- Dalla pagina su Bola Sete di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Molto più originale della bossanova è stata la sintesi offerta dal chitarrista nero Djalma “Bola Sete” DeAndrade (Rio de Janeiro, 1923), che mescolava samba, jazz, musica folk americana e musica classica europea in improvvisazioni senza sforzo.
Dopo aver debuttato in Brasile con Aqui Esta o Bola Sete (1957), Travessuras do Bola Sete (1958), Bola Sete e Quatro Trombones (1958), Ritmolandia (1958), Bola Sete em Hi-Fi (1958), si trasferì a San Francisco nel 1959 e pubblicò una valanga di album, spesso in collaborazione con musicisti jazz: Bahia Ai Ai (1959), E A Bola Da Vez (1960), O Extraordinario Bola Sete (1961), Bossa Nova (1962), Tour de Force (1964), From All Sides (1964), The Solo Guitar (1965), forse il suo lavoro migliore, The Incomparable Bola Sete (1965), con Johnny Rae alle percussioni e Paul Horn al flauto, l'inferiore Autentico (1966), Shebaba (1969).

Il suo album Ocean (marzo 1972) venne pubblicato solo nel 1975 (dal suo fan John Fahey), e il suo seguito Ocean II (il resto delle sessioni del 1972) venne pubblicato solo nel 1981.
Entrambi sono stati raccolti su Ocean Memories (Samba Moon, 1999).

Gli album successivi includono Working on a Groovy Thing (1976), l'eccezionale tour de force new age Shambhala Moon (1982) e Jungle Suite (1985).

Bola Sete morì di cancro nel febbraio del 1987, all'età di 63 anni.
Prima di morire, tra il 1986 e il 1987, aveva preparato i pezzi per un nuovo album, che sarebbe stato pubblicato postumo a distanza di molti anni, Windspell (Samba Moon, 2008).


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