- Dalla pagina su Sly Stone di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Gli Sly and the Family Stone di San Francisco, guidati dall'hippie nero Sylvester “Sly Stone” Stewart (Denton, 1943), divennero una leggenda della black music con Dance to the Music (1967), un manifesto del funk. Al loro bassista Larry Graham viene attribuita l'invenzione delle linee di basso "funk". Quel successo fu seguito dall'album fondamentale Stand (1969), con Everyday People e I Want To Take You Higher, Thank You (1970), vetrina per il basso di Graham, Family Affair (1971), la prima hit in assoluto a utilizzare una drum machine, e dal concept sociologico There's A Riot Going On (1971).


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, integrato da Stefano Iardella)

Bio:
I Family Stone, un complesso eclettico e numeroso (due chitarre, sezione ritmica, fiati e due tastiere), emersero nel 1968 come divulgatori rock dell' opera di James Brown.

Il leader, Sly Stone (vero nome Sylvester Stewart), nativo del Texas, era capitato a San Francisco nel periodo dell'acido e, forse eccitato dal clima generale di sovversione, aveva deciso di aggredire le convenzioni della musica di colore su tre fronti: quello dell'integrazione razziale e sessuale, formando un gruppo composto da tre neri, due nere e due bianchi (oltretutto con donne strumentiste, invece che solo cantanti, e neri freak); quello del sound collettivo, rinnegando il soul "dolce" delle sezioni ritmiche Stax, Tamla e Philly; quello dei contenuti, scrivendo proclami, rivendicazioni e profezie che fondevano le utopie hippy dell'Ashbury Haight e gli slogan razziali del ghetto.

Il suo funk psichedelico, che di volta in volta avrebbe adottato arrangiamenti jazz o elettronici secondo la moda, era la musica da ballo adatta ai tempi. Le armonie vocali frammentate e distribuite (modernizzando i canoni doo-wop) e la dinamica strumentale frenetica e caotica (secondo gli stili di produzione del beat) conquistarono le nuove radio alternative, che per anni trasmisero Dance To The Music (1968), Everyday People (1969) e I Want To Take You Higher (1969), ovvero i due hit dall'album Stand (1969), Hot Fun In The Summertime, Thank You (1970) e Family Affair (1971). Quest'ultimo fu anche uno dei primi brani a utilizzare una drum machine.
Gli album erano pieni di brani mediocri e cover meschine che servivano soltanto a pubblicizzare le pose "scandalose" del leader.
Il concept sociologico There's A Riot Going On (1971) fu la raccolta più orecchiabile, a dispetto del tema (la decadenza sociale degli USA).

Per ironia della sorte, furono spazzati via proprio dall'esplosione del funk, la musica che avevano praticamente inventato loro.

I Family Stone lasciarono comunque ben poco di concreto, sempre legati all'immagine ambigua di una dance band invischiata nel giro della droga e delle Black Panther. La loro funzione fu di raccordo fra il soul e il rock, che fino ad allora erano rimasti generi separati.

Sly Stone è morto a Los Angeles nel giugno 2025, all'età di 82 anni.


- Torna alla pagina su Sly Stone di Piero Scaruffi -