- Dalla pagina su Todd Rundgren di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Non c'è dubbio che Todd Rundgren (Upper Darby, 1948) sia uno dei musicisti pop e rock più innovativi di tutti i tempi. Sebbene molti dei suoi progetti non abbiano avuto l'ispirazione artistica necessaria per eguagliare la sua ambizione, quelli che hanno funzionato rimangono delle pietre miliari. Per cominciare, Rundgren suonò tutti gli strumenti da solo in Something/Anything (1972), il primo caso di produzione "fai da te". In quest'opera monumentale mescolò ogni sorta di genere, dal soul al pop, dall'hard rock al country rock, dal funk al gospel, dal rhythm'n'blues al folk rock. La crisi d'identità diventa la sua identità nell'altrettanto superficiale A Wizard/True Star (1973). Tuttavia, questo album enfatizzò l'elemento melodico pop-soul e la propensione per la struttura del collage/suite dalla produzione barocca. Todd (1974) completò l'assimilazione dell'elettronica e dell'hard rock, portando la sua camaleontica personalità musicale sul palcoscenico di un immaginario music-hall. Il passo successivo fu l'invenzione di una sorta di heavy metal futuristico con le lunghe suite di Utopia (1974), una miscela di progressive rock, techno rock e scintillanti sonorità da studio. Rundgren era ossessionato da una sorta di sfida titanica che lo portò a ricominciare continuamente la sua carriera (produsse anche il primo videodisco e il primo album interattivo), ma che lo condannò anche a frequenti fallimenti. Enciclopedia musicale vivente, Rundgren ha pochi rivali in quanto a eclettismo.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, traduzione completata da Stefano Iardella)

Bio:
Todd Rundgren è uno dei musicisti più innovativi dell'intera storia della musica rock. Fu il primo a registrare un disco suonando tutti gli strumenti da solo, il primo a mescolare ogni sorta di generi su uno stesso album, il primo a usare la voce per simulare un intero complesso rock, il primo a produrre un video-disco, il primo a produrre un album "interattivo", etc.
Rundgren sembra ossessionato da una forma di titanismo che lo porta a tentare le imprese più improbabili, ma che lo condanna anche spesso al fallimento.
Le lunghe suite in cui sarebbe dovuta culminare la sua arte hanno messo in risalto l'incapacità congenita di produrre una sintesi matura del suo eclettico enciclopedismo.

Todd Rundgren si fece le ossa nei Nazz, il complesso di Philadelphia che emerse nel 1968 dalla scena garage-rock. Rundgren era il chitarrista prodigio della pformazione (non ancora ventenne). I Nazz si rifacevano alla civiltà mod degli Who (Open My Eyes alla I Can't Explain) e alle armonie vocali dei Beatles (Hello It's Me).
Best (Rhino, 1984) è un'antologia dei Nazz.

Sciolto il complesso, Rundgren diede vita a una carriera solista tanto eccentrica quanto prolifica, che ne fece uno dei personaggi più influenti sulle generazioni successive (quantomeno come produttore e animatore).

I primi dischi solisti, Runt (Bearsville, 1970), interamente suonato da lui (eccetto la batteria), con il soul "dolce" di We Got To Get You A Woman e la gag zappiana di In The Clique) e Ballad (1971, con la ballata archetipica del suo stile pianistico, Be Nice To Me), sono raccolte di ritornelli aggraziati e ben orchestrati che prendono di mira i costumi moderni.

Rundgren suonò praticamente tutti gli strumenti (due anni prima di Mike Oldfield) sul monumentale Something/Anything (1972), dal quale riuscì ad estrarre anche l'hit Saw The Light.
Archetipo dei DIY (“Do It Yourself”), scritto, suonato, cantato, prodotto, da Rungren, l'album prende a prestito armonie dal soul (Dust In The Wind), dal beat (Couldn't I Just Tell You), dal boogie (Black Maria), dall'honky-tonk (Piss Aaron), dal funk (Some Folks Are Even Whiter), dal gospel (Slut), dal rhythm and blues (Wolfman Jack), dal folk-rock (The Night The Carousel Burnt) con la maestria di un consumato disc-jockey, sfruttando tutti i trucchi di produzione e di arrangiamento ed eccellendo nei brani più rockeggianti.
A prescindere dall'ingegno e dalla bravura "mimica", il sound è però ancora slavato e privo di personalità.
I veri spunti creativi si trovano nelle parti strumentali, sempre in bilico fra la gag da teatrino di periferia e la piece concettuale, come dimostra Breathless. Rundgren è alla ricerca della nuova forma canzone, ma i brani cantati non saranno mai il forte del personaggio.

Il suo è un rock fluente ma occasionale, qualche volta geniale e sempre sregolato, che spazia un po' su tutti i generi, dal blues all'elettronica, con modi da collezionista eccentrico e qualche volta parodistico.
Le eccezionali doti di compositore leggero ne avrebbero comunque fatto una sicura star del Brill Building.
A Wizard/True Star (1973) assume la crisi d'identità a prassi senza vergognarsi di lasciar trasparire come sotto la megolamania sonora si celi il buon vecchio "Philly sound" (la lunga suite barocca di International Feel, che è la sua Abbey Road, e Just One Victory per esempio); ma prepara anche gli sviluppi elettronici del suo eclettico professionismo (Dog Fight Giggle e Rock And Roll Pussy).
Per quanto ancora naif, la musica di questo disco si allontana dalla forma-la canzone per assumere anzi sembianze decisamente trasgressive.

Todd (Bearsville, 1974) è il capolinea di questa corsa all'invenzione del già noto, un album doppio nel quale questo Mozart di Philadelphia si munisce di potenti macchine elettroniche e passa in rassegna la musica di consumo di tutte le epoche (I Think You Know, A Dream Goes On Forever, Useless Begging, Spark Of Life), spassosi motivetti parodistici da cartoon o da vaudeville (An Elpees Worth Of Toons), nonchè un paio di intermezzi surreal-kitsch solo strumentali (Into The Chakras We Go, lungo pastiche per suoni elettronici, Drunken Blue Rooster al piano da saloon anni '30).
Il forte del disco sono i due brani più aggressivi e pirotecnici, King Kong Reggae e Heavy Metal Kids, due fantasiose caricature alla Zappa.
Espandendo il concetto del collage zappiano, Rundgren ha in effetti inventato una versione moderna del music-hall, il cui scopo finale pare però soltanto quello di mettere in risalto l'acrobatica abilità strumentale dell'esecutore, che si alterna nuovamente a diversi strumenti e gigioneggia in particolare al sintetizzatore.

Utopia (1974), titolo sia del suo spettacolo futurista sia del suo gruppo di accompagnamento, è il manifesto del nuovo corso: chitarrismo heavy-metal sfrenato, lunghe suite camaleontiche di progressive-rock, arrangiamenti sintetizzati da flash-rock, pretenziosi testi mistico/spaziali e, soprattutto, produzioni impeccabili.
La sigla Utopia è un incalzante pastiche che reinventa il concetto di fantasia melodica e di collage stilistico. La mostruosa The Ikon (circa mezz'ora), sulla falsariga degli Yes, è un'esagerazione grottesca di quell'idea. Rundgren ha fatto tesoro delle esperienze precedenti e ha capito quale sia la sua vera vocazione, ma non ha perso il vizio di strafare.

Di lì in poi il sound degli Utopia ha perso poco alla volta consistenza, adagiandosi su marchiane saghe spaziali, con il sintetizzatore di Mike Powell sempre più in evidenza.
Ra (1977) è un concept ancor più ambizioso, che include la lunga Singing And The Glass Guitar, nel genere techno-rock di Alan Parsons.
Love Is Action, su Oops Wrong Planet (1977), e Set Me Free, su Adventures In Utopia (1980), le imitazioni dei Beatles di Deface The Music (1980), Lysistrata, su Swing To The Right (1982), il suo disco più politico, Maybe I Could Change, su Oblivion (Passport, 1984) sono le canzoni meno banali.

Nel frattempo, il tastierista originale degli Utopia, Jean Yves Labat, debuttò da solista con l'album synth-psichedelico M. Frog (1973), contenente l'anthem in stile Frank Zappa We Are Crazy, e proseguì con Underwater Electronic Orchestra (1976), successivamente rivisto come Transition #1 (1978).
Il secondo e principale tastierista degli Utopia, Roger Powell, aveva già pubblicato Cosmic Furnace (1973), uno dei primissimi album di sintetizzatore solista di un musicista rock, e in seguito avrebbe pubblicato Air Pocket (Bearsville, 1980), associato al movimento new age.

Al contempo la carriera solista di Rundgren continuava all'insegna dell'imprevedibilità.
Initiation (1975), influenzato dal Buddhismo, contiene la scombinata A Treatise On Cosmic Fire, una suite (per quei tempi) colossale.
Faithful (1976) ricostruisce meticolosamente in studio celebri motivi dei Beatles e dei Beach Boys (ma contiene anche Black And White e When I Pray).
Hermit of Mink Hollow (1977) è una raccolta di canzoni più umili, come Can We Still Be Friends e You Cried Wolf.

Nel 1979 Rundgren cominciò anche a sperimentare con la tecnologia video e produsse sia il primo video-disco (1979) sia il primo video-clip che mescolava musica e grafica (1981).

Venne poi un album di elettronica do-it-yourself come Healing (1981), contenente l'eponima suite in tre movimenti, l'effervescente Ever Popular Tortured Artist Effect (1983), con lo ska goliardico di Bang The Drum All Day, e la sua massima stravaganza, A Cappella (Warner, 1985), un album su cui imita con il canto (elaborato elettronicamente) un intero complesso rock (il gospel di palude Johnee Jingo, la disco-soul di Something To Fall back On).

Nearly Human (Warner, 1989) è un omaggio al soul orchestrale sul quale esegue "dal vivo in studio" The Want Of A Nail e soprattutto I Love My Life per coro di 23 voci.


Integrazione di Lino Terlati:

Questo sembra essere un grande momento per Todd Rundgren. A 51 anni appena compiuti il mago di Philadelphia sembra essere più attivo che mai. La recente apertura dei suoi archivi ha dato alla luce tre splendidi dischi dal vivo che catturano Todd in diversi luoghi e momenti della sua carriera. Inoltre ha già pubblicato due mini-cd per gli abbonati del suo TR-i.com e anche sull'arena produzioni, dopo la lodevolissima prova degli Splender con Halfway down the sky, Todd sta già producendo i 12 Rods trio del Minnesota autore di uno psycho modernista album e di un mini-cd Gay? che fece scalpore, e a seguire ci saranno i nuovi lavori dei Bad Religion e quello di un esordiente Michael Gallagher.
La carriera di Todd Rundgren si snocciola in più di trent'anni, in cui l'Elfo di Philadelphia ha aperto diversi interessanti capitoli ricchi di voltafaccia, sperimentazioni, liriche oltraggiose e poetiche ed arrangiamenti sublimi, cristallini e unici che hanno sempre contraddistinto le sue opere come un marchio di fabbrica a cui difficilmente tanti hanno attinto , senza raggiungere mai i risultati notevoli di Mr.Runt.
E anche un disco dal vivo come il recente Live in Chicago '91 pubblicato per la giapponese Nippon Crown ne è la conferma.
Ma anche se alcune sue bellissime canzoni avrebbero potuto essere ai vertici delle hit-parade, Todd si è permesso questo lusso solo con due soli albums Something/Anything? del 1972 e Adventures in Utopia del '80, trascinati dai rispettivi singoli I saw the light, Hello it's me e Set me free.
Infatti sembra proprio che a Todd il successo stia stretto, infatti i capitoli successivi degli album più venduti A wizard, a true star e Deface the music non erano dischi commerciali anche se grandissime opere che sen za ombra di dubbio hanno anticipato fenomeni musicali o addirittura sono andati contro le mode.
Todd Rundgren è un poliedrico musicista, polistrumentista, innamorato di diversi generi musicali che vanno dal beat al blues, alla ballata, alla hit-single, alla musica spaziale,elettronica, al progressivo, al free-jazz, dal rap alla bossa nova, tutti rappresentati in ogni capitolo della su a carriera.
Todd Rundgren è anche un grande istrione durante i suoi spettacoli; miti co rimane il suo look sconvolgente con cui si presentò nel 1973 durante una serata a Midnight Special, capelli multicolori, e farfalle disegnate in fronte, make up pesantissimo, e giacca di piume di pavone,confronto a lui Marylin Manson è soltanto un suo allievo, oppure le sperimentazioni e l'amalgama che bands come Tortoise o Ozric Tentacles presentano, Rundgren li anticipò più di venticinque anni fa con il capolavoro Todd Rundgren's Utopia.
All'inizio della sua carriera solista Todd subito dopo lo scioglimento dei Nazz (di cui recentemente sono stati pubblicati due nuovi CD inediti) si concentra in ballate e scarni rock'n'roll con testi molto poetici che narrano storie suburbane vissute da vero innamorato,ritratti in bianco e nero di teenagers che fuggono da casa, vecchie fotografie virate color seppia. Ma già in quegli album ci sono tracce come I'm in the clique da Runt 1970 che lanciano un prologo per il divenire della musica futurista e complessa di Todd Rundgren. L'album seguente The ballad of Todd Rundgren sembra non voler contaminare territori nuovi, tutto è all'insegna del pop, canzoni fragili che vengno eseguite con elementi classici come chitarra, piano, basso e batteria, senza grandi stravolgimenti, regalando pero' emozioni uniche in pezzi come Boat on the Charles, molto jazzata e con quei sassofoni da brivido. Ricordiamo che l'album fu inciso con i futuri Tin Machine, Hunt e Tony Sales alla sezione ritmica, che le foto interne fu rono scattate dagli Sparks,band di cui Todd produsse il primo album per la sua etichetta Bearsville,e che alle percussioni era presente il grande Norman Smart ex Mountain e futuro fondatore della magica band di mimi Hel lo People di cui Todd produsse i notevoli albums The handsome devils e Br icks,rispettivamente del 1974 e del 1975. In tutta l'opera di Todd sono evidenti le influenze di Gilbert and Sulliv an ed in genere tutta l'operetta, la musica nera, il soul di Phialdelphia , caratteristiche che perdurano per tutta la sua discografia ma che all'i nizio erano evidentemente pù marcate. Altro grande impegno che non va assolutamente dimenticato è il lavoro co me produttore per altre bands che si snocciola attraverso dischi per Paul Butterfield, Janis Joplin,Badfinger, Grand Funk Railroad, Daryl Hall & John Oates, Roadmaster,Meat Loaf, Steve Hillage, Patti Smith, Tubes, Rick Derringer, Cheap Trick, Moondogs, Xtc,Zerra One, Rubinoos, Lords of the New Church, Laura Nyro,Pursuit of Happiness, Hiroshi Takano, Splender, Bad Religion, Felix Cavaliere, ecc.
Todd Rundgren ha scritto grandissime canzoni con complicate melodie, partiture strumentali complesse, stacchi da capogiro e a volte appesantisce un po' la struttura delle canzoni con un wall of sound intricato, dove però ogni piccolo elemento sembra guidato da un robot, la perfezione di esecuzione è una delle caratteristiche di qursto genio. Inoltre come sempre, anche recentemente Rundgren guarda i fenomeni sociali delle nuove generazioni e studia i nuovi fermenti musicali così su TRTV vol.1, primo mini-cd venduto solo via Internet ai suoi abbonati del PatroNet, fa la sua comparsa Mary & The holy ghost, brano con sussulti acid-jazz e ritmica frenetica intervallata da voci da chiesa allucinanti, e nel nuovissimo TRTV vol.2 c'è invece Jerk una canzone avveneristica su una base techno ipnotica ossessiva, e cosa particolare è che Todd invece di cantare con un microfono da studio, ha cantato attraverso un microfono da computer del valore di 20 dollari, il risultato è sconvolgente e la voce pare che provenga da un megafono obsoleto.
Comunque è con i dischi Something/Anything?, A wizard, a true star, e Todd che la genialità di Rundgren viene fuori, dischi consigliati a tutti, specialmente il doppio Todd che ha il pregio di contenere una delle canzoni che resisterà senz'altro all'usura del tempo e dello spazio nei secoli a venire The last ride. Una canzone da brividi fin dall'inizio, narra la corsa di un motociclista che per arrivare prima a casa incontra la morte, e gli strumenti talmente calibrati, sembra a un certo punto che davvero si affievoliscano sul selciato, e ad un certo punto è difficile contraddistinguere dove finisce il sax pazzesco e dove inizi la chitarra di Rundgren in uno dei suoi assoli meraviglia più riusciti.
Todd Rundgren non ha mai guardato le leggi di mercato, ha sempre fatto di testa sua e rimane un grande outsider, riscuotendo però sempre grandi consensi. Come nel 1985 in piena era Duran Duran, Todd a sorpresa e con grande indignazione della Warner Bros, da alle stampe A cappella un intero album di sole voci, tutte sue, e senza accompagnamento strumentale, registrato fra le mura di casa.
Una grande opera dove le musiche hanno una progressione armonica e dove il Fa diesis di Pretending to care fa accaponare la pelle. In altri episodi solo un tappeto di percussioni ed echi esaltano la profondità di una canzone intensa come Lost horizon. E Bobby Mc Ferrin è ancora lontano, quindi rimane per l'epoca un'opera alternativa nel vero senso della parola
E la tourneè è memorabile, Todd per riproporre A Cappella dal vivo inventa e coordina la Eleven Voice Orchestra, undici coristi fra cui il defunto Gary Windo a incantare e tessere melodie maestose su di un palcoscenico diretti dal magico Todd.
La vita artistica di Todd Rundgren è poi sempre un cambiamento di reside nza. Parte da Philadelphia con i Nazz per poi traferirsi a Los Angeles do ve rimarrà fino all'incisione nel 1972 di Something/Anything?.
All'inizio del 1973 Todd Rundgren sente che la sua musica deve arrichirsi di suoni urbani, nervosi, caotici e chi meglio di New York poteva rappre sentare un ideale scenario dove proiettare i suoi suoni? Così forma gli Utopia e costruisce insieme a Mark Moogy Klingman il Secret Sound Studios, sala parto di A wizard, a true star, Todd, Todd Rundgren's Utopia, Initiation (con frequenti capatine ai Media Sound di Philadelphia), Another live e Faithful.
Il periodo degli Utopia dal 77 all'85 invece lo trascorre a Lake Hill sempre nello stato di New York, ma in campagna.
E nell'85 puntualemte cambia ancora e si trasferisce a Sausalito vicino a San Francisco dove nasce Nearly human , il disco più soul di Todd inciso con artisti del calibro di Randy Jackson,Clarence Clemons, Narada Micheal Walden, Bobby Womack, i Tubes e componenti dei Mr.Big.
Nuovamente cambia nel 92 e si trasferisce alle Hawaii, dove attualmente vive con Michelle Gray e dove ha preso forma il Patronet e il sublime With a twist album in perfetto stile bossa-nova. Todd ha sempre poi permeato tutto il suo lavoro cn una gustosa auto-ironia, non si è mai preso sul serio e ne fa un personaggo carico di sense-humour come confessa in Emperor of the highway, tratto da The ever popular tortured artist effect ultimo album pubblicato per la Bearsville nel 1983
Ma l'amore, il sesso, la trasgressione rimangono argomenti puntuali nelle liriche di Todd e sul nuovo Live in Chicago '91 viene per la prima volta pubblicata la pornografica Jesse, canzone che fu bandita dalle radio e messa sotto censura nel 1992.
Solo ora vede la luce, e in essa Todd accusa senza mezzi termini il senatore Jesse Helms, la moglie di Al Gore, Tipper e il Papa Giovanni Paolo II.
La canzone è una tranquillissima protest-song acustica, ma le liriche sono oltraggiose, “I wanna fuck you, Jesse Helms, Tipper Gore and John Paul two” canta disincantato Todd. Il sesso Todd lo rappresentò bene in No 1 lowest common denominateur, tratto da Todd nel 1973.
Ma invece quello che è proprio un commentario socio politico è Swing to the right del 1982, un disco da amare con una copertina rivoluzionaria che riproduce all'infinito la stessa copertina.
Vedere per credere.
Altre volte è il misticismo ad interessare Todd, altre volte si scaglia contro la religione bigotta come in Fascist Christ canzone meraviglia di No world order il primo cd interattivo della storia del rock, dove l'ascoltatore può cambiare gli arrangiamenti a suo piacimento.
No world order è di nuovo un'opera dove Todd raggiunge lo zenith creativo come avvenne negli anni '70. Le canzoni sono tutte incise in non-stop, e l'album è full imersed dentro ad un rap tecnologico e cibernetico, che racchiude in se tutte le correnti musicali come se fossero gettonate in juke-box all'idrogeno venusiano nel 3000. E Todd per la prima volta dal vivo mette in scena uno spettacolo dove il pubblico è protagonista salend o sul palco e suonandolal chitarra con lui su di un palco circolare costruito a mo' di astronave, ed è con questi spettacoli che Todd fa la comparsa anche in Italia suonando in due meravigliosi concerti a Modena e a Perugia nel 1994, ache se il debutto in terra italiana avvenne due anni prima come membro dell'effervescente Ringo Starr All Starr Band, shockando per la frenesia schizofrenica e l'ironia il pubblico di Viareggio (località litorale in provincia di Lucca).
Todd è uno scopritore di talenti, infatti nel 1983 decise di produrre Jules Shear un cantautore a cui nessuna credeva. Ma il piccolo Todd come sempre fece di testa sua e anche se l'album Watch dog passò praticamente inosservato, fu un grande disco: molti, compresa Cindy Lauper e Doug Powell riconobbero le grandi doti di autore di Shear tanto da fare cover di molti suoi pezzi.
Todd suonò anche la chitarra in due rock'n'roll scarni e produsse uno splendido disco di rurali ballate a metà strada tra i Beach Boys, i Cars e Jesse Colin Young. Gli anni '90 hanno anche visto Todd Rundgren protagonista delle cronache rosa, sua figlia Liv improvvisamente non lo riconosce più come padre naturale, ma bensì adottivo e cambia il nome in Tyler prendendolo dal padre naturale Steve Tyler, leader degli Aerosmith, ma ci sono molti dubbi su questo fatto e comunque Liv Tyler all'anagrafe è ancora Liv Rundgren, figlia di Todd Rundgren e della modella e cantante Bebe Buell.
Le ultimissime notizie ci dicono che in questi giorni Todd ha completato il lavoro di produzione alle Hawaii con 12 Rods. Il lavoro uscirà per la Virgin e i ragazzi sono molto soddisfatti e noi siamo molto incuriositi perchè il lavoro di Todd Rundgren, sia a volte con alti e bassi è sempre stato carico d'ispirazione.
Todd apparentemente ha sempre prodotto canzoni che più che altro sono un viaggio all'interno delle più svariate situazioni quotidiane; le sue canzoni riflettono evidentemente molto tempo passato ad esplorare la propria anima e la propria mente.
Personalmente non è stato il percorso di Todd che mi ha ispirato ma il suo esempio di immergersi in qualunque situazione musicale e non egli trovi, sia buona o cattiva, e alla capacità di filtrare tutto attraverso la sua personalità e creare grandi pagine sonore. Non è un lavoro facile.
Change myself tratto da 2nd wind è il manifesto di questo processo lavorativo ed un gioiello compositivo e svela la difficoltà che si trova a scavare nella vita quotidiana. Soprattutto quando la musica ha una qualità altissima di esecuzione e composizione.
Todd Rundgren non è neanche un musicista cerebrale, una volta imparato il suo sound, ti sembra di essere sempre a casa quando lo ascolti. Probabilemnte se quel lontano giorno del 1973 non avessi letto quell'articolo di Maurizio Baiata in un vecchio CIAO 2001 e non avessi ascoltato Todd non sarei arrivato ad amare la musica in un modo così forte e viscerale.
Certamente ci sono altri musicisti che hanno tentato strade simili a Rundgren (Bowie, Zappa, Beefheart, Brian Eno, David Byrne, Beck) ma appunto per questo la sua figura è giusto porla sopra a un piedistallo.
Riesce ad essere geniale e a rimanere un comune essere umano. E farmi vedere più chiaramente ciò che c'è di giusto e sbagliato nel panorama musicale mondiale.
Come il recente The New America dei Bad Religion appunto da lui prodotto. Tutti pensavano che questo nuovo album dei Bad Religion prodotto da Todd Rundgren avrebbe cambiato in qualche modo lo stile del noto gruppo punk californiano, avvalendosi senz'altro di moderne tecnologie. Ma a parte il pezzo I love my computer arrichito da suoni futuristici, tutto il resto è il vecchio caro stile punk dei Bad Religion. Ma un cambiamento c'è stato ed infatti la bellezza delle armonie vocali, la precisione quasi robotica di tempi e controtempi si fonde con la rabbia del punk creando così un quadro molto imponente. La mano di Todd Rundgren si sente soprattutto in A world without melody che ha pesanti vibrazioni del suono Utopia/Todd Rundgren e particolarmente nella title track New America, una My Sharona dei Knack degli anni 2000 con grandi cori quasi sinfonici e con un riff subito memorizzabile che porterà ai primi posti delle classifiche questa band. New America il pezzo omonimo ha anche un affascinante rullata di batteria di Bobby Schayer che rimanda al Keith Moon degli Who, tutto sommato una canzone che ha le caratteristiche per diventare un potenziale hit.
Todd Rundgren è sempre stato un idolo soprattutto del cantante Greg Graffin ed infatti nel corso degli anni e soprattutto in albums come Stranger than fiction ci eravamo accorti delle loro contaminazioni prog-rock e così l'incontro con il produttore di Philadelphia è stato un naturale evolversi degli avvenimenti, come se fosse già predestinato tutto. Sempre provocatorie le liriche di Graffin come in It's a long way to the Promised Land, Whisper in Time, A streetkid named ddesire,New America e Don't Sell Me Short. Non c'è un momento di stasi in questo granitico album che continuerà a portare alto il nome dei Bad Religion che a differenza di molte bands come i Nirvana, gli Offspring, Husker Du non hanno avuto quella grandissima popolarità, ma non sono nemmeno scomparsi rapidamente.
I colpi dei Bad Religion sferzano ancora l'aria con decisione.
Un'altra grande novità di quest'ultimo periodo è la pubblicazione di Music For The Eye, primo libro scritto da Todd, anche se non è proprio così
Infatti il libro rappresenta una delle migliori selezioni del video Grokgazer con splendide immagini appunto su carta stampata. Una golosità psichedelica che solo Todd che la psychedelia l'ha vissuta in lungo ed in largo poteva fare. Il termine "Grok" fu coniato dal grandissimo scrittore di fantascienza Robert Heinlein e significa un messaggio comprensivo non verbale, appunto generato da immagini. Ricordiamo di Robert Heinlein lo splendido romanzo Fanteria dello spazio. Questo romanzo ha ispirato anche una delle pi fra il nostro eroe delle sette note e quello d'inchiostro, e già il cerchio si chiude.
Comunque gli episodi di Nathan Never ispirati allo splendido romanzo sono il n. 11 “Fanteria dello spazio” e il n. 12 “L'ultima battaglia” entrambi disegnati dal grandissimo Roberto De Angelis. Speriamo che quelli della Bonelli attingano di nuovo dai manoscritti di Heinlein, ma torniamo adesso al nostro Todd. Chi compra Music for the Eye è benvenuto in una sinfonia di sensuali vibrazioni visive.
Queste immaggini impressionanti sono create con un software psychedelico dal profeta del rock Todd Rundgren e dal techno yogi pioneristico David Levine. Collettivamente questo duo è conosciuto dagli aficionades di cyberdelia come Utopia Grokware, Inc.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Second Wind (Warner, 1991) è una raccolta di nuove ballate pop e soul registrate dal vivo.

No World Order (Forward, 1993) è stato il primo album interattivo nella storia della musica (l'ascoltatore può combinare brevi frammenti techno e rap forniti da Rundgren in modo tale da poter comporre le proprie canzoni).

One Long Year (Epic, 2000) è un collage stilistico quasi interamente assemblato al computer.

L'artista di Liars (Sanctuary, 2004) sembra ancora lo stesso artista di A Wizard/True Star. Le sue eccentriche vignette rock sono ancora tra le più originali di sempre.

Tra gli album dell'ultimo periodo si annoverano Arena (2008), State (2013), White Knight (2017), Space Force (2022).


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