- Dalla pagina su Vijay Iyer di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Alessandro Rusignuolo, modificato da Stefano Iardella)

Il newyorkese Vijay Srinivas Raghunathan (Albany, 1971), ossia Vijay Iyer, è uno dei più interessanti pianisti jazz degli ultimi 15 anni.
Violinista e compositore, oltre che pianista, Iyer non disprezza la musica classica e rock, in particolare con i suoi trii.
Ha debuttato nel 1995 con Memorophilia, una registrazione live-studio Asian Improv, in cui ha raccolto 9 pezzi con una lineup di 10 musicisti con, tra gli altri, Steve Coleman al sax contralto, Kash Killion al violoncello e George Lewis al trombone.
Architextures (registrato nell'agosto del 1996), il successivo album pubblicato nel 1998, è composto da 6 tracce suonate da un ottetto: Rudresh Mahanthappa (sax contralto), Aaron Stewart (sax tenore), Eric Crystal (sax tenore e soprano), Liberty Ellman (chitarra), i bassisti Jeff Brock, Kevin Ellington Mingus, nipote di Charles, e Brad Hargreaves (batteria).
Panoptic Modes, registrato nel giugno 2000 e ripubblicato nel 2010 da PI, vede all'opera un quartetto con il pianista accompagnato dal contralto Rudresh Mahanthappa, dal bassista Stephan Crump e dal batterista Derrek Phillips.
Il gruppo è lo stesso che registra, nel febbraio 2003, Blood Sutra, pubblicato dalla Artist House.
Your Life Flashes (registrato nel marzo 2002) è stato il debutto del trio project dei Fieldwork, che annovera, assieme a Iyer, il sassofonista Aaron Stewart e il batterista Elliot Kavee.
I Fieldwork registrano in seguito, nel settembre 2004, Simulated Progress, con Steve Lehman al sopranino al posto di Aaron Stewart, e Door, nel 2008, registrato in tre anni, con Tyshawn Sorey invece di Kavee.
Dopo la sua collaborazione in Mother Tongue di Rudresh Mahanthappa, registrato nel giugno 2004, nel novembre dello stesso anno Vijay Iyer registra come leader Reimagining, una collaborazione in trio con il bassista Stephan Crump e il batterista Marcus Gilmore.
In What Language? (registrato tra maggio e giugno 2003) è un album che vede la collaborazione in duo con il poeta/cantante hip-hop/tastierista Mike Ladd, con Stephan Crump (basso), Dana Leong (violoncello, trombone, flugelbone), il chitarrista Liberty Ellman e Rudresh Mahanthappa tra gli artisti.
Il duo replica con Still Life With Commentator (Savoy Jazz 2007), un oratorio dalla versione originale teatrale ideato e diretto da Ibrahim Quraishi.
Raw Materials (registrato nell'ottobre 2005) è invece una collaborazione in duo con Rudresh Mahanthappa.
Tragicomic, registrato tra settembre e ottobre 2007, è con la stessa formazione di Reimagining.
Con Historicity, registrato tra novembre 2008 e marzo 2009, il pianista ha debuttato per la ACT in trio, ancora una volta con il batterista Marcus Gilmore e il bassista Stephan Crump.
Solo, registrato nel maggio 2010, è caratterizzato da 12 pezzi per pianoforte solo (con cover di Ellington e Monk).
Tirtha, sempre per la ACT, è la successiva release: un progetto in trio con il virtuoso performer di musica classica dell'India meridionale Prasanna (chitarra, voce) e con il nord americano Nitin Mitta (tabla), che contempla composizioni di Iyer del novembre 2007, registrate però nell'agosto 2008.

Iyer, con il bassista Stephan Crump e il batterista Marcus Gilmore, registra quindi Accelerando (agosto 2011), che contiene 5 pezzi originali.

Vijay Iyer ha collaborato con il poeta e musicista Mike Ladd per l'ambizioso Holding It Down - The Veterans’ Dreams Project (giugno 2012), che vede la presenza di Decaul (poesia), Lynn Hill (poesia), Guillermo Brown (voce, elettronica), Liberty Ellman (chitarra), Okkyung Lee (violoncello), Kassa Overall (percussioni) e Latasha Nevada Diggs (voce, elaborazione elettronica dal vivo).

Mutations (settembre 2013) è una collaborazione con il quartetto d'archi di Miranda Cuckson e Michi Wiancko al violino, Kyle Armbrust alla viola e Kivie Cahn-Lipman al violoncello principalmente dedicato alla suite omonima in 10 movimenti.

Il sesto album del Trio 3, Wiring (agosto 2013) annovera Olive Lake (sax contralto), Reggie Workman (basso) e Andrew Cyrille (batteria).

Vijay Iyer ha composto anche la colonna sonora di un film/documentario di Prashant Bhargava, Radhe Radhe: Rites of Holi.

Il trio di Vijay Iyer con Stephan Crump (contrabbasso) e Marcus Gilmore (batteria) ha debuttato con Break Stuff (giugno 2014).


(Tradotto da Stefano Iardella)

A Cosmic Rhythm With Each Stroke (ottobre 2015) documenta una collaborazione tra Vijay Iyer (piano, tastiere ed elettronica) e Wadada Leo Smith (tromba).

Emergence per ensemble da camera e trio jazz e il suo concerto per violino Trouble hanno debuttato nel 2017.

Il sestetto che ha debuttato su Far From Over (aprile 2017) era composto da Steve Lehman (sax contralto), Graham Haynes (cornetta, flicorno, elettronica), Stephan Crump (contrabbasso), Tyshawn Sorey (batteria) e Mark Shim (sax tenore).

Il duo formato da Vijay Iyer e Craig Taborn è documentato dal live The Transitory Poems (marzo 2018).

Iyer ha anche suonato nel doppio disco della violinista Jennifer Koh Limitless (Cedille, 2019), che include il suo The Diamond, per violino e pianoforte.

Il trio con la bassista malese Linda May Han Ho e il batterista Tyshawn Sorey ha registrato Uneasy (dicembre 2019), contenente otto pezzi originali di Iyer composti nel'arco di 20 anni, e Compassion (maggio 2022).

A Love Sonnet For Billie Holiday (novembre 2016) documenta un trio con il trombettista Leo Smith e il batterista Jack DeJohnette. Smith ha composto The A.D. Opera, da 18 minuti, e A Love Sonnet For Billie Holiday, da 12 minuti, mentre Iyer ha composto Deep Time, da 9 minuti, e DeJohnette ha composto Song For World Forgiveness, da 14 minuti.

Love In Exile (agosto 2022) documenta un trio con Shahzad Ismaily (basso e sintetizzatore Moog) e il cantante pakistano Arooj Aftab.

Trouble (BMOP, 2024) contiene la composizione classica di Iyer Asunder (2017), Trouble For Violin And Chamber Orchestra (2017) e Crisis Modes For Percussion And Strings (2019), eseguito dal Boston Modern Orchestra Project di Gil Rose.


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