- Dalla pagina su Hank Mobley di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Dopo aver collaborato con Max Roach (1953) e Dizzy Gillespie (1954), il sassofonista tenore Hank Mobley (Eastman, 1930) si unì ai Jazz Messengers di Art Blakey (1955), dove divenne presto uno dei "suoni" più riconoscibili dell'hard bop, né torrenziale come quello di Coltrane né suadente come quello di Stan Getz. Compositore di talento, che si concentrava non tanto sui temi melodici quanto sullo sviluppo tematico (non su improvvise esplosioni di emozione, ma su un fuoco silenzioso), i suoi pezzi erano quasi sempre supportati da ensemble di prim'ordine.
L'Hank Mobley Quartet (marzo 1955) vide il debutto del quartetto con Horace Silver (pianoforte), Doug Watkins (basso) e Art Blakey (batteria), che due anni dopo si trasformò in quintetto.
Un supergruppo hard-bop composto dal vibrafonista Milt Jackson, dal pianista Horace Silver, dal bassista Doug Watkins e dal batterista Art Blakey lo accompagnò nelle cinque composizioni originali di All Stars (gennaio 1957), tra cui Lower Stratosphere (dieci minuti) e il lirico Mobley's Musings. Un altro supergruppo (Blakey, il pianista Horace Silver, il trombettista Art Farmer, il bassista Doug Watkins) suonò in Quintet (marzo 1957) che contiene Funk in Deep Freeze. Altri brani formativi furono: Hi Groove Low Feed-Back (aprile 1957) per un sestetto con Donald Byrd alla tromba; Double Exposure (giugno 1957) per un sestetto con Sonny Clark al pianoforte, Bill Hardman alla tromba, Paul Chambers al basso e Art Taylor alla batteria; Gil-Go Blues (dodici minuti) da Peckin' Time (febbraio 1958), per un quintetto con il trombettista Lee Morgan e il pianista Wynton Kelly.
Il suo capolavoro personale fu Soul Station (febbraio 1960), registrato con Blakey, Chambers e il pianista Wynton Kelly, contenente la title track di nove minuti e Dig Dis, un'esecuzione fluida e calda.
Il trombettista Freddie Hubbard si unì al quartetto per Roll Call (novembre 1960) e introdusse una discontinuità nell'amalgama che in qualche modo diede energia a Roll Call (dieci minuti) e a A Baptist Beat (nove minuti).
Un nuovo quintetto (con il chitarrista Grant Green, il pianista Wynton Kelly, Chambers e il batterista Philly Joe Jones) registrò Workout (marzo 1961), il suo secondo capolavoro, caratterizzato da due "workout" da dieci minuti, Workout e Uh Huh.
The Feelin's Good (marzo 1963) riunì Donald Byrd (tromba), Herbie Hancock (pianoforte), Butch Warren (basso) e Philly Joe Jones (batteria).
Il quintetto rimase per un po' il suo formato preferito, dando vita al pezzo con il suo assolo più famoso, East of the Village (marzo 1963), con Donald Byrd alla tromba ed Herbie Hancock al pianoforte, No Room for Squares (ottobre 1963), con Lee Morgan alla tromba e Andrew Hill al pianoforte, il blues in 18 battute The Turnaround (febbraio 1965), con Hubbard, The Vamp (giugno 1965), con Morgan.
Queste registrazioni segnarono un'evoluzione verso il funk e il soul, un viaggio che raggiunse la sua destinazione con l'uscita del sestetto A Caddy for Daddy (dicembre 1965), con il trombettista Lee Morgan, il trombonista Curtis Fuller e il pianista McCoy Tyner (A Caddy for Daddy, The Morning After). Mobley iniziò a sperimentare formati diversi, mentre la musica diventava più lineare: Chain Reaction (giugno 1966), con Morgan e il pianista McCoy Tyner, Bossa For Baby (maggio 1967), con il trombettista Donald Byrd, il pianista Cedar Walton, il bassista Ron Carter e il batterista Billy Higgins. High Voltage e Bossa Deluxe, da Hi Voltage (ottobre 1967), di un sestetto con il contralto Jackie McLean, il trombettista Blue Mitchell, il pianista John Hicks, furono emblematici della sottile fusione soul-jazz di Mobley. Quando le sue composizioni divennero più austere, per esempio Lookin' East (gennaio 1968), composta da un sestetto con Woody Shaw alla tromba, Lamont Johnson al pianoforte, George Benson alla chitarra, la toccante Feelin' Folksy (luglio 1969) e la suite in tre movimenti Thinking Of Home (luglio 1970), sembrò raggiungere una dimensione interiore, ma subì un devastante collasso fisico.
Third Season (febbraio 1967) documenta sessioni con Lee Morgan (tromba), Cedar Walton (pianoforte), Sonny Greenwich (chitarra), James Spaulding (sassofono contralto e flauto), Billy Higgins (batteria) e Walter Booker (basso).
Mobley morì di polmonite nel maggio 1986, all'età di 55 anni.
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