- Dalla pagina su Michael Jackson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Prima di diventare il bluff di maggior successo di tutti i tempi, Michael Jackson era stato uno dei Jackson Five, un gruppo che aveva fuso l'armonizzazione dei gruppi vocali neri, l'entusiasmo melodico dell'anima da festa di Tamla e il ritmo sincopato della musica funk. Michael (il fratello minore dei cinque), che divenne indipendente nel 1979 sotto la tutela del produttore jazz veterano e rhythm'n'blues Quincy Jones, avrebbe pubblicato il più "grande" album di tutti i tempi (sempre che siano i milioni di copie vendute a stabilire la "grandezza"), Thriller (1981). Questo banale collage di cliché pop-soul e ritmi dance, magistralmente orchestrato con stile da Quincy Jones, utilizzando tecnologie all'avanguardia, fu completato dalla deliberata costruzione di un personaggio surreale, una sorta di figura fiabesca, metà bambino e metà uomo, teneramente insicuro e leggermente isterico, neutrale rispetto al sesso, alla razza e all'età, facilmente identificabile dalla sua maschera, dai suoi costumi e dalle sue "mossette". La sua ascesa andò di pari passo con l'ascesa dei video musicali, come importante veicolo di marketing. Il solo Thriller ha venduto oltre 100 milioni di copie. In totale Jackson avrebbe venduto 750 milioni di dischi al momento della sua morte, avvenuta nel 2009.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, modificato da Stefano Iardella)

Bio:
La famiglia Jackson ha venduto complessivamente più di cento milioni di dischi.

I cinque fratelli dell'Indiana vennero avviati bambini alla musica dal padre, ex chitarrista ed ora manager agguerrito.
I Jackson Five (Jackie, Tito, Jermaine, Marlon e Michael Jackson), scritturati dalla Motown nel 1969, divennero subito l'ala dura dell'etichetta, quella più funky, ma le loro voci infantili ne fecero un act per grandi e piccini.
Il primo 45 giri, I Want You Back (1970), un dance hit sincopato, vendette due milioni di copie, e iniziò una serie di ininterrotti successi di classifica, continuata da ABC (1970), The Love You Save (1970), e dal gospel romantico I'll Be There (1970) di Barry Gordy, tutti e tre al primo posto delle classifiche e tutti al di sopra del milione di copie vendute, il terzo addirittura sopra i tre milioni.
Questi singoli, e quelli che sarebbero venuti nei due anni successivi, furono scritti per lo più dal quartetto Perren-Mizell-Richards-Gordy.
Con Dancing Machine (1974) si adeguarono alla moda del funky. Amati dalle folle e benemeriti delle organizzazioni moraliste, attraversarono un brutto periodo soltanto quando si dimisero dalla Motown.

Rinati come Jacksons per Gamble e Huff, nel 1976 cominciarono anche a scrivere per conto proprio il materiale, ora meno infantile e ancor più ballabile: Destiny (1978) fu in effetti il loro miglior album.
Il crescente prestigio tecnico spinse Michael (dodicenne ai tempi del primo hit) a intraprendere la carriera solista con Got to Be There (1971) e Ben (1972).

Il suo primo album, Off The Wall (1979), prodotto da Quincy Jones, gli diede quattro top-ten, fra cui Don't Stop Till You Get Enough e Rock With You (di Rod Temperton), e vendette cinque milioni di copie, nonostante l'assoluta scipitezza della musica.

Il secondo album solista, Thriller (1982), di nuovo sotto la supervisione di Jones, gliene diede addirittura sei, fra cui la title-track (di Rod Temperton), Billy Jean e Beat It, e divenne l'album più venduto della storia della musica (51 milioni di copie vendute in 20 anni, 37 settimane al primo posto delle classifiche di Billboard).


(Tradotto da Stefano Iardella)

L'aspetto più rivoluzionario di Thriller fu il video di 15 minuti diretto da John Landis e coreografato da Michael Peters (pubblicato nel dicembre 1983).

Il passo di danza distintivo di Jackson, il "moonwalk", fu inventato attorno agli anni '50 e per molto tempo fu identificata con il mimo francese Marcel Marceau perché era presente in tutti i suoi sketch. Jackson lo imparò da David Bowie, che a sua volta l'aveva imparato dal mimo britannico Lindsay Kemp, ovvero colui che l'aveva insegnato a Marcel Marceau.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, modificato e integrato da Stefano Iardella)

Nel 1982 Jackson fornì anche la voce narrante per un album natalizio, realizzato dal compositore John Williams come colonna sonora dell'omonimo film di Steven Spielberg, E.T. The Extra Terrestrial (1982), dedicato al popolare personaggio alieno.
Una compito che Jackson adempì con una sensibilità, un candore e un'innocenza tali da fargli conquistare il favore di nonni, mamme e bambini.

Gli viene persino attribuita la paternità di We Are The World (1986), inno patetico dell'umanesimo rock.

Il successo di Jackson fa leva sulle qualità vocali fluide ed espansive, "bianche", e sull'atmosfera da discoteca (non solo il battito, ma anche gli oculati arrangiamenti di Quincy Jones). Ma soprattutto sulla personalità ancora bambinesca (il modo di ballare sul palco, il modo di vestire con visiera di plastica, pantaloni a righe corti, calzette bianche, camicia bianca, i testi delle sue canzoni infarciti di innocui fantasmi).
Neutro il sesso, neutra la razza, non identificabile l'età, Jackson forse rifletteva il bisogno degli adolescenti di adorare un nuovo tipo di clown.

Il ritorno in sala d'incisione, con Bad (1987), avvenne in grande stile, con addosso gli occhi di tutta l'America, tramite una catena di hit raffinati (sempre di Quincy Jones), che ripetono con appena più grinta le melense ballate di Thriller, e un video diretto da Martin Scorsese.
Le performance drammatiche di Man In The Mirror, Dirty Diana e Bad mettono però in risalto una duttilità canora ben calibrata e assai più matura dell'imberbe isterismo di Thriller.
Gli altri hit tratti dall'album furono I Just Can't Stop Loving You e The Way You Make Me Feel.

Jackson stava cercando una continuità artistica nella transizione dall'adolescenza alla maturità. Cantante influente, che ha spersonalizzato del tutto il vocalismo nero, deve molta parte del suo successo agli arrangiamenti, che (a differenza di Stevie Wonder) non sono mai suoi.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

La fine della collaborazione di Jackson con Quincy Jones segnò anche la fine della sua epoca d'oro.
Dangerous (1991), incentrato sui sintetizzatori, e per lo più prodotto da Teddy Riley, con Black or White, History (1995), con Scream e You Are Not Alone, e Invincible (2001), prodotto da Rodney Jerkins, furono catapultati in vetta alle classifiche di vendita solo dai suoi "fondamentalisti" fans, in un rituale simile a quello che aveva spinto in cima alle classifiche ogni album di Presley e dei Beatles, non importava di cosa si trattasse.

La sua vita privata divenne molto più "interessante" rispetto alla sua musica. Nel 1985, acquistò il catalogo dei Beatles. Nel 1988, Jackson acquistò il Neverland Valley Ranch, a Santa Barbara in California, e iniziò a trasformarlo in un parco divertimenti privato, ivi compreso uno zoo, per un totale di 1100 ettari.
Nel 1993, Jackson fu accusato di aver molestato un minore.
Nel 1994, sposò la figlia di Elvis Presley, Lisa Marie, dalla quale avrebbe divorziato nel 1996.
Nello stesso anno Jackson si risposò (con un'infermiera) ma il matrimonio durò solo pochi anni, ma questa volta nacquero due bambini, Prince Michael (1997) e Paris Michael Katherine (1998).
Nel 2002 nacque il suo terzo figlio, Prince Michael II, concepito "grazie" alla maternità surrogata.
Nel 2003, Jackson fu arrestato per molestie su minori e processato (tra grandi fanfare e teatralità) nel 2005.
Una volta assolto, lasciò per sempre Neverland (nel 2005) e si trasferì assieme ai figli in una villa in Bahrein, per poi fare ritorno negli Stati Uniti l'anno successivo.

Michael Jackson è morto a Los Angeles nel giugno 2009, per arresto cardiaco (in seguito all'abuso di un farmaco), all'età di 50 anni.


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