- Dalla pagina su Richard Thompson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Lungi dall'essere semplicemente il chitarrista dei Fairport Convention, Richard Thompson (Londra, 1949) ha rivelato una personalità filosofica attraverso una serie di ballate riflessive, pessimistiche e a tratti macabre, che suonano più come salmi religiosi che come canzoni folk-rock. Le ha interpretate con un misto di compostezza neoclassica e stravaganza nonsense in Henry The Human Fly (1972) e soprattutto in I Want To See The Bright Lights Tonight (1974). In seguito, ha assorbito il sufismo e ha proceduto a cesellare le solenni elegie funebri di Pour Down Like Silver (1975), raggiungendo così la desolazione trascendentale del suo capolavoro, Shoot Out The Lights (1982), in cui la paura espressionista e la suspense esistenziale sono sostenute da testi eruditi. Thompson sarebbe comunque sprofondato nella più totale desolazione, come nel caso del da brividi Hand Of Kindness (1983), ma per lo più avrebbe mantenuto un equilibrio emotivo che si sarebbe tradotto nella matura eleganza di Amnesia (1988) e Rumor And Sigh (1991).
Bio:
Il chitarrista Richard Thompson lasciò i
Fairport Convention nel 1971.
Sorprendendo tutti coloro che lo vedevano semplicemente come un bravo
sessionman, Thompson si mise in luce sia come uno dei chitarristi più brillanti
degli anni '90 sia come uno dei cantautori più originali e profondi di
sempre. Thompson scrive canzoni che sembrano salmi religiosi, in cui convivono
al tempo stesso la compostezza classica e il piglio eccentrico.
Il suo primo album solista, Henry The Human Fly (Island, 1972), presentò la voce di sua moglie, Linda. Le liriche fataliste, ispirate dalla religione mussulmana, conferivano un'aria da parabola alle sue canzoni, che dal punto di vista musicale accoppiavano riff alla Chuck Berry (Roll Over Vaughan Williams) e l'uso della concertina e della fisarmonica di John Kirkpatrick. Svettano The New St. George, Wheely Down e The Poor Ditching Boy, mentre Nobody's Wedding e The Old Changing Way si riallacciano al folk-rock dei Fairport Convention.
I Want To See The Bright Lights Tonight (1974), accreditato anche a Linda, fu un lavoro ancor più innovativo. Su quel disco svettano When I Get To The Border, prima delle sue dediche blasfeme alla Morte, Calvary Cross, sermone drammatico, e The End Of The Rainbow, di un lancinante nichilismo. Anche le canzoni che musicalmente non sembrano un gran che' (The Great Valerio, Withered and Died) riescono a mandare i brividi per la schiena. Brillano sia la tecnica di Thompson alla chitarra sia il mezzo-soprano vagamente esotico di Linda.
Continuando una progressione esaltante, il culmine di questa fase venne
raggiunto l'anno successivo, non tanto da Hokey Pokey (Island, 1975),
sul quale figurano la classica Georgie On A Spree,
I'll Regret It All In The Morning e
A Heart Needs A Home,
ma il cupo e austero
Pour Down Like Silver (Island, 1975), influenzato dalla loro conversione
al sufismo.
Il sound era pervenuto a una sintesi allucinata della Band e del Dylan di
Desire (Streets Of Paradise,
Hard Luck Stories).
Le funeree armonie vocali di For Shame Of Doing Wrong,
la marziale e tragica Poor Boy Is Taken Away,
e la lunga, nobile elegia di Night Comes In
si spingevano anche oltre:
il lento, cadaverico incedere delle ballate è scandito dalla dizione
cristallina dei cantanti; l'accompagnamento pare dileguarsi, gli accordi
tintinnanti della chitarra cadono nella desolazione più totale.
Il fascino delle sue canzoni deve molto al suo stile di suonare la chitarra
(che talvolta imita le cornamuse, talvolta indulge in improvvisazioni jazz,
talvolta mescola elementi dissonanti e melodici)
e alla sua maniera compositiva (ispirata prevalentemente a varii stili di
danza, dal "morris" al walzer), entrambe mediate dal folk celtico.
Guitar Vocal (Island, 1976) è un doppio antologico di materiale inedito, fra cui una spettrale cover di Dark End Of The Street.
First Light (Chrysalis, oct 1978) Don't Let A Thief Steal Into Your Heart Negli anni successivi Thompson fu reso celebre soprattutto per le sue alte ballate di morte (Strange Affair, 1978).
Sunnyvista (Chrysalis, sep 1979) Lonely Hearts Why Do You Turn Your Back Dopo lo strumentale Strict Tempo (Elixir, sep 1981), raccolta di jig, reel, polka, suonati interamente da lui, Richard si aggregò alle formazioni dada di David Thomas.
Linda e Richard Thompson eguagliarono i loro momenti migliori su
Shoot Out The Lights (Hannibal, mar 1982), forte di una sezione ritmica
formata da ex colleghi dei Fairport Convention.
L'anthem Wall Of Death ("you can waste your time on the other rides/ but this
is the nearest to being alive") e le altre maestose epiche del disco dipingono
un mondo molto personale e decisamente lugubre.
Talvolta sono così ricche di trovate ritmiche da ricordare più il country
americano (il galoppo e il coro basso di Don't Renege Our Love).
Il contrasto fra il fine e i mezzi non potrebbe essere più straniante:
Walking On A Wire è impostata come un tipico "lento" ballabile, e
Man In Need rifa il verso ai Jefferson più "duri".
Questa tecnica rasenta il più efferato "black humour" in gag come
Backstreet Slide, sorta di parata festosa su una visione macabra.
Sono invece in linea con il tema del disco i macabri rintocchi della title-track,
un incubo espressionista, e l'elegia funebre di Did She Jump Or Was She
Pushed, che il continuum nevrotico delle chitarre immerge in un'atmosfera
da thriller.
Dopo la separazione da Linda, Thompson con Hand Of Kindness (Hannibal, jun 1983) sembrò sprofondare nella depressione più cupa, attraverso allegorie (Devonside) e memorie personali (Tear Stained Letter, How I Wanted To), benchè le musiche fossero le più vivaci di tutta la sua carriera (in sintonia con le liriche velenose di Tear Stained Letter , uno dei suoi vertici, e A Poisoned Heart And A Twisted Memory).
L'umore negativo permea anche Love In A Faithless Country, su Across A Crowded Room (Polydor, apr 1985), su cui svetta l'assolo di Walking Through A Wasted Land.
Il più espansivo Daring Adventure (Polydor, sep 1986) annovera
la tagliente Dead Man's Handle e l'incantata elegia Jennie,
ma anche la quadriglia cajun Valerie, l'incalzante
A Bone Through The Nose, il singolo
Nearly In Love.
Chiudono il disco
How Will I Ever Be Simple Again e Al Bowlly's In Heaven,
che suggellano questa conversione di Thompson a un tono medio più umano.
Sorprendentemente, l'album solista di Linda Thompson, One Clear Moment (Warner, 1985), dimostrò che Richard non era l'unico genio della coppia (Telling Me Lies).
Thompson ha anche messo la sua chitarra al servizio dei monologhi surreali di David Thomas e ha contribuito A Blind Step Away all'album Live Love Larf And Loaf (Rhino, 1987) registrato con il batterista John French e con i chitarristi Fred Frith e Henry Kaiser; e la novelty operistica March Of The Cosmetic Surgeons e l'orecchiabile scherzo Peppermint Rock sul successivo Invisible Means (Demon, 1990) dello stesso quartetto.
Amnesia (Capitol, 1988) è un altro lavoro significativo, anche se in un formato "pop" rispetto ai suoi standard austeri. Almeno Turning Of The Tide, The Reckless Kind e Waltzing For Dreamers figurano tra i suoi sforzi più profondi. Can't Win vanta uno dei suoi assoli più spettacolari, e secondo a poca distanza è l'assolo di Don't Tempt Me. Altre tracce: Gypsy Love Songs, Jerusalem On The Jukebox, I Still Dream, Yankee, Go Home, Pharaoh.
Rumor And Sigh (Capitol, 1991) è un altro lavoro di un maestro maturo che può scrivere canzoni impeccabili senza il minimo sforzo. Thompson è a suo agio sia con i rock violenti e aspri (I Feel So Good, Backlash Love Affair, You Dream Too Much) che con le nenie cupe e pensose (I Misunderstood, Mystery Wind, la ballata sentimentale God Loves A Drunk, la spettacolare melodia folk 1952 Vincent Black Lightning) e trova persino il tempo per dare alla luce un racconto comico della pubertà (Read About Love).Sweet Talker (Capitol, 1992) è una colonna sonora per lo più strumentale (To Hang A Dream On).
Watching The Dark (Hannibal, 1993) è una retrospettiva di tre dischi sulla sua carriera.
La brillante produzione e i ritornelli pop distruggono quasi la magia in Mirror Blue (Capitol, 1994). Alcune canzoni (King Of Bohemia, Taking My Business Elsewhere, Beeswing) riecheggiano il suo lavoro passato senza riproporlo completamente. Altre (Mascara Tears, Mingus Eyes, Easy There Steady Now) cercano nuove strade. And I Can't Wake Up To Save My Life si sforza un po' troppo per sembrare una ballata pop.Da questo Richard Thompson semioperativo, un'opera in doppio disco come You Me Us (Capitol, 1996) è una mezza benedizione. Occasionalmente (The Ghost of You Walks, Bank Vault In Heaven, Razor Dance, Dark Hand Over My Heart, Hide It Away) si sente il classico mood Thompson ma pochi dei brani acustici meritano di far parte dell'album, She Cut Off Her Long Silken Hair è una eccezione degna di nota. Il disco sarebbe dovuto essere un EP, non un doppio album.
Bug Music Sampler (Bug Music, 1998) è un'antologia. Mock Tudor (Capitol, 1999), un concept album su Londra, è un miscuglio di stereotipi thompsoniani che copre un'ampia gamma stilistica (brillante blues-rock in Cooksferry Queen, ballate rhythm and blues in Two-Faced Love, trito sentimento pop in Dry My Tears And Move On). Thompson sta cercando di superare se stesso, sia vocalmente che liricamente, con l'affresco folk di Sights And Sounds Of London Town, una galleria apocalittica di personaggi che ricordano Desolation Row di Dylan (ma il ritornello ricorda 1952 Vincent Black Lightning), che strumentalmente (due assoli di chitarra in Hard On Me, uno dei quali suona come il riff di Shoot Out the Lights). Qualunque siano le sue intenzioni, Thompson offre una accattivante e vivace Crawl Back (sostanzialmente una versione migliorata di Razor Dance), nella tradizione di Buddy Holly e degli Everly Brothers, che è probabilmente il suo brano più radiofonico.
Ci
sono voluti 17 anni perché Linda Thompson si riprendesse da una grave malattia
e registrasse il seguito del suo affascinante debutto da solista, One Clear Moment (Warner, 1985): Fashionably Late (Rounder, 2002).
Il
suo terzo album solista, Versatile Heart
(2007) è addirittura migliore, anche se sempre limitato dal fatto che le
migliori canzoni sono state scritte da altri (Beauty di Rufus Wainwright e molte di suo figlio Teddy Thompson).
The Old Kit Bag (Cooking Vinyl, 2003), che comprende due cicli di canzoni, è il suo lavoro più modesto da molto tempo a questa parte. La musica è comunque artistica e ambiziosa, in particolare la lunga e maestosa Gethsemane e First Breath, e le commoventi meditazioni di A Love You Can't Survive e I'll Tag Along, persino pretenziosa in Outside of the Inside. Un grande assolo ipnotizza Jealous Words.
Ancora
più modesto è Front Parlor Ballads
(Cooking Vinyl, 2005), una raccolta acustica prevalentemente lo-fi registrata a
casa sua.
Grizzly Man (2005) è la
colonna sonora di un film di Werner Herzog.
Sweet Warrior (2007), pubblicato nel 40° anniversario dell'anno in cui iniziò a suonare con i Fairport Convention, era un altro album solo ma utilizzava principalmente la chitarra elettrica. Le canzoni erano tetre e pessimiste come al solito, ma almeno un po' più solide.
Dream Attic (Proper, 2010), registrato dal vivo ma contenente materiale completamente nuovo, contiene nuovi classici come Haul Me Up Crimescene e If Love Whispers Your Name così come momenti di pura gloria chitarristica (come l'assolo di Sidney Wells).
Electric (2013), registrato a casa del produttore con una sezione ritmica e session-men di Nashville, contiene tipiche elegie thompsoniane come My Enemy, I'm Saving The Good Stuff For You e Good Things Happen to Bad People così come la stony ground e il country The Snow Goose (un duetto con Alison Krause).
Ha ri-registrato da solo alcune delle sue vecchie canzoni su Acoustic Classics (2014).
Still (2015), prodotto da Jeff Tweedy dei Wilco, contiene troppe canzoni mediocri, ma alcune salvano la situazione: She Never Could Resist A Winding Road nel suo stile classico, la vivace Patty Don't You Put Me Down e la comica Guitar Heroes.
13 Rivers (2018) offre sicuramente varietà (la tagliente The Storm Won't Come, su un ritmo tribale alla Bo Diddley, la blues The Dog in You, la rock You Can't Reach It e la pop Do all These Tears Belong to You?), ma è impantanato, ancora una volta, da troppi riempitivi.
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