- Dalla pagina su Jackson Browne di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Jackson Browne (Heidelberg, 1948) è stato molto più significativo di James Taylor nel modernizzare il genere dei cantautori. L'atmosfera del suo primo album, Jackson Browne (1972), richiama gli inni sacri, non le ballate country-rock, e gli arrangiamenti suonavano come musica da camera per pianoforte, violino e chitarra. Il sentimento religioso aumentò in For Everyman (1973), che introdusse le sue lunghe e tormentate meditazioni sulla vita. Browne raggiunse il suo apice cupo e criptico in Late For The Sky (1974), i cui profondi sermoni (inclusa la metafora di Fountain Of Sorrow, una delle sue sonate country per pianoforte più soavi) hanno definitivamente superato lo stile del folk-rock. Le sue parabole simboliche e universali cominciavano ad assomigliare a saggi filosofici. La sua stagione più importante si concluse con Pretender (1976), che segnò la transizione verso un sound più vivace, ma dimostrò anche la sua abilità nel creare un nuovo ethos post-hippy partendo dal dolore personale, dall'amarezza e dalla nostalgia.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Jackson Browne è uno dei singer-songwriter più letterati di tutti i tempi. Il catalogo delle composizioni classiche (uno dei più vasti degli anni '70) è diviso fra le epopee (Everyman, Before The Deluge, Pretender, Hold On) e le ballad sentimentali (Doctor My Eyes, Rock Me, Fuse, Here Comes, Lawyers).
In entrambi i generi Browne ha stabilito nuovi standard di riferimento con cui le generazioni di musicisti presenti e future si devono e si dovranno misurare.

Paroliere raffinato e vocalist melodico, Browne rappresenta il riflusso verso i valori domestici. Gli eroi dei suoi dischi sono colti nel loro sofferto rapporto con amici, familiari, amanti. Tipico bardo dell'era post-hippie, il tono medio dei suoi racconti è quello della delusione, dell'amarezza, del rimpianto. Piccolo Bergman del rock, ogni suo disco è centrato su un tema che si sviluppa di brano in brano facendo ricorso a liriche colte e profonde; ogni disco suona diverso, ma nella continuita': il tono malinconico della voce, il pianismo cadenzato, il piglio malinconico e fatalista dei testi sono colori costanti del suo paesaggio musicale, quel "correre sul vuoto" che è slogan efficace per i reduci del '60tto.

Artigiano impareggiabile di toni crepuscolari, Browne predica nelle sue saghe borghesi la rassegnata umiltà dell'individuo.

Jackson Browne, nato in Germania ma cresciuto a Los Angeles, comincio' la carriera di autore verso la fine degli anni '60. Durante un paio di stagioni a New York, alla corte di Andy Warhol, scrisse tre canzoni per l'esordio solista di Nico.
Ma fu soltanto al principio del decennio successivo che alcune canzoni affidate a Eagles e Nitty Gritty Dirt Band lo fecero conoscere.

Jackson Browne (Asylum, jan 1972), also known as Saturate Before Using, è tutt'altro che il lavoro di un debuttante. L'atmosfera è quella degli inni sacri, non del country-rock. Gli arrangiamenti sono prevalentemente per pianoforte, violino e chitarra, e sembrano più ispirati alla musica da camera che alla musica folk. E` vero che l'album contiene canti d'innocenza come Song For Adam (ancora nello stile convenzionale dei crooner di Nashville) e Jamaica Say You Will; ma al tempo stesso la saltellante Doctor My Eyes (con un quartetto d'archi da camera), My Opening Farewell e Rock Me On The Water (il suo primo hit), sono la quintessenza del West-coast sound, del "laid-back", melodie brillanti e rilassate che vengono plasmate per esplorare stati della mente.

For Everyman (oct 1973) è più rockeggiante, come nel boogie incalzante e reboante di Redneck Friend e nell'honky-tonk di Ready Or Not (con il violino distorto di David Lindley), o nel country-rock orecchiabile di Take It Easy (portato al successo dagli Eagles), ma introduce anche la forma più tipica delle sue lunghe e solenne meditazioni di carattere esistenziale, in These Days (con una chitarra distorta a duettare con le note marziali del piano) e For Everyman (la più lunga, melodica ed elegiaca, quasi religiosa per effetto di un organo da chiesa, forse anche reminiscente di Blonde on Blonde di Bob Dylan), o anche solo Colors of the Sun, composizioni arrangiate con un sound potente e luccicante impostato su tastiere e chitarre, che prendono lo spunto dal lieder pianistico di Joni Mitchell e dal soul d'autore di Van Morrison.
Il tono delle sue canzoni è apocalittico, ma in un senso più esistenziale che politico: ogni uomo è solo a lottare con il proprio amaro destino, e alla fine persino sopravvivere in un mondo così difficile ed ostile pare un trionfo.

Late For The Sky (Asylum, sep 1974) conferma la schizofrenia dell'artista: da un lato, l'incalzante boogie di Road And Sky e dall'altro la scorrevole metafora di Fountain Of Sorrow, uno dei suoi brani-manifesto e una delle sue più suadenti sonate country per pianoforte. Il requiem in chiave soul di For A Dancer e la visione apocalittica del destino umano di Before The Deluge, un altro classico degli arrangiamenti di Browne (pianoforte marziale), Lindley (violino funereo) e Jay Winding (organo da chiesa), ne fanno l'album più cupo e più criptico dell'artista, che segna un importante momento di transizione. La funerea Late For The Sky (con organo gospel) e Farther On, i brani più autobiografici, tradiscono quantomeno uno stato di confusione esistenziale. Tutte le composizioni sono lunghe, ardue e complesse meditazioni nelle quali tramonta il populismo hippie intriso di misticismo panico e si afferma definitivamente la struttura innodica del suo folk-rock free-form.
L'eroe delle sue canzoni è più che mai l'"everyman" (l'uomo della strada) con le sue storie umili di vita e di morte, di amore e di odio; ed è anche l'Uomo come entità astratta, la condizione umana nel suo insieme. Piuttosto che cantare tante vicende individuali, come i folksinger americani hanno sempre fatto, Browne preferisce cantare una sola vicenda, simbolica ed universale. Le sue parabole sono fra le più forbite del rock, ricche di immagini suggestive e di riflessioni solenni, di un'intensità mistica e di una profondita' filosofica.

Fin qui gli arrangiamenti avevano oscillato fra il country tradizionale, il soul concettuale di Van Morrison, la ballad da cocktail lounge e il lieder da camera. Il rock prende decisamente il sopravvento come catalizzatore di tutti questi elementi a partire da Pretender (nov 1976). L'album è avvolto nel dolore dovuto al suicidio della moglie. The Fuse e Here Come Those Tears Again sono serenate commoventi che scivolano su un tessuto strumentale corposo, una versione nobile del kitsch languido e sentimentale di Tin Pan Alley che trova compiuta espressione nella cadenza, nella melodia e nei contrappunti orchestrali dello spiritual sincopato Pretender. Browne è in forma strepitosa, ma gli arrangiamenti non sempre giovano alle canzoni.

Il live Running On Empty (1978), che contiene la briosa e orecchiabile Running On Empty (in stile Springsteen) e Load Out (oltre a diverse cover), segna l'adesione a forme ancor più spettacolari (ritmi frenetici, strumentazione fragorosa, vocals viscerali), ma anche l'inizio di una inesorabile decadenza artistica.

Hold Out (jun 1980) sembra infatti consegnare definitivamente al passato le meditazioni filosofiche, e ritirarsi dietro la canzone intimista/populista con echi sempre più forti di Springsteen. L'epica Hold On Hold Out si riallaccia ai suoi classici, ma Of Missing Persons e Call It A Loan sono canzoni più regolari (per quanto ben congegnate). Lo stile documentario di Disco Apocalypse e Boulevard è intrigante, anche se tentativo, e l'aggressiva That Girl Could Sing continua l'assimilazione di stili più brillanti. Anche se continua a fare musica intelligente, Browne ha rinunciato a fare musica profonda.

Lo conferma anche Somebody's Baby (da una colonna sonora del 1982), una canzone disco-pop senza pretese (degna di Donna Summer), e lo confermano l'orecchiabile Lawyers In Love, la pensosa e marziale Tender Is The Night e For A Rocker su Lawyers In Love (1983), l'album su cui peraltro Browne imbraccia il commentario sociale (Say It Isn't True).

Quello diventa il tema centrale di Lives in the Balance (1986), forte dell'oratoria socio-politica di For America e dell'anthemica Lawless Avenues. Il reggae Till I Go Down e la romantica In The Shape Of A Heart continuano a proporre musica facilmente consumabile, ma non certo all'altezza delle austere meditazioni di un tempo.

Sempre meno poetico e più politico, Browne pubblicò World In Motion (1989), che inietta dosi di boogie (World In Motion) e reggae (When The Stone Begins To Turn) nelle sue arringhe, mentre la sola Enough Of The Night conserva l'appetibilità pop.

Dopo questa trilogia "politica", Browne tornò finalmente ai suoi temi di amore e conflitto su I'm Alive (1993).
Peraltro le canzoni erano le più deboli della sua carriera, fatto tanto meno perdonabile visto che l'album veniva dopo quattro anni di silenzio. Sky Blue And Black non è ne' carne ne' pesce: ne' degna delle ballate filosofiche di un tempo ne' orecchiabile/ballabile come le canzoni degli ultimi tempi.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Looking East (Elektra, 1996) si apre con un pezzo insolitamente forte e grintoso, Looking East, che suona come una ballata power-pop di Tom Petty interpretata da una band hard-rock. Lo stile cambia di canzone in canzone, zigzagando (in modo un po' goffo) tra country (I'm The Cat), funk-boogie (Culver Moon), reggae (It Is One) e samba (Nino) ma, in linea con la sua recente carriera, il concetto rimane lo stesso: un suono più fluido e pieno, il suono di un gruppo, non il suono di un cantautore.
Quando la musica latita, i testi riscattano la musica, come nelle meditazioni atmosferiche vecchio stile di The Barricades Of Heaven e Alive In The World.

The Next Voice You Hear (1997) è un'antologia terribile.

The Naked Ride Home (Elektra, 2002), che arriva dopo una pausa di sei anni, è una raccolta pesantemente arrangiata che vanta uno sfogo politico (Casino Nation) e tre lunghe riflessioni (About My Imagination, Sergio Leone, Don't You Want To Be There).

Solo Acoustic, Vol. 1 (Inside, 2005) è un album live, a cui avrebbe fatto seguito Solo Acoustic, Vol. 2 (Inside, 2008).

Browne si è messo in imbarazzo con le invettive politiche di Time The Conqueror (2008).

Dopo una pausa di sei anni Browne pubblica il passabile Standing in the Breach (Inside, 2014), che contiene sette pezzi inediti e tre vecchie canzoni, tra cui The Birds of St. Marks (1970), ispirata a Nico.


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