- Dalla pagina su Bo Hansson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Bo Hansson (1943) è un organista svedese che per anni fu noto soltanto
come la metà del duo Hansson & Karlsson. Poi un giorno ebbe l'idea di mettere in musica il
Lord Of The Rings di Tolkien, dapprima pubblicato come Sagam Om Ringen (1970) e poi ripubblicato come Lord of the Rings (Buddah, 1972).
Così divenne non solo un caso internazionale, ma si
guadagnò un posto permanente fra gli antesignani dell'elettronica pop.
Hansson suonava quasi tutti gli strumenti e le sue figure di sintetizzatore, piuttosto naif, erano arrangiate nello
stile jazz-rock dell'epoca, ma negli sketch più futuristi, The Old Forest e The Grey
Havens (in cui si avverte l'influenza dei raga minimalisti di Terry Riley) fanno da ponte con la new age elettronica (con echi delle arroventate suite "latine" di Iron Butterfly e Carlos Santana in Leaving
Shire e Black Riders, della psichedelia spaziale dei Pink Floyd in At The House Of
Elrond, delle atmosfere più soprannaturali dei Doors in Lothlorien).
Nei panni del cantore di fiabe ancestrali, del pittore sonoro che predilige le
tonalità crepuscolari e impressioniste, Hansson prese a comporre suite imbevute di liturgia barocca, di jazz-rock e melodie folk. Tardo psichedelico e anticipatore della new age, Hansson ebbe soprattutto il merito di varare un nuovo formato discografico, anticipando l'elettro-pop di Brian Eno, mescolando folk, classica, jazz e pop un anno prima di Mike Oldfield.
L'elemento jazz è più forte su Magician's Hat (1972), che è più un lavoro di gruppo e include brani più lunghi (Big City).
Una produzione più ambiziosa (con un impressionante cast di tastiere) conferisce ad Attic Thoughts (1975) una grandiosità alla Yes.
Questa opera sarebbe rimasta un classico del rock sinfonico, almeno per quanto riguarda il "suono".
Bo Hansson è morto a Stoccolma nello 2010, all'età di 67 anni.
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