- Dalla pagina sugli Art Zoyd di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

L'ensemble da camera degli Art Zoyd, esordito con il singolo Sangria, adotto` una strumentazione che poteva arrivare a comprendere oboe, clarinetto, sax tenore, sax soprano, tromba, violino, viola, violoncello, contrabbasso e percussioni.

Symphonie Pour Le Jour Ou Bruleront Les Cites (1976, re-recorded in 1980 - Belle Antique, 2008), contenente la pretenziosa sinfonia in tre movimenti del titolo, era un tentativo di trasferire nel rock il primitivismo di Stravinsky. Brigades Speciales (the first movement of the symphony), con le tastiere di Patricia Dallio e la tromba di Jean-Pierre Soarez in bell'evidenza, e` il tour de force e il manifesto apocalittico dell'opera. Masques and Simulacres are the other two movements. The disc also includes Deux Images de la Cite Imbecile: Les Fourmis and Scenes de Carnaval.

Musique Pour L'Odyssee (Cryonic, 1979 - Belle Antique, 2008) tradiva soprattutto le influenze dei Magma, ma filtrate attraverso una sensibilita` piu` classicheggiante. Piece come Bruit Silence Bruit Repos costituivano comunque un enorme passo avanti per il rock progressivo, sia per la complessita` dell'orchestrazione sia per l'impasto ritmico. I membri piu` in vista erano Gerard Hourbette e Thierry Zaboitzeff.

Gli Art Zoyd si orientarono poi verso un sinfonismo lussureggiante con Generations Sans Futur (1980 - Belle Antique, 2008), la cui lunga, austera, espressionista La Ville fonde solfeggi, minimalismi e free jazz, fra echi della "Sacre Du Printemps" e delle fanfare di Zappa, del serialismo di Webern e della "Verklarte Nacht" di Schonberg, della musica da camera di Nyman, dei balli folk e del jazz-rock degli Henry Cow.

L'apice di questo impressionismo elettro-classico e` nel doppio Phase IV (1982 - Belle Antique, 2008), dove ritmi minimali, dissonanze violente e orchestrazione raffinata richiedono un ascolto piu` trascendentale. The most ambitious compositions are Zaboitzeff's Etat D'Urgence (14:38) and Hourbette's La Nuit (13:01).

A partire da Les Espaces Inquietes (1984) il sound si e` avvicinato all'elettronica da salotto e alle atmosfere gotiche, ora visionario in Le Marriage Du Ciel Ed Te L'Enfer, colonna sonora di un balletto, ora religioso nella Berlin del 1987, con una messa cattolica e la danza Epithalame, toccando l'apice tecnologico con Nosferatu.

Andre` Mergenthaler, che aveva suonato il violoncello e il sassofono, si dara` a una variante gotica e medievale dell'elettronica sinfonica con l'austera Musik Fur Einen Engel (Etoile Rouge), composta fra il 1986 e il 1993.

Il trio rimanente, ovvero Hourbette, Dallio e Zaboitzeff, ha pubblicato nel 1993 i due volumi di Marathonerre (Atonal), parte della colonna sonora di un evento multimediale di dodici ore.

Le loro lente e maestose progressioni di accordi, le loro nevrotiche fanfare di fiati e i loro ammiccamenti all'avanguardia avevano continuato il programma rivoluzionario del rock progressivo di Canterbury.

Haxan (Atonal, 1997) e` la colonna sonora composta per l'omonimo film muto.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Dopo una pausa di quattro anni, uBIQUe (In-possible, 2001) annuncia una nuova veste degli Art Zoyd (Gerard Hourbette, Patricia Dallio, Daniel Denis, Mireille Bauer, Emma Stephenson-Poli), orfani di Zaboitzeff e che si avvale di tredici chitarristi, sei bassisti, sei sassofonisti, quattro trombettisti, tre tromboni, una tuba, ecc.
Il poema sinfonico, teoricamente ispirato ad un racconto di Philip Dick, comprende la continuazione di Glissements Progressifs du Plasir (la cui prima parte è apparsa su Haxan) e Metempsycose. Entrambi mescolano pomposi passaggi orchestrali e una struttura matematica, producendo così un ibrido tra Frank Zappa, senza il senso dell'umorismo (Activites Prederivees), e Messiaen, senza la profondità spirituale (Compartiment 14/128, Apparitioin De L'Eglise Eternelle, Portuaire, L'Adoration des Mages, Septima du Centaure, La Tentation de Saint-Antoine).

Il doppio CD Metropolis (In-Possible, 2002) include la musica per il film di Fritz Lang (108 minuti), la musica del balletto Le Chat de Schroedinger (24 minuti), composto da Patricia Dallio, Gerard Hourbette e Kasper Toeplitz, e il pezzo per elettronica e ensemble da camera Appars (18 minuti), composto da Kasper Toeplitz.
Metropolis è una suite in 33 movimenti che sfrutta il formidabile senso di tragedia degli Art Zoyd. Il primo movimento, un'orgia poliritmica che si trasforma in swing da big band, e il terzo movimento, una cacofonia percussiva segnata da corni minacciosi, stabiliscono il ritmo per la discesa agli inferi, che procede attraverso i massicci e tragici droni del quinto movimento. Il pezzo è permeato di sentimenti contrastanti di trionfo e desolazione, come meglio espressi dalla cupa fanfara sugli schemi sincopati del sesto movimento. Un caos di suoni in lenta trasformazione nel 12° movimento evoca un senso di morte e oscurità, che, dopo aver giocato brevemente con la vita nel motivo fratturato del pianoforte jazz del 15° movimento, ritorna con forza per coronare lo zenit emotivo della suite con l'inquietante coro dei morti del 17° movimento (La Mort), la danza delle macchine intrisa di sfumature sinfoniche nel 19° movimento e il tribale "trionfo della morte" del 22° movimento. Il 23° movimento si apre con una resa impressionistica di una notte stellata. Un drone lontano si avvicina e si trasforma lentamente in una lugubre fanfara di corno su un baccanale percussivo. Il 31° movimento si libra con una frenetica e diabolica batucada (Maria), un'idea che si ripete fino alla fine. Nonostante i vincoli cinematografici, la suite trabocca di emozioni terribili e viscerali. Il suo unico inconveniente è che non presenta una visione coerente e focalizzata di quelle emozioni.
Questo è esattamente ciò che Le Chat de Schroedinger cerca di ottenere. Le percussioni qui sono ancora più rilevanti: gran parte dell'azione è nei ritmi e nei timbri. La melodia è praticamente inesistente. Una notevole eccezione si verifica cinque minuti dopo l'inizio del pezzo, quando il caos quantistico dell'inizio si dissipa e le tastiere intonano una melodia simile a un inno, degna di una liturgia medievale.

Nel dicembre 2004, al festival di Lille, gli Art Zoyd hanno eseguito "Armageddon", la prima operetta per robot.

Il violinista Gérard Hourbette è morto nel 2018, all'età di 64 anni.


- Torna alla pagina sugli Art Zoyd di Piero Scaruffi -