- Dalla pagina su David Ware di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il sassofonista tenore David Spencer Ware (1949), influenzato da John Coltrane, divenne il principale esponente del free jazz dopo aver fatto parte dei gruppi di Cecil Taylor (1976) e Andrew Cyrille (1978).
Il suo suono imponente, agile e, a tratti, frenetico, sperimentato per la prima volta in Birth of a Being (aprile 1977) e From Silence to Music (settembre 1978), divenne il pilastro dei suoi gruppi con il bassista William Parker e il batterista Marc Edwards, prima il trio di Passage To Music (aprile 1988), con The Elders Path, e poi il quartetto formato con il pianista Matthew Shipp che debuttò sul doppio CD Great Bliss (gennaio 1990), con Forward Motion, One Two Three e Stritchland.
Ware suonava il sax tenore, il flauto, il saxello e lo stritch, mettendo in mostra non solo la sua virtuosità poliedrica ma anche il suo acuto istinto per l'esplorazione timbrica.
Nonostante il criptico Infi-Rhythms #1, Flight Of I (dicembre 1991) smussò gli spigoli dell'approccio free-jazz di Ware.
Edwards fu sostituito da Whit Dickey su Third Ear Recitation (ottobre 1992), che conteneva contrasti avant-rétro più marcati, nonché voli di fantasia come The Chase.
Un approccio più radicale, e un'esecuzione fenomenale da parte di Shipp e Parker, trasformarono Earthquation (maggio 1994), con Cococana, e soprattutto Cryptology (dicembre 1994), con Cryptology, in spettacoli incendiari.
La forma del quartetto raggiunse l'apice con Oblations and Blessings (settembre 1995), con Oblations and Blessings, e l'apparentemente caotico Dao (settembre 1995), con Dao Forms e Dao. L'attacco sonoro di Ware era eguagliato dalla turbolenza creativa di Parker, Shipp e Dickey. Se Ware stava rievocando il fervore spirituale di John Coltrane, Shipp stava tracciando un territorio al di là dell'esuberanza psicotica di McCoy Tyner. La dinamica era mozzafiato, con momenti di trascendenza quasi ipnotica seguiti da momenti di delirio assoluto e da pause estatiche.

Susie Ibarra rimpiazzò Dickey per Godspelized (maggio 1996), un album più influenzato da Albert Ayler e Sun Ra che non dal leggendario gruppo di Coltrane (Godspelized). Lo stile compositivo sobrio di Ware cominciava a emergere più chiaramente (come l'adagio “c'è del metodo nella sua follia”), e Wisdom of Uncertainty (dicembre 1996) vantava brani come Utopic, Continuum e Acclimation che si basavano su una logica potente oltre alla pura energia.

Ahimè, Go See the World (dicembre 1997) e Surrendered (ottobre 1999), con Guillermo Brown al posto di Ibarra alla batteria, segnarono una drammatica ritirata nella finta musica free-jazz per le masse, che rinunciava all'atonalità.

Matthew Shipp giocò con il sintetizzatore su Corridors & Parallels (febbraio 2001), un passo tutt'altro che rivoluzionario nel 2001.
Dopo una mediocre interpretazione di Freedom di Sonny Rollins Suite (luglio 2002), Ware si cimentò in un ensemble di archi con Shipp agli archi sintetizzati, Mat Maneri alla viola, Daniel Bernard Roumain al violino, Parker e Brown, ma Threads (aprile 2003) riguardava più il tentativo di Ware di diventare un compositore classico che la sua verve free-jazz.

Shakti (maggio 2008) vedeva Joe Morris alla chitarra e alle percussioni, William Parker al basso e Warren Smith alla batteria.

Il doppio LP Live in Vilnius (marzo 2007) documenta un quartetto con Matthew Shipp (pianoforte), William Parker (basso) e Guillermo Brown (batteria).

Il live Saturnian (Solo Saxophones Volume 1) (ottobre 2009) conteneva tre lunghe improvvisazioni (una per tenore, una per sassofono e una per stritch).

Theatre Garonne 2008 (maggio 2008) documenta un'esibizione con Joe Morris alla chitarra, William Parker al contrabbasso e Warren Smith alla batteria.

Onecept (dicembre 2009) è stato improvvisato in studio da Ware al sax tenore, al saxello e allo stritch con il bassista William Parker e il percussionista Warren Smith.

Un quartetto con il pianista Cooper-Moore, il bassista William Parker e il batterista Muhammad Ali ha registrato Planetary Unknown (novembre 2010), in particolar modo il brano di 22 minuti Passage Wudang.
Planetary Unknown è stato documentato anche su Live At Jazzfestival Saafelden 2011 (agosto 2011).

Il doppio CD Live in New York, 2010 (ottobre 2010) documenta il trio con William Parker al contrabbasso e Warren Smith alla batteria.

The Balance (giugno 2010) documenta un'esibizione dal vivo con William Parker (basso) e Warren Smith (percussioni), dedicata per lo più a Vision Suite 2010(42 minuti).

Ware, malato da alcuni anni, è morto per un'infezione nel 2012, all'età di 62 anni.


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