- Dalla pagina sui Pearls Before Swine di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
I Pearls Before Swine di Tom Rapp (Bottineau, 1947) sono stati forse il gruppo più importante ad avventurarsi nel folk psichedelico durante gli anni '60. I loro due capolavori, One Nation Underground (1967) e soprattutto Balaklava (1968), sono mosaici di canzoni suggestive che sfidano ogni classificazione, evocando lo stato allucinatorio del surrealismo di Dalí, riccamente arrangiate e influenzate sia dalla musica classica che dal jazz. Ogni album è eseguito da un vero e proprio "ensemble da camera": organo, harmonium, pianoforte, arpa, vibrafono, corno inglese, clarinetto, celesta, banjo, sitar, flauto...


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
I Pearls Before Swine furono l'invenzione di un folksinger del North Dakota, Tom Rapp, che venne a New York a cercare fortuna. Il gruppo venne di fatto imbastito per registrare il suo primo disco, One Nation Underground (ESP, 1967), e non fu mai un vero gruppo. La sua musica folk di quel disco era bizzarra non perchè si trattasse si psychedelic-rock (Rapp, bravo ragazzo del Midwest, non aveva mai fatto uso di sostanze stupefacenti) ma perchè il suo autore era un personaggio eccentrico.
Su questo disco esercitò una forte influenza Blonde On Blonde di Bob Dylan, ma soprattutto Rapp si rivelò un originale degli arrangiamenti.
Questi Pearls Before Swine erano di fatto un ensemble da camera con tanto di organo, harmonium, piano, arpa, vibrafono, corno inglese, celeste, banjo, sitar, flauto, oltre alla strumentazione rock. Fra i musicisti si contavano Roger Crissinger (futuro One) e Lee Crabtree (ex Fugs e Holy Modal Rounders).
Le somiglianze con Jefferson Airplane e Grateful Dead erano superficiali: il sound di questo disco derivava dall'orchestrazione di Rapp e dal modo "loose" in cui i musicisti potevano operare. Soprattutto Rapp imponeva la sua surreale metafisica: atmosfere oniriche, senso di fiabesco, testi poetici, contrappunti raffinati, canto delicato.
Era come se Leonard Cohen fronteggiasse la formazione di Blonde On Blonde e Van Dyke Parks dettasse gli arrangiamenti basandosi sull'I Ching.
A parte la canzone pacifista Drop Out, il disco sfoggia gli squarci lirici di ballate scarne e tenere come Another Time e Amber Lady, nonchè acquarelli impressionisti di un'intensità quasi religiosa come Morning Song e Regions Of May.
Il raga-rock I Shall Not Care e il Surrealist Waltz sono le uniche concessioni allo spirito goliardico degli hippie.

Rapp fece ancora meglio con Balaklava (ESP, 1968), uno dei capolavori del rock di quegli anni. Album concept anti-militarista ispirato dalla omonima battaglia, è strutturato come un mosaico di pannelli apocalittici che narrano di morte e desolazione. E' un viaggio picaresco fra le rovine dell'umanità, immerso in un fitto simbolismo e in un clima funereo.
Ancora una volta è facile confondere surrealismo con psichedelia, ma quella di Rapp è un'arte molto più vicina ai quadri di Dali e Ernst che ai "trip" di LSD. Dentro la cartilagine naturalista di Translucent Carriage (vento), Images Of April (uccelli) e I Saw The World (mare) alitano ballate medievali, ambientate in paesaggi misteriosi, secrete da alchimie rocambolesche e corredate da liriche intimiste. E allora Ring Thing è l'affresco macabro, un funerale nostalgico a colpi di gong con cornamuse in lontananza e organo a canne, cancellato da fasce di disturbi radio.
I testi risaltano particolarmente nelle ballate di pathos "Cohen-iano", come There Was A Man e Lepers And Roses, intrise di fatalismo disarmanete e di tetra disperazione.
Rapp ha anche l'idea geniale di conferire loro la (pessima) qualità sonora delle tremule cantilene a 78 giri dei tempi andati.
Gli arrangiamenti sono ancor più rarefatti e sperimentali: pianoforti e flauti jazz, sezioni d'archi classicheggianti, percussioni orientali, orchestrine degli anni '20.

Tom Rapp registrò poi cinque album a nome Pearls Before Swine ma che in realtà comprendevano soltanto se stesso, sua moglie e sessionmen assortiti: These Things Too (Reprise, 1969), The Use Of Ashes (Reprise, 1970), City Of Gold (Reprise, 1971), Beautiful Lies (Reprise, 1971), poi raccolti nel cofanetto Jewels Were The Stars (Warner, 2003).

Constructive Melancholy - 30 Years Of Pearls Before Swine (Birdman, 1999) è un'altra antologia.

I dischi successivi hanno invece ridimensionarono il genio di Rapp, presentando un cantautore crepuscolare incapace di stare al passo dei tempi.

Grazie a un rinnovato interesse intorno ai Pearls Before Swine, Rapp ritornò dopo un quarto di secolo con A Journal Of The Plague Year (Woronzow, 1998), un disco che nei momenti migliori riporta alle atmosfere dei suoi primi dischi (Shoebox Symphony, Silver Apples).

Il doppio CD The Wizard Of Is (2005) raccoglie materiale inedito risalente al periodo 1967-1976.

Rapp è morto in Florida nel febbraio 2018, all'età di 70 anni.


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