- Dalla pagina sui Black Sabbath di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
I Black Sabbath, una band senz'altro molto influente, diminuirono ulteriormente il livello di abilità richiesto per suonare hard-rock, ma i loro riff distorti e rimbombanti, i loro groove mostruosi, i loro ritmi marziali, il loro canto monotono e i loro temi horror, che evocavano la visione di un universo medievale futuristico, gettarono le basi per il black metal e per il doom-metal. La melodia e qualsiasi abilità strumentale erano componenti trascurabili nei loro lavori più tipici, Paranoid (1971) e Master Of Reality (1971).
Non furono gli inventori della musica gotica, ma furono i primi a trasformare quel tipo di musica in un genere.
Bio:
I Black Sabbath sono stati uno dei complessi più influenti di tutti i tempi.
Raramente un artista così poco dotato tecnicamente e così poco fantasioso
ha avuto così grande influenza sulle generazioni successive.
I Black Sabbath portarono semplicemente il blues-rock alle sue estreme
conseguenze: non solo ne dilatarono il formato come avevano fatto i loro
maestri Cream e come stavano facendo
i padri fondatori dell'hard-rock,
i Led Zeppelin, ma i Black Sabbath lo
privarono anche di qualsiasi contenuto intellettuale, di qualsiasi gesto
virtuoso, di qualsiasi ambizione artistica.
Il risultato fu una musica di una banalità allucinante: accordi "minori"
distorti e rimbombanti, groove mostruose, canto poco modulato.
Venne quasi naturale ispirarsi al cinema dell'orrore: il canto era tanto
musicale quanto i lamenti di Dracula, i riff erano tanto monolitici quanto
le campane dell'inferno e i ritmi erano tanto fantasiosi quanto il passo
delle processioni esoteriche.
Il bassista Terry Butler calò le loro "canzoni" in un universo estremamente degradato, una
sorta di medioevo futuribile, popolato da una fauna di robot, subumani, alieni
e spettri.
I Black Sabbath non furono i primi a inventare il "dark sound", ma furono
loro a farlo diventare un genere musicale a se stante.
Formati a Birmingham nel 1967 dal cantante John “Ozzy” Osbourne, dal bassista Terry Butler, dal chitarrista Tony Iommi, dal batterista Bill Ward, i Black Sabbath (che prima si chiamavano Earth e prima ancora Polka Tulk), si ispirarono chiaramente ai Cream per il loro primo album, Black Sabbath (Warner, may 1970), che peraltro conteneva già Evil Woman, NIB, Black Sabbath, Wasp e Warning, i manifesti della loro ideologia "dark".
I capolavori di Paranoid (1971),
Paranoid, War Pigs e Iron Man, facevano leva sulle
pulsazioni subsoniche del basso e sul battito da dinosauro della batteria.
L'heavy-metal nacque di fatto con Iron Man.
Più originale però
Planet Caravan.
Per quanto sembrassero più degne di un cartone animato che di una storia
della musica occidentale, quelle canzoni avevano introdotto un elemento
relativamente nuovo: la melodia, il canto e la chitarra erano trascurabili
rispetto all'elemento ritmico.
Gli stessi mammoth-riffs di Iommi avevano lo scopo principale di rallentare
la cadenza, non di accompagnanre la melodia.
I Black Sabbath erano un assalto continuato alla tradizione colta della
civiltà occidentale, e un'esaltazione continuata della barbarie e del
primitivismo.
Vennero odiati da quasi tutti: dagli hippie (di cui rappresentavano l'esatto
opposto morale), dai rockers (che erano inorriditi dalla loro pochezza tecnica),
dai singer-songwriters (che scrivevano liriche ben più significative).
Ma il teenager medio non aveva né la cultura né la vocazione per giudicare
la musica dei Black Sabbath e, tutto sommato, la loro semplicità armonica
rappresentava una forma di richiamo collettivo molto più facile da capire
che non i poemi sinfonici dei King Crimson o le partiture psichedeliche dei
Pink Floyd. I fans dei Black Sabbath erano sporchi e cattivi, ma in realtà
ascoltavano i Black Sabbath per la stessa ragione per cui la generazione
precedente di teenagers (puliti e buoni) aveva ascoltato i Beatles: la loro
musica era quella più "facile" da ascoltare. Ascoltare la loro musica era un
semplice atto di ritualismo collettivo che non richiedeva alcun tipo di cultura
e nessuno tipo di intelligenza.
Ma, a differenza dei fans dei Beatles (che al massimo diventarono cantanti
di musica leggera), i teenager che si identificarono con la "facilità" della
musica dei Black Sabbath furono proprio quelli che avrebbero formato complessi
di musica rock: i Black Sabbath stavano spargendo un virus alieno, quello
dell'heavy metal.
Il loro lapidario rock degli inferi precorse anche le dissertazioni sul male che sarebbero state del glam, un altro genere che avrebbe trovato un pubblico molto giovane perchè non richiedeva nessuno sforzo intellettuale.
Master Of Reality (1971) è un'altra cruda galleria di incubi: Into The Void, Sweet Leaf, Children Of The Grave, Lord Of This World e Solitude (la loro prima "ballad"). Lo stile del quartetto è qui cristallizzato in una forma quasi classica.
I dischi successivi sono unanimemente considerati pessimi, ma in realtà non
sono molto diversi dai primi. Semplicemente la musica dei Black Sabbath, per
definizione, non era altro che la ripetizione di se stessa all'infinito.
Chiedere ai Black Sabbath di innovare era come chiedere alla Bibbia di
raccontare la storia di un altro dio.
Anzi, il gruppo stava "progredendo": Volume 4 (1972) conteneva
canzoni più normali (Snowblind, Supernaut, persino una ballad per
mellotron, Changes, e lo strumentale Laguna Sunrise),
e Sabbath Bloody Sabbath (1973) le arrangiava persino con il
sintetizzatore di Rick Wakeman
(Sabbath Bloody Sabbath, Sabbra Cadabbra, No Time To Live).
Sabotage (1975) era forse il loro album più "musicale"
(Hole In The Sky, Am I Going Insane).
We Sold Our Soul For Rock And Roll (Warner, 1976) è un'antologia del periodo d'oro.
Dopo il pessimo Technical Ecstasy (1976) e
l'orrendo Never Say Die (1978),
Osbourne lasciò il gruppo e venne sostituito da
Ronnie James Dio. Forti della nuova star,
i Black Sabbath risorsero quasi miracolosamente e l'album
Heaven And Hell (1980) rimane uno dei loro migliori, grazie a
Neon Knights (uno dei loro brani più "pesanti"),
Heaven And Hell (uno dei riffs storici di Iommi),
e Children of the Sea (una maestosa power-ballad).
In brani come Lady Evil, Die Young e Lonely Is The Word
Dio fece persino meglio di quanto Osbourne avesse mai fatto.
Butler e Ward erano raramente stati così ispirati.
Benchè nettamente inferiore,
Mob Rules (1981) fu un altro grande successo di classifica.
Poi anche Dio venne estromesso da Iommi, che rimase padrone assoluto del
complesso su
Born Again (1983), con Ian Gillan dei
Deep Purple al canto,
Seventh Star (1986) e The Eternal Idol (1987).
Cozy Powell subentrò alla batteria a partire da
The Headless Cross (IRS, 1989) e TYR (IRS, 1990),
ma Dehumanizer (1992) presentava un'altra formazione, con il ritorno
di Dio e del bassista originale Butler (TV Crimes, TIme Machine,
Computer God).
Nel frattempo la personalità infernale (e sinceramente proletaria)
di Ozzy Osbourne stava generando persino un culto fanatico
da parte dei fans dell'heavy-metal.
La sua voce era "la" voce dell'heavy-metal, una voce "popolare" coltivata
nei secoli dalle ballate ossianiche e dalle leggende di fantasmi.
Con Blizzard Of Ozz (Jet, 1980) il cantante cominciò la sua carriera solista. A brillare è in realtà soprattutto il chitarrista classicheggiante Randy Rhoads (Crazy Train, Suicide Solution). è ancora la sua chitarra a guidare la maestosa title-track, Over The Mountain, You Can't Kill Rock And Roll e Flying High Again su Diary Of A Madman (1981), ma Rhoads morì in un incidente aereo. Il successo continuò con Bark At The Moon (Epic, 1983), su cui figura So Tired, The Ultimate Sin (1986). No Rest For The Wicked (1989) e Just Say Ozzy (1990) sono dischi stanchi e senza ispirazione. No More Tears (1991) è dedicato per lo più a ballad senili (Mama I'm Coming Home, Time After Time). Ozzmosis (1995) Down To Earth (Epic)
Iommi continuava a pubblicare album usando il nome Black Sabbath, sempre meno interessanti: Cross Purposes (IRS, 1994), forse il peggiore di sempre, e Forbidden (IRS, 1994).
Iommi (Divine, 2000) fu il suo primo album da solista, che annovera un team di all-star e cantanti (Henry Rollins, Billy Corgan, Osbourne, etc.)
La line-up dei Black Sabbath di Dehumanizer del 1992 (con Ronnie James Dio alla voce, Tommi Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso e Vinnie Appice alla batteria) si è riunita 17 anni dopo col nome di Heaven & Hell per pubblicare l'album The Devil You Know (Rhino, 2009).
I Black Sabbath erano diventati una tale "istituzione" che il loro concerto d'addio, tenutosi a Birmingham il 5 luglio 2025, divenne un evento nazionale (intitolato “Back to the Beginning”), con la partecipazione di band come Metallica, Guns N' Roses, Pantera e Tool.
Osbourne, affetto da diversi anni dal morbo di Parkinson, è morto 17 giorni dopo, all'età di 76 anni.
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