- Dalla pagina su Mamie Smith di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
La cantante (non propriamente blus, seppur di colore), pianista e attrice Mamie Smith (Cincinnati?, 1891), nata in Ohio, cantÃē due numeri blues scritti per lei dal cantautore nero Perry Bradford: That Thing Called Love (febbraio 1920), il primo disco di un'artista nera, e Crazy Blues (agosto 1920), il primo pezzo blues a diventare un successo nazionale (con Willie Smith al pianoforte). Vendette 200.000 copie il primo anno. Era accompagnata dai Jazz Hounds, che comprendevano il trombettista di Memphis Johnny Dunn, il primo maestro della sordina plunger.
Prima del successo di Smith, la musica blues si rivolgeva esclusivamente al mondo sotterraneo dei bordelli e dei teatri di vaudeville. In seguito, la musica blues divenne "rispettabile" tanto quanto le sincopate orchestre nere, nonostante fosse una musica sul dolore anzichÃĐ sulla gioia.
L'idea di quel disco era in gran parte dovuta al suo produttore nero, il pianista Perry Bradford, nato in Alabama, un veterano del circuito dei minstrel-show e ora cantautore, autore di Lonesome Blues (1918), che aveva appena composto la rivista basata sul blues Made in Harlem (1918), che aveva avuto come protagonista la stessa Mamie Smith.
RivisitÃē Mama's And Papa's Blues di James Johnson come Crazy Blues, architettÃē il suono "rispettabile" del disco (diverso dal suono "selvaggio" dal vivo dei Jazz Hounds) e convinse l'etichetta (Okeh) a pubblicare il primo disco blues di musicisti neri.
Mamie Smith morÎ a New York nel 1946, all'età di 55 anni.
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