- Dalla pagina su Dr John di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Un improbabile contributo alla civiltà hippy fu quello dell'eclettico pianista jazz e rhythm'n'blues Dr John, vero nome Mac Rebennack (New Orleans, 1941), erede della gloriosa tradizione di New Orleans, che si sarebbe trasferito da New Orleans a Los Angeles nel 1965. Dr John inventò Gris Gris (1968), un esuberante carnevale di folklore creolo che spazia dalle jam orgiastiche al blues swamp/voodoo, dai ritmi africani alle fanfare in stile Mardi Gras, in particolar modo I Walk on Guilded Splinters (sette minuti).
Dr. John avrebbe appoggiato il rilassato soul-funk-rock dell'era del "reallineamento", per esempio su In the Right Place (1973), e alla fine avrebbe intrapreso una carriera come illustre musicista jazz, principalmente con la raccolta per pianoforte solo Plays Mac Rebennack (1981).


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Dr John è un personaggio pittoresco che sposò la civiltà hippy al pittoresco folklore del Mardi Gras, incurante delle palesi contraddizioni in termini, e forte di un eclettismo musicale che ha pochi rivali. Il suo prodigioso cannibalismo musicale lo pose in primo piano tanto nel rock quanto nel jazz, con il sospetto che nel secondo avrebbe ottenuto successi ben maggiori.

Durante gli anni '60 Mac Rebennack, pianista bianco nella più pura tradizione nera di New Orleans, fu sessionman, compositore e arrangiatore per tanti musicisti della città. Negli anni '50 scrisse hits celebri nel milieu di New Orleans: Lights Out, What's Going On, Lady Luck. Aveva soltanto 17 anni quando registrò Storm Warning (1959). Nel 1965 si trasferì a Los Angeles, dove lavorò per Phil Spector e tanti altri. Nel frattempo formava complessini dai nomi bizzarri secondo la prassi dei freak dell'epoca, registrando anche Zu Zu Man (A&M, 1965), e praticava la religione voodoo.
Nel 1968 pervenne all'invenzione più geniale della sua vita, l'alter ego del Dr John Creaux, soprannominato il "night tripper".
In quelle vesti, e contornandosi di una tribù di esuli di New Orleans, registrò Gris Gris (Atco, 1968), un festoso affresco del folklore creolo di New Orleans, reso attraverso jam tribali e orgiastiche come Gris Gris Gumbo (dove s'incontrano il blues di palude e l'estetica hare krishna), Croker Courtbouillon (su un riff classicheggiante di clavicembalo e flauto), e I Walk On Gilded Splinters (sette minuti), jam devastate dagli ululati maniacali del leader e avvolte in una ragnatela di vibrazioni funky, mediorientali e africane, che dal vivo si trasformavano in rituali carnevaleschi reminescenti delle sfilate del Mardi Gras (Danse Kalinda Ba Doom e Danse Fambeaux).

I brani di Babylon (1969) accentuarono gli stereotipi del rhythm'n'blues e del soul, offuscando la brillante demenza dell'esordio. Influenzato dall'acid-rock di San Francisco, Dr John imbastardì quel sound pirotecnico e quelle atmosfere arcane con effetti psichedelici di dubbio gusto, arrivando a riempire una facciata di Remedies (1970) con un'Angola Anthem senza capo nè coda.
Dopo The Sun Moon And Herbs (1971), che annovera Eric Clapton e Mick Jagger, e Gumbo (1972), una rievocazione dei pianisti locali suoi maestri attraverso classici di New Orleans, l'hit Right Place Wrong Time, In the Right Place (1973), lanciò nelle classifiche un più tranquillo "fonk" (funk tribale e spiritato).
Desitively Bonaroo (Label M, 1974) provò a ripetere il successo con Rite Away e Quitters Never Win, ma dimostrò soltanto la pochezza dell'idea.
Hollywood Be Thy Name (UA, 1975), registrato per lo più dal vivo, provò anche a colorare di hard-rock il suo funk. Il vecchio hippy si era ormai rimangiato tutto, anche il voodoo, e produceva semplicemente musica commerciale di secondo piano.

City Lights (Horizon, 1978) e Tango Palace (Horizon, 1979) sono gli album che di fatto inaugurano la sua carriera jazz, benche' il materiale sia in gran parte rhythm'n'blues e gli arrangiamenti flirtino con la dance-music.
L'album di assoli al pianoforte Plays Mac Rebennack (Clean Cuts, 1981) lo resuscitò.
Metà di Brightest Smile In Town (Clean Cuts, 1983) continua quel discorso. Questi stralunati assoli pianistici lo imposero anche all'attenzione della critica jazz (sul primo svetta Memories of Professor Longhair).

Ma su Dr John scese di nuovo il silenzio, interrotto soltanto da un disco di pop covers, In a Sentimental Mood (Warner, 1989).


(Tradotto da Stefano Iardella)

Le sue ambizioni jazzistiche diventarono più serie con Bluesiana Triangle (Windham Hill, 1990), con Art Blakey alla batteria e David Newman al sax, e con Bluesiana II (Windham Hill, 1991), che sostituisce Blakey (che nel frattempo era morto) con un altro gruppo di musicisti jazz.

Dopo aver reso omaggio al suono di New Orleans con Goin' Back to New Orleans (Warner, 1992), Dr. John ha realizzato una collezione tecnicamente impeccabile, Television (GRP, 1994), che presenta pochi pezzi originali e molte cover, e Afterglow (Blue Thumb, 1995), un'altra dose di cover pop e jazz, anche arrangiate per big band, mescolate con alcuni gustosi pezzi originali.

Un certo numero di giovani musicisti britannici hanno reso omaggio a Dr. John in Anutha Zone (Virgin, 1998). Dr. John, a sua volta, rese omaggio a Duke Ellington e poi pubblicò Creole Moon (2001).

N'Awlinz (Blue Note, 2004) è un altro omaggio a New Orleans (sedici cover di classici e due pezzi originali). The Best of the Parlophone Years (2005) è un'antologia del periodo 1998-2004.

Sippiana (2005) contiene la suite in quattro movimenti Hurricane Suite, dedicata alle vittime dell'uragano "Katrina" che distrusse New Orleans nel 2005.

Mercenary (2006) è un omaggio al paroliere Johnny Mercer.

City That Care Forgot (2008) era fondamentalmente uno sfogo rabbioso successivo all'uragano Katrina che aveva distrutto la città.

Tribal (2010) è andato oltre la rabbia e il dolore e ha riportato Dr. John alla Feel Good Music delle sue radici. Questo album è stato una sorta di tour de force per lui, comprendendo una sezione di fiati, una sezione di archi e un trio vocale. Le sonorità erano tra le migliori della sua carriera e il gioco eclettico attraverso così tanti stili sembrava essere un auto-tributo alla sua infinita curiosità. Dietro ogni esperimento affondano le radici nel blues-rock psichedelico, filo conduttore di tutta la sua carriera.

Locked Down (2012) è stato un po' meno spettacolare nella sua rivisitazione degli anni '60, ma ha aggiunto sofisticate sfumature di produzione e arrangiamento che dovevano qualcosa all'afro-pop e al dub (Revolution, Ice Age).

Ske-Dat-De-Dat (2014) è stato un album tributo a Louis Armstrong.

Dr. John è morto d'infarto a New Orleans nel 2019, all'età di 77 anni.


- Torna alla pagina su Dr John di Piero Scaruffi -