- Dalla pagina su Harry Nilsson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Harry “Bo Pete” Nilsson nacque a New York nel 1941, ma crebbe a Los Angeles.
Negli anni ’60 cominciò la sua carriera da cantautore realizzando presto il suo primo album da solista, Pandemonium Shadow Show (RCA, 1967).
Con una amara vena moralistica, Nilsson mostrò un bizzarro senso dell’umorismo (She Sang Hymns Out Of Tune, Cuddly Toy) che si rivelò essere di gran lunga più originale di quella di molti cantanti folk dell’epoca.
Sfortunatamente decise di cambiare stile, dedicandosi al soft rock e diventando presto una pop star con Aerial Ballet (RCA, 1968) e Harry (1969), grazie soprattutto a Everybody's Talking di Freid Neile a I Guess The Lord Must Be In New York City.
Dopo ciò incominciò a scrivere musiche per la TV e per il cinema come, per esempio, The Point (1971) e realizzò un album di composizioni di Randy Newman.
Nilsson Schmilsson (1971) lo catapultò in cima alle classifiche con la ballata romantica dei Badfinger Without You. Ma l'album era un affare più serio, poiché Nilsson presentò il suo alter ego, un ubriacone sarcastico, e adottò un suono più aggressivo. Il dittico di apertura di Gotta Get Up (arrangiato per fisarmonica, trombone e pianoforte meccanico) e Driving Alone (che gioca con una melodia alla Beatles) diedero il tono al resto della raccolta, oscillando tra commedia in stile musichall (Coconut), atmosfere fiabesche (Moonbeam Song) e grandiosità pop (I'll Never Leave You). Gli altri punti salienti furono il jump blues con i fiati di Down e in particolar modo la tribale jam garage Jump Into The Fire, che metteva insieme gli Amboy Dukes di Ted Nugent e i Them di Van Morrison. La sua voce vellutata si dimostrò stranamente efficace nel creare un puro melodramma.
Son Of Schmilsson (1972) continuò la saga, evidenziando l'anarchico, l'enfant terrible, il giovane arrabbiato in Nilsson. Musicalmente, sembrava più a suo agio a copiare il passato che a inventare il presente. La martellante Take 54 guidata dal trombone richiama il rhythm'n'blues e il boogie woogie con lo spirito più grintoso degli artisti neri degli anni '50. You're Breaking My Heart è anche un cenno al jump blues vecchio stile. Il suo umorismo caustico raggiunge l'apice con il grottesco coro cantato I'd Rather Be Dead.
Il pezzo più "moderno", e il pezzo di spicco dell'album, Spacemen, è tipico di Warren Zevon, tutto ritmi marziali e strumenti martellanti; e la cover di At My Front Door è la quintessenza di Elton John. La ballata per pianoforte Remember è una pallida copia di Without You.
A Little Touch (1973) era semplicemente un insieme di standard.
Son Of Dracula (1974), Duit On Mon Dei (1975), Sandman (1975), That's the Way It Is (1976) e Knnillssonn (1977) conclusero la sua carriera in tono molto minore.
Nilsson è morto d'infarto nel 1994, all'età di 52 anni.
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