- Dalla pagina su King Sunny AdÃĻ di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In superficie, le intricate suite da ballo del cantante e chitarrista juju nigeriano "King" Sunny AdÃĻ (Osogbo, 1946) sposano semplicemente percussioni africane, canto "call-and-response" e arrangiamenti in stile occidentale di chitarre e sintetizzatori. Ma, spesso, i ruoli di chitarristi e percussionisti venivano invertiti, poichÃĐ questi ultimi guidavano la melodia, mentre i primi davano il ritmo. La produzione enfatizzava le tecniche del dub giamaicano e i dettagli sonori spesso richiamavano altre tradizioni etniche, come il twang della musica country.
Dopo aver fondato i Green Spots, ribattezzati African Beats nel 1974, AdÃĻ pubblicÃē una serie di singoli nel 1967 e nel 1968.
Il suo primo album, Alanu Loluwa (1967), fu seguito da molti altri, quasi tutti di scarsa qualità, come Sound Vibration (1977), Chapter 3 (1978), Private Line (1978), The Golden Mercury of Africa (1978), The Royal Sound (1979), Searching for My Love (1979), Ori Mi Ja Fun Mi (1980), Eje Nlogba (1980), Juju Music of the 1980s (1981).
La miscela stilistica di AdÃĻ raggiunse la maturità su The Message (1981), Check E (1981) e Juju Music (1982), mentre Ariya Special (1981), Maa Jo (1982), Ijinle Odu (1982), Synchro System (1982) e Aura (1983), con Ase, enfatizzavano l'elemento ritmico.

Ajoo (1983), con Gbeyo Gbeyo, e Bobby (1983), contenente la suite Late Olabinjo Bobby Benson, furono gli ultimi due album significativi, dopo i quali AdÃĻ pubblicÃē una quantità impressionante di spazzatura: Consience (1983), Explosion (1984), Togetherness (1984), Gratitude (1985), Otito (1985), Saviour (1985), Sweet Banana ( 1986), My Dear (1986), Let Them Say (1986), Jealousy (1987), Merciful (1987), The Child (1988), Destiny (1988), The Good Shepherd (1988), Wait for Me (1989), Authority (1990), Get Up (1990), Triumph (1992), Surprise (1992), Glory (1993), E Dide (1995), Seven Degrees North (2000), ecc.
Pochissimi musicisti hanno pubblicato tanti dischi... ciascuno dei quali suonava esattamente come il precedente.
Una totale mancanza di immaginazione fa di lui il musicista piÃđ sopravvalutato dell'afro-pop.

Ogun (1997) ÃĻ un'antologia delle prime registrazioni.
Odu (1998) raccoglie versioni riviste dei suoi classici.


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