- Dalla pagina su Mickey Hart di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Mickey Hart (Brooklyn, 1943), leggendario percussionista dei Grateful Dead, si è reinventato come uno dei più brillanti ideologi e mentori della world music con album che sono abbaglianti dimostrazioni di musica basata sulle percussioni.
Bio:
La carriera solista di Mickey Hart,
ex leggendario batterista dei Grateful Dead,
poi divenuto etnomusicologo e scrittore, è stata una ricerca
testarda delle radici mistiche e mitologiche delle percussioni.
I suoi dischi sono summit multi-etnici in cui le culture di tutto il mondo
ritrovano l'essenza umana che hanno in comune.
Hart era già stato titolare di Rolling Thunder (Warner Bros, 1972), un disco in cui comparivano però quasi tutti gli amici dell'acid-rock.
La carriera maggiore di Hart ebbe inizio quando
nel 1975 si unì alla Tal Vadya Rhythm Band di Zakir Hussain,
un combo di sole percussioni provenienti da tutto il mondo.
Il complesso cambiò nome in Diga Rhythm Band e produsse un
album intitolato Diga (Round, 1976 - UA, 1976 - Ryko, 1988), una
delle pietre miliari world-music quando non si chiamava ancora così.
Il disco, che incorpora prevalentemente elementi indiani, è
animato da una verve mistica.
Nella moltitudine crepitante delle tabla si fanno largo i vibrafoni ad
imporre un po' di ordine e di melodia, soprattutto nella jazzata Magnificent Seven. Ma
Diga è soprattutto le feste irrefrenabili di Sweet Sixteen e Tal Mala,
entrambe ottenute elaborando stili indiani ma talmente invasate da poter sfidare il folle tribalismo africano
e brasiliano.
Alla testa dei Rhythm Devils il percussionista eseguì poi la colonna sonora di Apocalypse Now Session (Passport, 1980 - Ryko, 1990), accreditata ai Rhythm Devils (Airto Moreira e Flora Purim a simulare i suoni della jungla).
Ad Hart si deve anche e soprattutto un disco con Henry Wolff e Nancy Hennings, Yamantaka (Rolling Thunder, 1982), un concerto di tocchi e rintocchi che rimane una delle pietre miliari del genere percussivo. Alle risonanze infinite dei campanelli tibetani, che fungono da radiazione cosmica di fondo, Hart sovrappone ogni tanto pochi colpi di percussioni metalliche, lasciati cadere con estenuante lentezza. Se questa suite è il non plus ultra della quiete, il suo retro, The Revolving Mask Of Yamantaka, stride di ronzii supersonici fino alla nevrosi.
Rocco Stilo scrive:
Forte di quelle esperienze, Hart divenne un patrono della world-music.
In prima persona pubblicò Dafos (Ryko, 1983), una collaborazione
con Airto Moreira e Flora Purim, con tour de force della statura di
Dry Sands Of The Desert (protagonista Steve Douglas ai fiati).
In uno stile ambientale Hart cesello la suite di settanta minuti Music To Be Born By (Ryko, 1989), in cui il ritmo è dato dal battito cardiaco di un feto nel grembo materno.
Nelle sue composizioni e nei suoi scritti Hart ha studiato le origini preistoriche della musica, pervenendo a tesi illuminanti che accostano mitologia e storia delle percussioni.
L'affresco lussureggiante e sinistro di At The Edge (Rykodisc, 1990), controparte musicale della sua autobiografia “Drumming At The Edge Of Magic” (a corredo del disco), mira a un equilibrio soprannaturale tra natura e civiltà umana, rappresentato musicalmente da semplici strumenti primitivi (fischietti, bastone della pioggia, sonagli, tamburi, gong, campanacci, pianoforte a pollice, shaker, ecc.)
#4 for Gaia duetta con i suoni della foresta stessa. In un certo senso, brani come Slow Sailing, un duo di percussioni con Zakir Hussain, Brainstorm, un duo di percussioni con Babatunde Olatunji, e Lonesome Hero, per quartetto di percussioni più berinbau e flauto di Pan, cercano di ricreare con suoni creati dall'uomo l'atmosfera suggestiva di ambienti naturali primitivi e incontaminati. Il frenetico Fast Sailing, per quartetto di percussioni afro-indiano-americano, è più che altro una dimostrazione di abilità "linguistiche", della gamma di emozioni che i ritmi possono produrre. Mentre l'esperimento elettronico di The Eliminators è piuttosto superficiale, l'ancor più sperimentale Sky Water, della durata di otto minuti, crea un ipnotico gioco di suoni che coinvolge la chitarra di Jerry Garcia, le tabla di Zakir Hussain e i ronzii di campane di Hart (e che suona come un remix ambient esteso delle languide ballate dei Pink Floyd).
Se i dischi precedenti avevano anteposto il "tema" alla tecnica,
Planet Drum (Ryko, 1991), che è il nome al tempo stesso di
album, libro, complesso e tour, è un tributo alla tecnica.
Hart e gli altri
percussionisti (sono rappresentati tutti i continenti) sembrano voler
vivisezionare i timbri degli strumenti.
Lavoro più di gruppo, più scientifico che non artistico, Planet Drum è testimone di
un'ossessione più che di un'ispirazione.
Mystery Box (Ryko, 1996) ha applicato le stesse tecniche al formato canzone (Mint Juleps alla voce, testi di Robert Hunter), utilizzando un'“orchestra” di sintetizzatore, flauto, pianoforte, didgeridoo, chitarra, basso e, naturalmente, percussioni. Dall'elegia struggente di Where Love Goes al festoso Afro-funk di Sandman, dalla narrazione in stile Bob Dylan di Down The Road (con coro gospel e fisarmonica dalle sonorità roots) alla solenne preghiera corale di Sandre De Cristo, l'album dimostra soprattutto il talento di Hart per l'orchestrazione ritmica, adottando al contempo l'estetica postmoderna dei Talking Heads e dei Golden Palominos. La martellante musica quasi techno e funk orgiastica di Full Steam Ahead e il surreale collage stilistico di John Cage Is Dead (poliritmi propulsivi ma sincopati, armonie vocali pop anni '40, rumore metallico caotico) sono tra i suoi esperimenti più riusciti.
Allo stesso modo, Supralingua (Ryko, 1998) utilizza un cast superbo di interpreti, tra cui diversi cantanti ospiti, per comporre "canzoni" più regolari. Angola apre l'album con un campionamento del Gyuto Monks Tantric Choir.
Hart ha anche promosso le musiche del terzo mondo attraverso dischi antologici.
Global Drum Project (2007) è una collaborazione con il maestro indiano di tabla Zakir Hussain, la terza dopo la Diga Rhythm Band e Planet Drum.
Hanno arruolato Giovanni Hidalgo alle congas e Sikiru Adepoju al talk drum.
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