- Dalla pagina sui Rush di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il power-trio dei Rush (il chitarrista Alex Lifeson, il vocalist Geddy Lee e il batterista Neal Peart, al posto del fondatore John Rutsey) di Toronto (Canada), formatosi nel 1969, fuse melodie pop,
riff heavy-metal e velleità progressive-rock.
In tal modo reinventò il power-trio, il cui modello era fino ad allora rappresentato dai Cream.
Debuttarono con Rush (Mercury, 1974), Fly By Night (1975) e Caress Of Steel (1975) nei quali si ispirarono tanto ai Black Sabbath e ai
Kiss quanto al prog-rock (What You're Doing, 1974; Fly By Night,
1975) cui aggiunsero temi mitologici (la suite in quattro movimenti By-Tor And The Snowdog su Fly By Night, la suite in tre movimenti The Necromancer su Caress Of Steel).
Caress Of Steel è il migliore dei tre, grazie alla lunga suite The Fountain of Lamneth.
I Rush maturarono con il concept sci-fi 2112 (1976): la title-track, della durata di una facciata, è una complessa e magniloquente suite che getta un ponte fra Yes and Led Zeppelin, oltre a porre l'accento sui virtuosismi del drumming pirotecnico di Pearl(che deve molto a Keith Moon degli Who), i petulanti acuti di Lee e gli epici riff di Lifeson.
I sintetizzatori aumentarono il quoziente di sofisticazione su A Farewell to Kings (1977), che contiene la semplice Closer To The Heart e l'ambiziosa Cygnus X-1, e Hemispheres (1978), con l'accattivante The Trees e l'elegante La Villa Strangiato, un lungo sequel di Cygnus X-1, con un celebre assolo di chitarra. La loro glaciale e cibernetica "metal muzak" era arrivata al capolinea.
I Rush ebbero successivamente una svolta improvvisa. Permanent Waves (1980) li consacrò come delle star grazie a numeri più brevi e accattivanti come Spirit Of The Radio, Jacob's Ladder e Free Will. Comunque, rimasero fedeli all'ethos (se non al suono) del progressive-rock focalizzandosi più sull'album che sul singolo. Moving Pictures (1981) vendette ancor meglio malgrado materiale più debole (Limelight, Red Barchetta, Tom Sawyer e lo strumentale YYZ).
Un altro evento della loro carriera fu Signals (1982), con le vellutate New World Man e Subdivisions, e con le più dure Digital Man e Analog Kid. D'altra parte, Grace Under Pressure (1984)
fu piuttosto pomposo (Distant Early Morning) e Power Windows (1985) offrì Big Money e
poco altro.
Hold Your Fire (1987) segnò il nadir di questa fase.
Musicisti competenti (e un poco auto-indulgenti) suonano questi album pieni tuttavia di riempitivi.
Un approccio pop-metal più semplice e diretto emerse con Presto (Atlantic, 1989), contenente Show Don't Tell, Roll The Bones (Atlantic, 1991), con Dreamline,
Counterparts (Atlantic, 1993), con Stick It Out e Animate e Test For Echo (1996). Vapor Trails (2002) costituì il ritorno ai suoni duri e senza sintetizzatori delle origini.
La produzione era ridicolmente rumorosa.
Chronicles (Mercury, 1991) è un antologia del loro periodo classico. Retrospective I 1974-1980 (1997) e Retrospective II 1981-1987 (1997) si focalizzano sui pezzi più brevi.
Il progetto solista di Lifeson è Victor (1996).
Lee pubblicò l'album My Favorite Headache (Atlantic, 2000), una cattiva imitazione del pomp-rock dei Rush.
Snakes And Arrows (2007) dei Rush, probabilmente il miglior lavoro degli ultimi dieci anni, è una virulenta dimostrazione di mostruosa maestria con una qualità di produzione impeccabile. Niente sentimento però.
Clockwork Angels (2012) ha offerto più o meno la stessa cosa a coloro che non ne avevano già avuto abbastanza.
La band si è di fatto sciolta dopo aver festeggiato i 40 anni di attività con la tourneè “R40 Live Tour”, nel 2015.
Neal Peart è morto nel 2020, all'età di 67 anni, per un tumore al cervello.
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