- Dalla pagina sugli A Certain Ratio di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli A Certain Ratio (in breve ACR) diedero vita a una delle esperienze britanniche piÃđ originali e innovative del periodo immediatamente successivo al boom del punk rock.
Il gruppo portÃē il pathos suicidiario dei Joy Division in un ambiente armonico piÃđ raffinato e sofisticato, rinunciando al ruolo di ispirazione lirica in favore di un taglio piÃđ futuristico. Presentati dal singolo Thin Boys (1979) come l'ennesimo collettivo dark-electro-intellettuale di Manchester (Simon Topping era forse l'unico rivale di Ian Curtis come "voce" del dark punk), sotto l'influenza dei Talking Heads, gli A Certain Ratio si evolsero quasi immediatamente verso una maggiore enfasi sul beat, con il successivo Shack Up (1980).
L'ingresso del batterista Donald Johnson (un fan dei Parliament) si rivelÃē fondamentale per definire il sound del loro periodo d'oro: insieme al bassista Jeremy Kerr, Johnson creÃē una delle sezioni ritmiche piÃđ originali dell'epoca.

Il frutto di quella collaborazione fu Fox (1980), il piÃđ completo dei loro lavori afro-funk-jazz, sfigurato dalle distorte esplosioni di tromba di Simon Topping e dai ritmi meccanici di Do The Du (1980).
Altre tappe importanti furono Blown Away (1980), immerso in un caos di percussioni caraibiche e vocalizzazioni galattiche, e And Then Again (1980), cupo e ipnotico, con il lamento languido della tromba e voci spiritualistiche.
Il loro stile distintivo era un ibrido di elettronica raffinata ricamata con impercettibili perturbazioni, una sezione ritmica di jazz rock con accenti spettrali, con riff di chitarra funky e voci atonali e cadaveriche.

L'album To Each (Factory, 1981), uno dei piÃđ interessanti di quegli anni, formalizzÃē quegli esperimenti in un suono cerebrale e spigoloso (Felch e la monumentale danza tribale Winter Hill).

C'erano, tuttavia, già i semi della decadenza verso l'eclettico techno-funk che seguÃŽ, esprimendosi in armonie austere e stanche in Sextet (Factory, 1981) e I'd Like To See You Again (1982), con passaggi di danza senza spina dorsale che ritraevano gli esempi piÃđ intellettuali (Saturn, Touch). Il singolo di nove minuti Knife Slits Water fu il loro ultimo lavoro significativo. Alla fine del decennio, Topping sarebbe stato anche l'iniziatore della scena house locale, prima con il progetto T-Coy (Carino e I Ain't Nightclubbing) e poi con una nuova edizione di A Certain Ratio (Acid To Ecstasy).

Force (Factory, 1986), l'ultimo album con il tastierista Andy Connell che stava lanciando una nuova carriera, con gli Swing Out Sister, ricicla gli stereotipi del funk e della disco-music di un decennio prima, in particolar modo con Bootsy, cantato da Corinne Drewery (frontwoman degli Swing Out Sister) e Mickey Way.

Gli EP della loro epoca d'oro furono raccolti su Old And The New (Factory, 1986).

Dopo il poppy Good Together (1989), tentarono di adattarsi alla moda "Madchester" con Acr:mcr (1990), che contiene l'upbeat rimbombante di Won't Stop Loving You, la febbrile jazzy dalle sfumature caraibiche Tribeca, e soprattutto la fantasia acid techno di otto minuti BTTW90.

Up in Downsville (1992) e Change the Station (1996) sono stati irrilevanti.

Early (Soul Jazz, 2002) ÃĻ una retrospettiva della carriera, ma in realtà non si concentra sul primo periodo.
The Graveyard and the Ballroom (Universal Sound, 2004) ÃĻ una retrospettiva della loro musica degli esordi, inclusa l'intera cassetta di debutto del 1979.

Sembra che si siano sciolti dopo il terribile e imbarazzante Mind Made Up (2008).

Dopo una lunga pausa gli A Certain Ratio, che comprende ancora tre membri originali della band (Jez Kerr, Martin Moscrop, Donald Johnson), pubblicano ACR Loco (Mute, 2020), con il jazz-funk-psychedelic di Friends Around Us, e 1982 (2023).
Trattasi in entrambi i casi di inutili raccolte disco-funk vecchio stile.


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