- Dalla pagina sulla Hampton Grease Band di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Ai tempi passo` per lo piu` inosservato l'album doppio della Hampton Grease Band, Music To Eat (Columbia, 1971 - Legacy - 2002), che deliberatamente tentava di assorbire e fondere gli idiomi di tre capolavori come Ummagumma (Pink Floyd), Trout Mask Replica (Captain Beefheart) e Eat A Peach (Allman Brothers). A guidare quel branco di reietti di Atlanta erano il chitarrista Harold Kelling e il cantante Bruce Hampton, quest'ultimo gia` titolare dei Four Of Nine (un sestetto). Jam come Halifax (con assolo del secondo chitarrista Glenn Phillips) fanno invidia anche a Zappa.
Sparirono rapidamente dalla scena, ma alla fine del decennio Hampton ebbe ancora l'occasione di registrare due album: One Ruined Life (Pine Tree) nel 1978 e Skin Deep Yeah (Jonathan David Earle). Negli anni Ottanta Hampton vivacchio` con i New Ice Age e poi con i Late Bronze Age, dei quali uscirono a partire dal 1980 Outside Looking Out (Landslide), Route Two e Isles Of Langerhan. Nel 1987, infine, Hampton, auto-nominatosi colonnello, pubblico` Arkansas (Landslide) e diede vita agli Arkansas Travelers.
Il "colonnello" e` tornato alla ribalta nel 1992 con la Aquarium Rescue Unit, un settetto un po' "freak" che annovera Chuck Leavell alle tastiere, due percussionisti (Larry Jones, alias Count Mbutu, e Jeff Sipe, alias Apt Q258), il truce bassista Oteil Burbridge, il chitarrista logorroico Jimmy Herring e il diabolico mandolinista Matt Mundy.
Il disco omonimo registrato dal vivo (per la Capricorn) e` uno di quelli che riporta in auge le jam improvvisate. Il sound e` rimasto quella stratosferica e sgangheratissima miscela di tutti i verbi del sud (blues, jazz, rock, country, gospel, funk), ancora intrisa di sardonico spirito hippie. Il combo scorrazza fra classici di tutte le epoche con la stessa naturalezza domestica che fu il marchio di fabbrica della Allman Brothers Band: grandi progressioni melodiche, attacchi mozzafiato delle chitarre, assoli e duetti acrobatici, e su tutto i vocalizzi "nerissimi", rauchi e sgolati, di Hampton. Swingante alla grande dall'inizio alla fine, l'album tocca forse l'apice di genialita` e sregolatezza in Quinius Thoth, a meta` strada fra Sun Ra e il Zappa di Weasels Ripped My Flesh.
Il nuovo album in studio del 1993, Mirrors Of Embarrassment, lo conferma alla testa del movimento di rivalutazione della jam sudista. Il combo si attiene comunque alla forma della canzone popolare, infiorettando di magistrali improvvisazioni collettive la sigla funky di No Ego`s Under Water, le jazzate Shoeless Joe e Payday, il western swing di Lost My Mule In Texas e Swing. Musica d'altri tempi.
Bruce Hampton è morto sul palco del Fox Theatre di Atlanta, mentre stava festeggiando il suo 70esimo compleanno.
Glenn Phillips (non il frontman dei Toad The Wet Sprocket) ha debuttato come solista con Lost at Sea (Caroline, 1975), seguito da Swim in the Wind (Virgin, 1977).
Successivamente ha formato una sua band per Dark Lights (Snow Star, 1980), Razor Pocket (Snow Star, 1982), St. Valentine's Day (Snow Star, 1984) e Live (Shanachie, 1985).
Echoes 1975-1985 (1993) è un'antologia su doppio disco.
In seguito ha pubblicato Elevator (SST, 1987) e Scratched by the Rabbit (Demon, 1990).
Supreme Court Goes Electric (1994) era un progetto con Jeff Calder degli Swimming Pool Q's, un'altra band di Atlanta, progetto continuato più di 20 anni dopo su Sun Hex (Snow Star, 2010).
Guitar Party (Gaff, 2003) è stata una collaborazione con Henry Kaiser.
At the Rainbow (Shagrat, 2016) documenta una performance dal vivo del 1977. Il suo libro di memorie intitolato "Echoes" (2019) è stato accompagnato dall'album The Dark Parade (2019) e da un DVD live che documenta un'esibizione dal vivo del 2015.
Sia il libro che l'album parlavano dei suoi ricorrenti attacchi di panico.
- Torna alla pagina sulla Hampton Grease Band di Piero Scaruffi -