- Dalla pagina su Peter Ivers di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Peter Scott Ivers (Illinois, 1946), nativo di Boston, era membro del gruppo psichedelico Beacon Street Union. Quando si sciolsero, Ivers registrò un album solista, Knight Of The Blue Communion (Epic, 1969), un concept religioso. Una parata surreale di jazz, psichedelia, pop, musica classica e vaudeville con arrangiamenti selvaggiamente eclettici e ritmi incalzanti, con una cantante lirica e "modulazioni" elettroniche, evoca i momenti più eccentrici di Frank Zappa e United States of America nella loro versione più giovanile.
Ivers registrò un seguito, Take It Out on Me (Epic, 1971), ma l'etichetta non pubblicò mai la musica, fatta eccezione per il singolo Ain't That Peculiar/ Clarence O'Day (Epic, 1971).
Dopo essersi trasferito a Los Angeles, Ivers tornò a registrare con Terminal Love (Warner, 1974), una raccolta di ballate pop-jazz demenziali, simili a quelle di Captain Beefheart alla guida dei Chicago.
Peter Ivers (Warner, 1976) fu il suo tentativo di riproporre il modello del cantautore anni '70. Includeva il singolo Eighteen And Dreaming (Warner, 1976).
Il singolo Love Theme from Filmex (1980) fu la sua ultima pubblicazione.
Ivers scrisse anche opere teatrali e diresse film sperimentali. Scrisse In Heaven, la colonna sonora del film di David Lynch “Eraserhead” (1978).
Divenne famoso come direttore d'orchestra del programma televisivo “New Wave Theater”, che presentò al grande pubblico l'hardcore californiano degli anni '80.
Ivers venne trovato morto nella sua casa di Los Angeles nel 1983 (ucciso a colpo di martello) all'età di 37 anni.
Il killer non è mai stato idenfticato e all'epoca si ipotizzò che l'assassino fosse un musicista punk.
Nirvana Peter (Warner, 1985) è una compilation contenente quattro brani già pubblicati in precedenza più otto brani inediti.
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