- Dalla pagina sui Comus di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Claudio Vespignani)

I Comus furono uno dei complessi dell'underground britannico a occuparsi del revival folk da una prospettiva psichedelica e classica.
First utterance (Pye, 1971) impiegava viola, violino, flauto, oboe, chitarra e percussioni, distribuiti nei sei elementi, per confezionare brani complessi come Diana, Drip Drip, Song To Comus, The Bite, The Prisoner, ma che comunque aderivano ai canoni del progressive-rock di Canterbury.
La suite in tre parti The Herald si puÃē considerare il loro capolavoro. Il grugnito vocale di Roger Wootton (simile a quello di Roger Chapman dei Family) contribuÃŽ alla dimensione malefica delle loro sordide storie di assassini, stupri e stregoneria.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

La band si sciolse di fatto nel 1972 dopo l'abbandono di Rob Young e del manager Chris Youle.

La band si riunÃŽ due anni dopo per pubblicare un secondo album, To Keep From Crying (Virgin 1974), che comprendeva Lindsay Cooper al fagotto (Henry Cow), al posto di Rob Young, e Didier Mahlerbe al sax (Gong).
L'opera era sorprendentemente molto meno avventurosa, e suonava come tanti altri complessi folk-hippie degli anni '60.
In seguito al fallimento commerciale dell'album la band si sciolse nuovamente.

Song To Comus: The Complete Collection (Castle Music, 2005) ÃĻ un set doppio disco che ristampa First Utterance assieme al primo singolo e ad alcune tracce bonus.

I Comus si riformarono quattro decenni dopo (!) e pubblicarono Out Of The Coma (Coptic Cat, 2012), che contiene tre nuove pezzi (Out of the Coma, The Sacrifice, The Return) e l'unica registrazione (dal vivo) della loro Malgard Suite (quasi 16 minuti), con una giovane Lindsay Cooper al fagotto (che sarebbe morta l'anno successivo).


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