. Quelle che erano state semplici eccentricità stavano diventando un linguaggio in piena regola.

Berlin Concerts (agosto 1961) documenta le esibizioni di un quintetto con George Joyner (basso), Buster Smith (batteria), Pepsi Auer (piano) e Benny Bailey (tromba).
Uppsala Concert Vol. 1 (settembre 1961) documenta un concerto con Rony Johansson (piano), Kurt Lindgren (basso) e Rune Carlsson (batteria), in particolare una versione di 20 minuti del suo 245.

Dolphy, che aveva suonato musica d'avanguardia con Charles Mingus, Ornette Coleman e John Coltrane mentre suonava musica piÃđ convenzionale nei suoi album, era pronto ad abbracciare pienamente l'avanguardia, e lo fece con due album registrati lo stesso giorno.
Conversations (luglio 1963) comprendeva una cover di Jitterbug Waltz di Fats Waller con il trombettista Woody Shaw e il vibrafonista Bobby Hutcherson, un pezzo di tre minuti per sassofono solista e 13 minuti di duetto clarinetto-basso sul tema di Alone Together di Arthur Schwartz.
Iron Man (luglio 1963) era ancora migliore, evidenziato da due lunghi originali di Dolphy con Shaw e Hutcherson: Iron Man (nove minuti) e Burning Spear (dodici minuti). Quest'ultimo in particolare (scritto per tromba, quattro fiati, vibrafono, due bassi e batteria) ha mostrato la differenza tra l'allievo e il maestro: il senso dell'ambiente e dell'equilibrio di Dolphy rispetto alle esplosioni sonore di Coleman).

At The Five Spot To Iron Man (luglio 1963) contiene la session di Iron Man e At The Five Spot (luglio 1961), una performance dal vivo in cui Dolphiy, Mal Waldron (piano), Richard Davis (basso), Ed Blackwell (batteria) e Booker Little (tromba) hanno eseguito Fire Waltz di Mal Waldron, Bee Vamp di Booker Little e una versione da 21 minuti di The Prophet.
Dolphy aveva raggiunto la maturità e il suo satori fu Out to Lunch (febbraio 1964), registrato con Hutcherson, il trombettista Freddie Hubbard, il bassista Richard Davis e il batterista Tony Williams. Questo capolavoro di free-jazz dissonante suonava straordinariamente organico e strutturato, grazie in parte alle abilità compositive di Dolphy nei cinque brani: Hat and Beard, Something Sweet Something Tender, il pezzo al faluto di Gazzelloni, i 12 minuti di Out To Lunch, Straight Up and Down.
Queste abilità compositive furono mostrate anche nei 15 minuti di Jim Crow (marzo 1964), da Other Aspects.
Dolphy creava musica distorcendo ogni caratteristica del suono, come se fosse all'opera un processo casuale, mentre in realtà una logica profonda collegava tutti i pezzi. Pochi padri fondatori del free-jazz furono cosÎ fortunati come compositori, un fatto che era una contraddizione in termini, ma che avrebbe potuto portare a un'ulteriore rivoluzione nel jazz.

Paris '64 (giugno 1964) documenta un concerto dell'Eric Dolphy Septet: Donald Byrd alla tromba, Nathan Davis al sax tenore, Jack Dieval al pianoforte, Jacques Hess al contrabbasso, Franco Manzecchi al batteria e Jacky Bambou alle congas.

Le sue ultime registrazioni, documentate su Last Date (giugno 1964), vedevano la partecipazione del pianista ucraino Misha Mengelberg e del batterista olandese Han Bennink, che sarebbero diventati i leader del movimento free-jazz europeo.
La registrazione fu successivamente ampliata come The Complete Last Recordings: In Hilversum & Paris 1964, comprese due trasmissioni radiofoniche.

Sfortunatamente Dolphy morÎ a Berlino pochi giorni dopo, all'età di soli 36 anni.


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