- Dalla pagina sugli Hawkwind di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli Hawkwind inventarono il genere dello "space-rock", un ibrido tra hard-rock e acid-rock che univa la potenza sonora del primo e la libera improvvisazione del secondo (e le visioni fantascientifiche di Robert Calvert). Hawkwind (1970), In Search Of Space (1971), Doremi Fasol Latido (1972) e Space Ritual (1973) ne affinarono l'idea, ma il loro fu un fenomeno di culto che si concentrava principalmente sull'esibizione dal vivo (in un certo senso simile a quanto era successo negli Stati Uniti con i Grateful Dead), pur vantando l'atteggiamento frenetico e rumoroso degli MC5. Il suono gigantesco degli Hawkwind rappresenta anche un naturale (per quanto folle) collegamento tra la cultura hippy e quella punk.
Bio:
Gli Hawkwind inventarono lo space-rock, uno stile al confine fra hard-rock e
acid-rock che univa la travolgente potenza sonora del primo e
l'improvvisazione libera della seconda. Il loro fu un fenomeno di culto che
ricorda per molti versi quello dei
Grateful Dead, ma unito alla potenza degli
Mc5.
Il sound pantagruelico degli Hawkwind rappresenta anche una liaison
naturale, per quanto demenziale, fra la cultura dell'eccesso hippy e la
cultura dell'eccesso punk.
Il problema principale degli Hawkwind è che hanno registrato una quantità spropositata di materiale scadente, e non sono mai riusciti a concentrarsi su un album capolavoro. Un'ideale antologia del gruppo coprirebbe al massimo venti brani sui circa 500 che hanno pubblicato. Nel loro caso vale soprattutto l'idea, non tanto la realizzazione.
Si formarono nel 1969 per opera del chitarrista Dave Brock, del sassofonista Nik Turner e del tastierista Dik Mik. In tutte le le variazioni del complesso, e pur nella totale anarchia della loro evoluzione, sarà sempre Brock il cervello del gruppo.
Hawkwind (UA, 1970) conteneva già alcuni pezzi di grande effetto: Hurry On Sundown, Mirror Of Illusion e la suite in due movimenti Paranoia. Era un art-rock di maniera, ma in breve il poeta Bob Calvert, sacerdote visionario dello "Space Ritual Show", li indirizzò verso una originale re-interpretazione pseudo-fantascientifica della ideologia hippy e verso un sound che applicava l'acid-rock all'hard-rock, rivalutando il ruolo del sassofono (Turner), del sintetizzatore (Mik), dei light show e dei rituali sul palco.
In Search Of Space (1971), sbandierò una musica Violenta ma ripetitiva, ossessiva, martellante, percossa da scosse elettroniche (Del Dettmat al sintetizzatore) e da assoli logorroici, e dedicata a temi fantascientifici. You Shouldn't Do That, You Know You're Only Dreaming, il magniloquente proclama dark di Master Of The Universe e Adjust Me sono classici di una geniale auto-indulgenza.
Doremi Fasol Latido (1972), con Ian “Lemmy Kilmister” Willis al basso,
continuò con maggior convinzione, anche se forse meno fantasia:
Down Through The Night, Space Is Deep, Lord Of Light,
Brainstorm,
Time We Left This World Today. I brani erano comunque ipnotici anche
quando non avevano molto da dire.
Il sound classico degli Hawkwind è quello di questo album.
Su singolo uscirono l'apocalittico anthem Silver Machine (1972), l'epico sabbah Urban Guerrilla (1973), loro capolavoro, Psychedelic Warlords (1974), l'incalzante Kings of Speed (1974), Motorhead (1974).
Il loro fantastico show dal vivo venne immortalato sul doppio live Space Ritual (1973), che aggiunse anche diversi brani al loro repertorio maggiore (Earth Calling, The Awakening, The Black Corridor, Orgone Accumulator, 10 Seconds of Forever, Sonic Attack).
La stagione d'oro era già al termine, però. Calvert lasciò il gruppo e
il violinista Simon House High Tide (dark) subentrò a Dik Mik e si mise a suonare il mellotron.
Hall Of The Mountain Grill (1974) contiene soltanto un paio di sbiadite
copie del loro stile classico: Wind Of Change e Paradox.
Poi Kilminster lasciò il gruppo per fondare i Motorhead e venne sostituito da Paul Rudolph dei
Pink Fairies.
Nonostante il contributo dello scrittore di fantascienza Michael Moorcock,
Warrior On The Edge Of Time (Atlantic, 1975) non migliorò di molto
(Assault & Battery , The Golden Void, Magnu, la strumentale Spiral Galaxy 28948 di Simon House).
Psychedelic Warlords (1992) è un'antologia dei primi singoli e di brani dai primi album.
Nel frattempo Robert Calvert aveva pubblicato due album molto più interessanti:
Captain Lockheed and the Starfighters (1974), una sorta di rock-opera
che contiene le bizzarre vignette di Ejection,
The Aerospaceage Inferno, The Song of the Gremlin,
Catch a falling Starfighter, e
Lucky Leif and the Longships (1975), ancor più fiabesco e surreale.
Entrambi si avvalgono degli arrangiamenti di Brian Eno.
Nonostante il rientro di Calvert, il nuovo album degli Hawkwind, Astounding Sounds Amazing Music (1976), era ancor peggio del precedente (eccetto Kerb Crawler), ma Quark Strangeness And Charm (Sire, 1977) segnò invece un notevole ritorno alla forma migliore con Spirit Of The Age, Quark Strangeness And Charm, The Forge Of Vulcan e la sinistra psichedelia cosmica di Hassan I Sahba. Purtroppo fu anche l'ultimo album con Turner. Con lui se ne andarono House, Calvert, il batterista e il secondo chitarrista. La stagione delle orgiastiche messe nere per eroinomani era finita.
Collection (Castle, 1986) è un doppio antologico.
Il gruppo si sciolse e si riformò
(con Harvey Bainbridge al sintetizzatore), cambiando brevemente nome in
Hawklords, per
PXR5 (1978), che contiene le decorose Death Trap, Robot,
High Rise.
Su singolo uscirono Psi Power (1978),
25 Years (1979) e Shot Down in the Night (1980).
Nik Turner partì per l'Egitto.
Xitintoday (Charisma 1978), accreditato a Sphinx, comprende parti di flauto che Turner registrò
nel 1977 all'interno della piramide Keope e sovraincisioni di Tim Blake, Steve Hillage, Turner stesso (alla voce) e altri. Il
disco, che anticipa la musica ambient, verrà ri-registrato con Helios Creed alla chitarra e l'accompagnamento dei
Pressurehed, col titolo di Sphinx (Cleopatra 1993).
Al ritorno in Inghilterra, Nik Turner formò gli Inner City Unit, che esordirono con i singoli Solitary Ashtray (1979) e Paradise Beach (1980).
Pass Out (1980) contiene Space Invaders, Watching the Grass Grow, Polyethylene, Cars Eat With Autoface.
Maximum Effect (1981) contiene Beer Bacey Bingo & Benidorm e Bones of Elvis.
Gli Inner City Unit cessarono l'attività
dopo New Anatomy (1984) e The President's Tapes (1985).
Con l'ingresso di Ginger Baker e Tim Blake dei Gong al sintetizzatore, pubblicarono Levitation (Charisma 1980), che non si può certo vantare di possedere delle grandi gemme, ma contiene una serie di brani potenti: Motorway City, Who's Gonna Win the War, Levitation, Space Chase, The Fifth Second of Forever, Dust of Time.
Sonic Attack (1981) è molto inferiore, nonostante Angels of Death e Rocky Paths.
Durante gli anni '80, Calvert fece uscire Hype (1982), Test Tube Conceived (1986) e Freq (1984), quest'ultimo uno stranissimo disco di synth-pop.
Turner rientrò nel gruppo per Church of Hawkwind (1982), uno dei loro dischi meno interessanti, nonostante un massiccio
uso dell'elettronica, e Choose Your Masques (1982), un leggero miglioramento (Choose Your Masks, Solitary Mind Games,
Waiting for tomorrow).
Ancora una volta, le cose migliori uscirono sui singoli: Zones (1983), Night of the Hawks (1984),
Needle Gun (1985), Zarozinia (1985).
The Chronicle of the Black Sword (Flicknife 1985), l'ultima pubblicazione con una major, era un concept album ispirato dai libri del loro amico Michael Moorcock. The Demise, Needle Gun e Zarozinia sono relativamente intriganti, mentre i paesaggi sonori surreali di Shade Gate e The Pulsing Cavern e le ballate favolistiche di Songs of the Swords, The Sea King e Elric the Echanter danno al disco uno spirito coeso e unitario.
Dave Brock registrò anche due dischi solisti, Earthed to the Ground (1984) e The Agents of Chaos (1988), raccolti poi su Dave Brock & the Agents of Chaos (Flicknife 1991).
Brock si riconcentrò sugli Hawkwind ma Turner se ne era andato di nuovo.
Out and Intake (1987) contiene due nuovi
classici: Ghost Dance e Assassins of Allah.
Ma il lavoro successivo, The Xenon codex (1988) risultò piuttosto trascurabile.
Space Bandits (1990) segnava il ritorno del violinista Simon House, ma non durò molto.
Anche Harvey Bainbridge lasciò, prima dell'accessibile Electric Teepee (1992).
In seguito fece uscire il suo primo disco
solista, il viaggio cosmico ambizioso sulla scia di Shulze di Interstellar Chaos (Taste 1993), poi diede vita alla Alman Mulo
Band (lui assieme a Norman Alman), che fece uscire la world music tecnologica di Afrodiziac Dreamtime (Taste 1993), il
guazzabuglio jazz/etnico/ambient di Diamonds and Toads (Taste 1994) e Orisha (Divine, 1995).
Gli Hawkwind erano perciò ridotti al trio formato da Dave Brock,Alan Davey e Richard Chadwick, che registrò il tedioso It Is The Business Of The Future To Be Dangerous (Griffin 1993).
Sotto lo pseudonimo Psychedelic Warriors, lo stesso trio registrò un disco elettronico intitolato White Zone (Griffin 1995).
I lavori di gran lunga più interessanti furono quelli del flautista Nik Turner.
Prophets of Time (Cleopatra 1994) reinterpreta
materiale degli Inner City Unit e degli Hawkwind con l'aiuto di Simon House al violino e Helios Creed alla chitarra.
Gli Spiral Realms consistono in Turner assieme al tastierista dei Pressurehed Len Del Rio, che hanno registrato Trip to G9 (Cleopatra 1994) e
Crystal Jungles of Eos (Cleopatra 1995), dediti alla musica cosmica.
Gli Anubian Lights sono Turner, House, Del Rio, Creed
e altri.
Debuttarono con l'ambizioso The Eternal Sky (Cleopatra 1995).
L'EP di 55 minuti The Jackal and Nine (Cleopatra
1996) aumentò la dose di world music e ambient music.
Il tastierista degli Hawkwind Dik Mik è morto nel novembre 2017, all'età di 74 anni.
Nik Turner è morto nel novembre 2022, all'età di 82 anni.
- Torna alla pagina sugli Hawkwind di Piero Scaruffi -