- Dalla pagina su William Handy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Diverse star del blues (Bessie Smith, Ma Rainey, Ida "Cox" Prather) iniziarono con gli spettacoli da menestrello, per poi migrare semplicemente dagli spettacoli itineranti del Sud ai teatri permanenti di vaudeville di New York, dove le loro canzoni furono scritte appositamente per un pubblico piÃđ vasto da cantautori neri professionisti come William Christopher Handy (Florence, 1873), con sede a Memphis, che "compose" (ma forse semplicemente pubblicÃē) molti dei primi "classici": Memphis Blues (scritto originariamente nel 1909 per una campagna politica, ma pubblicato solo nel 1912), St Louis Blues (1914), Beale Street Blues (1916), Loveless Love (1921), Harlem Blues (1923).
Handy era pienamente consapevole di aver "inventato" un nuovo genere musicale, cosÃŽ come egli stesso scriveva nel 1916: "Ho aggiunto un'altra forma alla composizione musicale e al mondo".
Si rese conto che la caratteristica fondamentale della musica blues che la rendeva unica era il fatto di parlare di dolore, non di gioia.
Handy fece la sua registrazione di queste composizioni con la sua Memphis Blues Band tra il 1917 e il 1923. L'orchestra comprendeva trombone, clarinetto, sax contralto, violini, pianoforte, tuba, contrabbasso, batteria e xilofono. Aveva chiaramente introdotto elementi di armonia occidentale nel blues originale (per esempio, si puÃē rilevare un tango di sedici battute all'interno di St Louis Blues). Handy registrÃē anche una delle prime canzoni a contenere la parola stessa "jazz" nel titolo: Jazz Dance (settembre 1917).
Ormai cieco da 15 anni e ridotto sulla sedia a rotelle da un ictus nel 1955, Handy, meglio noto come "il padre del Blues", morÎ di polmonite nel 1958, all'età di 84 anni.
Al suo funerale, svoltosi ad Harlem, parteciparono oltre 25000 persone.
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