- Dalla pagina su Jackson C. Frank di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Jackson C. Frank era un chitarrista e cantante folk americano che si trasferÃŽ in Inghilterra e familiarizzÃē con il pubblico della scena folk-rock britannica.
Ha registrato un solo album, Jackson C. Frank (1965 - Castle, 2002), prodotto da Paul Simon (anche lui all'epoca viveva in Inghilterra), proprio quando Donovan debuttava con What's Bin Did (1965) e Fairy Tale (1965) e Bert Jansch dei Pentangle debuttava con Strolling Down The Highway (1965) e It Don't Bother Me (1965).
Frank non aveva l'immaginazione musicale di Donovan (usa solo la chitarra) e distorceva il languore hippy di Donovan per vibranti elegie infettate sia dalla musica nera sia dalla musica folk bianca. Tanto il picco melodico, Blues Run The Game, quanto Here Come the Blues, giustamente intitolato, cosÃŽ come la tradizionale Kimbie (una versione gospel della tradizionale I Wish I Was a Mole in the Ground), incorporano elementi di musica nera.
Stilisticamente, Frank copre un'ampia gamma: la rockeggiante Don't Look Back ÃĻ bilanciata dalla marziale Yellow Walls, e il lamento country di You Never Wanted Me convive con la meditazione filosofica di Just Like Anything, nello stile di un bardo medievale. My Name Is Carnival, l'altro gioiello melodico, avrebbe potuto essere nella colonna sonora di Morricone per il capolavoro spaghetti-western di Sergio Leone "Per un pugno di dollari" (1964).
Nel frattempo, solenni odi introverse come Milk And Honey e Dialogue trasudano piÃđ profondità psicologica che pathos.

Una ristampa del 1996 aggiunse cinque canzoni, in particolare la blues Marlene e la tesa e tragica Marcy's Song.

Una serie di tragedie personali gli hanno impedito di registrare altri album.
Frank ÃĻ morto di attacco cardiaco a Great Barrington nel 1999, il giorno dopo aver compiuto 56 anni.


- Torna alla pagina su Jackson C. Frank di Piero Scaruffi -