- Dalla pagina sui B-52's di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
La new wave di Athens (Georgia) diede vita alla stravagante musica dance con sfumature anni '60 dei B-52's, fondamentalmente una sintesi dei tre principali fenomeni di quell'epoca (new wave, disco-music e revival anni '60), come superbamente documentato su B-52's (1979), un surreale equilibrio tra due cantanti che ricordano i girl-group, chitarre funky e tastiere elettroniche in stile Farfisa.
Bio:
I B-52's aprirono di fatto l'epoca d'oro del rock della Georgia, spostando il
baricentro dalla borghesia metropolitana conservatrice di Atlanta alla comunità
artistica della cittadina universitaria di Athens. In questo enclave "liberal",
a dominare erano personaggi come Jeremy Ayers (discepolo di Andy Warhol negli
anni '60 e promotore della scena gay-decadente negli anni '70),
sotto le cui ali protettive si formarono
Keith Strickland, Ricky Wilson e Michael Stipe,
e James Herbert (fotografo e docente d'arte),
del cui cenacolo facevano parte Vic Varney e lo stesso Stipe.
La gestualità istrionica del primo e l'approccio "visivo" del secondo
ebbero un'enorme influenza su Varney e Stipe. Il primo (oltre a suonare nei
Method Actors e nei Tone-Tones) divenne il manager
di un gruppo di ragazzi che si battezzarono B-52's.
Il secondo divenne il cantante dei R.E.M..
Un'altra enorme influenza su questa generazione di musicisti furono i party
di Athens. Athens era praticamente priva di night club, di discoteche e di
televisioni private. L'unico passatempo notturno era rappresentato dagli
innumerevoli e sempre più scatenati party, in particolari quelli di Barber
Street, dove vivevano Peter Buck e Michael Stipe.
I B-52's divennero musicisti professionisti quando suonarono a un party di
San Valentino nel 1977. Per quell'occasione scrissero le canzoni che fruttarono
loro il primo contratto discografico.
All'inizio i B-52's erano soltanto una "novelty", uno scherzo per intellettuali,
nell'ambito del rinnovamento formale della new wave. In fondo l'approccio
tipicamente postmoderno della new wave favoriva la revisione in chiave
eccentrica/bizzarra di stereotipi della musica di consumo. I B-52's presero
di mira la civiltà degli anni '60, nei suoi aspetti più scipiti, e la
civiltà della disco-music, nei suoi aspetti più esibizionistici. Dalla fusione
di questi due immaginari (fra i più seducenti del secolo) nacque uno stile
musicale che era al tempo stesso melodico, ritmato, arrangiato e parodistico.
L'arrangiamento e la parodia erano forse le colonne portanti: il primo dovuto
ai contrappunti canori di due cantanti femminili (striduli da girl-group)
e alle tastiere elettroniche (che emulavano i Farfisa da spiaggia)
e il secondo dovuto ai costumi e alle pose, che ossequiavano maliziosamente
la provincia americana di un tempo (per esempio le pettinature vaporose dette
B-52's),
nonchè ai testi, sempre surreali e auto-referenziali, infarciti di trivialità
adolescenziali.
Caratteristico della new wave era il maquillage finale, quel tocco gelido
e impersonale che trasformava il kitsch in saggio filosofico.
La canzoni erano come robotizzate, condotte a serrato ritmo funky ma senza
linee di basso, e soprattutto senza il minimo entusiasmo.
Il gruppo (due ragazze e tre ragazzi) si formò nell'ambiente
universitario di Athens.
B-52's (Warner Bros, 1979) produsse una manciata di
classici per party, a partire da quel Rock Lobster (DB),
il singolo androide (scansioni di tastiere) ed estatico (coretti femminili)
che li lanciò nel 1979, un tour de force
di trovate vocali che spazia dai cori gregoriani ai gorgheggi di soprano,
senza mai perdere il ritmo da piper dell'organo Farfisa.
Le scalpitanti e orecchiabili 6060-842, 52 Girls e
Dance This Mess Away animavano
il loro concitato teatro dell'assurdo.
Planet Claire lo spingeva in un ambito più futurista, con rumori
interplanetari, un ritmo stentoreo e tastiere che evocavano le colonne sonore
di fantascienza.
Lava aggiungeva un qualcosa di epico alla base ipnotica.
Il gruppo emigrò a New York nell'aprile 1979, lasciando la scena di Athens che aveva contribuito a far esplodere. Wild Planet (Warner Bros, 1980) scodellò ancora l'irresistibile voodoobilly di Private Idaho e Devil In My Car, sempre nel segno di un irreprimibile impulso al ballo. Strobelight potrebbe essere un rock and roll delle Go-Go's. Ma Quiche Lorraine indulge nei loro stereotipi futuristi con un ritmo stanco e Party Out Of Bounds proprio non riesce a trascinare al ballo. Ciò non toglie che il sound avesse raggiunto l'apice di sofisticazione. Il gruppo funzionava come un complesso apparato i cui ingranaggi erano perfettamente assemblati, la chitarra di Ricky Wilson accordata alla batteria di Keith Strickland, le armonie mantriche, hawaiane e gregoriane di Kate Pierson e Cindy Wilson accordate agli interventi umoristici di Fred Schneider.
L'incontro con il nevrotico Byrne, in occasione dell'EP Mesopotamia (Warner Bros, 1982), ebbe l'effetto di deprimere il gruppo, che si irrigidì improvvisamente in un sound freddo e disumano, dove l'umorismo degli esordi si faceva prendere da concettose ambizioni di funk etno-elettronico (Mesopotamia, Throw That Beat In The Garbage Can).
Dopo un tiepido Whammy (Warner Bros, 1983), con Whammy Kiss e Trism, ma dominato da fiacche cantilene come Legal Tender e Song For A Future Generation (non a caso scelte come singoli), la morte di Wilson per AIDS (nell'ottobre 1985, a solista 32 anni), che con Strickland suonava ormai tutti gli strumenti, pose di fatto fine all'epoca d'oro del gruppo.
Schneider aveva già inciso il suo primo album solista, Shake Society (WB, 1984).
Quando finalmente uscì, Bouncing Off The Satellites (Warner Bros, 1986) dimostrò la crisi creativa del gruppo con pallide imitazioni degli anni '60 come Summer Of Love e She Brakes For Rainbows.
Proprio quando sembrava venuta l'ora di seppellire la sigla, il gruppo resuscitò miracolosamente con Cosmic Thing (Reprise, 1989), album destinato a diventare il loro best-seller. Vi figurano la loro canzone più accattivante dai tempi di Rock Lobster, e cioè Love Shack, nonchè l'orecchiabile Roam, uno show personale di Pierson, e la ballad Deadbeat Club. Il trucco sta nel rimpiazzare il fascino dei ritmi al fascino dei vocalizzi (qui ridotti a una minestrina insipida di "whoops" pellerossa e cori da "cheerleader").
Reduci dal trionfo artistico e commerciale di Cosmic Thing, ma, privati anche di Cindy Wilson, i B-52's (ovvero Strickland, Pierson e Schneider) approdano a Good Stuff (Reprise, 1992), che è tutto fuorchè una speculazione sul successo del precedente. L'atmosfera esuberante da party perenne che regnava sovrana su Cosmic Thing cede il posto a un amaro spleen esistenziale che stende un velo onirico sulla brillantezza del sound e contrasta "brechtianamente" con l'assunto nonsense della loro musica. La ballata Revolution Earth e l'ode hare-krishna Dreamland nascono da questa ebbrezza tarpata. Fanno eccezione i brani più funky, la title-track (continuazione di Roam in forma di dialogo fra i due cantanti), la scenetta comica di Hot Pants Explosion e Tell It Like It I-I-Is, che sono di nuovo all'insegna del puro divertimento.
Purtroppo Schneider tenta di nuovo la carriera solista con un altro orrendo disco, Just Fred (Reprise, 1996), nonostante lo spreco di grandi complessi d'accompagnamento come Six Finger Satellite e Shadowy Men On A Shadowy Planet.
Se i B-52's sono sempre stati un complesso insolito, per la prevalenza dei cantanti (tre) sugli strumentisti (due), adesso l'equazione è completamente sbilanciata, con due cantanti, Kate Pierson e Fred Schneider, e uno strumentista, Keith Strickland (sempre più alla chitarra).
Pierson, in particolare, è ormai una virtuosa del vocalizzo onomatopeico. La sua influenza sul canto femminile è cresciuta nel tempo. Pierson ha inventato uno stile che sostanzialmente è quello della corista ma portato in primo piano, a far da cantante principale. Il suo è pertanto un canto quasi tutto di contrappunto, e quasi sempre ironico. Il suo registro, inoltre, è infantile e amatoriale, l'antitesi della cantante virtuosa, ma si prende delle libertà che sono invece di un'audacia armonica con pochi rivali. Nel complesso quest'arte vocale di contrasti, di contraddizioni, di gesti stranianti, ha inventato una "terza" via al vocalismo femminile: né il gorgheggio aulico, né il canto confessionale, ma una sorta di novelty in contropiede, imprevedibile, fantasiosa, eccentrica.
I B-52's ebbero il grande merito di inventare una forma di rock cerebrale che speculava sulla sintassi della musica da ballo utilizzandone i segni linguistici a fini semiotici.
Nude On The Moon (Warner Bros, 2002) è un'ampia antologia doppio disco.
Funplex (Astralwerks, 2008) è stato un mediocre album di reunion, con Eyes Wide Open.
Dallo stesso anno in poi si fanno chiamare B-52s anzichè B-52's.
Keith Strickland si è sposato con un uomo nel 1996 e si è ritirato presto dal mondo della musica.
Fred Schneider (anch'egli apertamente gay) ha formato i Superions nel 2006, che hanno pubblicato gli EP Superions (2010) e Batbaby (2011), e l'album Destination... Christmas! (Fanatic, 2010).
Kate Pierson divenne proprietaria di un motel a New York (nel 2003), sposò una donna nel 2015 (con cui aveva una relazione decennale) e pubblicò il suo primo album da solista, Guitars and Microphones (2015), all'età di 67 anni.
Cynthia Wilson pubblicò gli EP Sunrise (2016), Supernatural (2017) e Second Sight (2015), oltre che gli album Change (2017) e Realms (2023).
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