- Dalla pagina sui Jim Steinman di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Jim Steinman (Claremont, 1948) ha almeno un motivo essenziale per essere famoso: ha coniato uno stile di produzione che fa sembrare timido il "muro del suono" di Phil Spector.
Ma Jim Steinman è stato anche il compositore e arrangiatore di melodie pop più stravagante, estroso e anticonformista degli anni '80, nonostante un solo album sia stato accreditato a suo nome. Sia Meat Loaf, il melodrammatico rocker di Bat Out of Hell (1977), un'esagerazione isterica ed enfatica dei cliché del rock'n'roll, sia Pandora's Box, il cui ciclo di canzoni sinfonico-corali Original Sin (1989) è stato il massimo del melodramma rock, sono state sue creazioni. Il brutale e romantico Original Sin (a metà strada tra Phil Spector, una messa gospel e un'ouverture di Beethoven) e la straziante ballata It's All Coming Back To Me mostrano la gamma e l'ampiezza dell'arte di Steinman. L'album dei Pandora's Box unì il rock decadente degli anni '70 con lo spirito punk degli anni '80. Steinman compose un concept metafisico che imitava i musical di Broadway e che alternava parodie zappiane e pathos di strada. Era musica brutale e colossale, fatta di crescendo frenetici, ritmi punitivi e cori deliranti. Total Eclipse Of The Heart (1983), cantata da Bonnie Tyler, e Making Love Out Of Nothing At All (1983), cantata dagli Air Supply, furono incursioni nel territorio del pop puro. Le produzioni di Steinman sono la quintessenza del magniloquente, del tragico, del titanico, del disperato. I suoi cantanti "sanguinano" i suoi testi. Le sue tastiere sono i tuoni dell'apocalisse. Le sue melodie sono salmi religiosi. I suoi album Bad For Good (1981) e Tanz der Vampire (1998) hanno messo in luce il suo lato demoniaco. Steinman ha sposato lo spirito ribelle del rock'n'roll con il titanico senso di impotenza di Wagner, rievocando così il tema fondamentale della condizione umana che innumerevoli poeti avevano esplorato nel corso dei secoli.
Bio:
Jim Steinman nasce a Claremont, in California, nel 1948. La famiglia si
trasferisce a New York, dove Jim cresce e studia. Durante il college compone
il suo primo musical, “Dream Engine” (il cantante era Richard Gere, più famoso
come attore di Hollywood). Nel 1971 viene assunto dal New York Shakespeare
Festival e incontra il cantante Meat Loaf (vero nome Marvin Lee Aday),
a cui affida una parte del suo nuovo musical,
“More Than You Deserve”, che ha esordito nel 1974.
Nel frattempo Meat Loaf si metteva
in luce nel cult-movie “Rocky Horror Picture Show”
(nella parte del teppista motociclista che epitomizza il "rock hero").
Il successivo spettacolo di Steinman,
“Neverland” (1977), ancora con Meat Loaf, contiene alcune canzoni che sposano il
rock and roll più selvaggio ad arrangiamenti sinfonici ispirati da Wagner.
Quelle canzoni costituiscono il nucleo di
Bat Out of Hell (Epic, 1977), l'album d'esordio di Meat Loaf.
L'album propone un revival della musica degli anni '50, che in realtà porta
all'esasperazione isterica ed enfatica l'assalto sonico di Phil Spector e la
ballad furibonda di Bruce Springsteen, alimentando e speculando
all'infinito sull'epica del rocker ribelle, peccatore e maledetto, in auge
durante l'"American Graffiti", ma con molta più ironia che nostalgia, come
dimostrano la travolgente sceneggiata rock and roll di
Paradise By The Dashboard Light, recitata in coppia con Ellen Foley
(otto minuti) e Two Out Of Three Ain't Bad.
I brani di Meat Loaf sono inni all'ideologia ribelle del rock, cantati con
un piglio lirico che ne fanno il rocker più operatico dai tempi di Roy Orbison.
Steinman ha colto alla perfezione l'umore
delle giovani generazioni e le sue canzoni riassumono il più autentico
e selvaggio spirito del rock and roll. Il disco venderà 25 milioni di copie.
L'album contiene altri due lunghi melodrammi: Bat Out Of Hell (dieci
minuti) e For Crying Out Loud (nove minuti).
Meat Loaf esce però dalla scena per problemi fisici, e le canzoni del secondo
album escono a nome di Jim Steinman, e cantate da Jim Steinman, su
Bad For Good (Epic, 1981).
Rock And Roll Dreams Come Through diventa un piccolo hit.
Per obblighi contrattuali, Steinman deve comunque fare un disco per Meat Loaf,
che esce pochi mesi dopo: Deadringer.
Steinman compone anche la sua prima colonna sonora cinematografica:
A Small Circle Of Friends.
Il 1983 è l'anno di grazia. Bonnie Tyler porta al successo (stratosferico)
Total Eclipse For The Heart, una tipica composizione "wagneriana"
e romantica di Steinman che compare sull'album
Faster Than The Speed Of Light, e gli Air Supply portano al successo
Making Love Out Of Nothing At All.
Steinman è al primo e secondo posto delle classifiche di Billboard
(prima volta dai tempi dei Beatles), anche se nessuna delle due canzoni
è accreditata a lui.
Un altro capolavoro di Steinman si trova su un altro album di Tyler:
Loving You's A Dirty Job But Somebody's Got To Do It (1984).
Steinman scrive anche Read 'Em And Weep per Barry Manilow.
L'ano dopo scrive due canzoni per la colonna sonora di
"Streets of Fire", Nowhere Fast e
Tonight Is That It Means To Be Young,
e persino una canzone per Barbara Streisand.
Intanto però Steinman ha pronto il materiale per un disco tutto suo. Non trova i finanziamenti e finirà per investire un milione di dollari di tasca sua in quello che sarà un fiasco colossale.
Original Sin (Virgin, 1989), attribuito ai Pandora's Box, è nondimeno
il
capolavoro di Jim Steinman, il disco in cui il suo concetto di rock sinfonico
raggiunge l'apice barocco ed espressivo.
L'"orchestra" di cui Steinman si serve consta delle sue monumentali tastiere
elettroniche, di ben quattro cantanti femminili, di
Roy Bittan al pianoforte, Jeff Bova alle tastiere elettroniche,
Jim Bralower alle percussioni elettroniche,
Eddie Martinez alla chitarra elettrica e Steve Buslowe al basso.
L'album è un concept decadente sul tema del peccato, che talvolta sfiora il
metafisico e talaltra si abbassa a una comicità "zappiana".
Nell'insieme sembra più un musical che un album rock: le cantanti sembrano
"recitare" una storia più che cantare canzoni, e l'arrangiamento è tanto
sinfonico da far invidia a qualsiasi orchestra di Broadway.
L'ouverture e capolavoro è Original Sin, un magistrale saggio di
contrappunto, in cui gli strumenti e le voci si accavallano in maniera sempre
più brutale, qualcosa a metà strada fra Phil Spector e Beethoven, un
perfetto meccanismo a orologeria in cui voci femminili e tastiere si incastrano
e compenetrano in un unico blocco armonico, sei minuti da brivido in cui
le liriche diventano un inno universale all'elemento selvaggio dell'animo
umano, al suo destino di perdizione, e al tempo stesso al bisogno di redenzione
e salvezza che si nasconde dietro quell'istinto infernale.
Una cantante invoca il commovente leitmotiv, accompagnata soltanto dal
pianoforte, poi improvvisamente le tastiere e le percussioni prendono a
picchiare travolgenti e le cantanti si avventano sul leitmotiv con ferocia
gospel. Da lì in poi la canzone si lancia in un crescendo sensazionale,
propulso ogni volta da una variazione nell'arrangiamento del coro
(prima tutte in coro in falsetto, alla fine tutte in coro a squarciagola),
sempre sostenuta dalla cadenza marziale del pianoforte e dai blocchi
armonici delle tastiere elettroniche. La musica si spegne. Una cantante
invoca “I'm applying for a license to thrill... there'll be hell to pay some day... because we'll always be paying”.
E il coro, come in una tragedia greca, ribadisce
“I've been looking for the original sin...”
La tigre Gina Taylor intona la melodia disperata di Safe Sex, un altro
numero pop che starebbe bene in un musical di Broadway. Il melodramma di
Steinman è però un genere a se' stante, perche' riesce a toccare le corde
del cuore degli adolescenti come ci riescono il punk-rock o l'heavy metal,
ma ci riesce con un'orgia di tastiere elettroniche e di soprano sgolate
invece che con urla e riff di chitarra.
La voce roca e selvatica di Holly intona proprio la canzone che più
assomiglia a un inno punk, Good Girls Go To Heaven, una invettiva
a ritmo sferzante il cui testo è al tempo stesso disperato e sarcastico
(“good girls go to heaven, but bad girls go everywhere”).
Steinman continua a giostrare con il tema del peccato, l'appeal del proibito
e al tempo stesso la condizione di "perduto", "emarginato" e "fallito" che
ne consegue. Dentro queste canzoni ci sono tutte le tragedie contemporanee
della droga e dell'AIDS.
Ancora Foley canta My Little Red Book, una filastrocca ironica
nello stile delle canzoncine degli anni '60.
Requiem Metal si diverte a citare persino la messa dei morti di Verdi...
Poi si riprende con il melodramma di Steinman, quel genere a metà strada fra
paradiso e inferno: It's All Coming Back To Me, un'elegia di desiderio
straziante, con uno di quei motivi di pianoforte che Steinman scodella con
il massimo del romanticismo.
The Future Ain't What It Used To Be (dieci minuti) è il "movimento"
che chiude in maniera solenne e metafisica questa estenuante sinfonia
(assomiglia un po' a More Than YOu Deserve di Meat Loaf).
Ancora una volta è Gina Taylor la voce solista che libra il possente e
commovente gospel, e ancora una volta è il pianoforte a tempestare la
canzone con i suoi accordi trascinanti. L'accorato verso
"say a prayer for the fallen angels" si ripete con toni sempre più accesi,
man mano che si aggiungono il coro e le tastiere sinfoniche. Alla fine rimane
però soltanto un call-and-response a cappella.
Tutto il disco è giocato sui ritmi infernali delle tastiere.
Dopo quell'insuccesso commerciale, Steinman vivacchia producendo dischi e scrivendo colonne sonore. Nel 1993 scrive il ritorno sulle scene di Meat Loaf, Bat Out of Hell II (MCA, 1993), che contiene I'd Do Anything For Love. Celine Dion porta al successo It's All Coming Back To Me e restituisce la serenità finanziaria a Steinman.
Il progetto successivo è il musical Tanz der Vampire (Polydor, 1998), tratto da un film di Polansky. La premiere si tiene a Vienna. Il musical “Dance of the Vampires” (2002) è invece uno show diverso, contemporaneo con “Garbo the Musical” (2002).
Forse nessuno è riuscito a penetrare così a fondo la psiche ribelle e disperata degli adolescenti con semplici canzoni di musica rock. Forse nessuno è riuscito ad arrangiarle in maniera così adulta da farle sembrare pezzi di musica classica. Forse nessuno ha capito cosa sia la musica rock come l'ha capito lui.
Bat Out of Hell III - The Monster Is Loose (2006) di Meat Loaf contiene alcune vecchie canzoni di Steinman, ma quest'ultimo non aveva collaborato alla musica e infati fece causa a Meat Loaf (!).
Tuttavia, ha contribuito a tutte le canzoni di Braver Than We Are (2016), dello stesso Meat Loaf.
Il musical di Steinman “Bat Out of Hell The Musical” (2016) ha debuttato a Manchester.
Jim Steinman è morto in Connecticut, per insufficienza renale, nell'aprile 2021, all'età di 73 anni.
Meat Loaf è morto in Tennessee, da Covid-19, nel gennaio 2022, all'età di 74 anni.
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