- Dalla pagina sui Bathory di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli svedesi Bathory, la creatura del polistrumentista Thomas “Quorthon” Forsberg (1966), inaugurarono il black metal scandinavo. Traendo ispirazione dai Venom, egli scatenò l'aggressivo attacco deliberatamente crudo e feroce di Bathory (1984) e The Return (1985), ma fu con il terzo album, Under the Sign of the Black Mark (1987), che già aveva virato verso tempi più lenti e freschi, e pregno di sonorità evocative, a chiusura della trilogia "satanica" che aprì di fatto una nuova fase con la brutale seppur maestosa Enter the Eternal Fire, dalla durata di quasi sette minuti.
Dopo l'album di transizione Blood Fire Death (1988), i Bathory coniarono uno stile genuinamente "nordico", con l'epico tour de force marziale, mitologico e pagano del concept Hammerheart (1990), strutturato come una sequenza di lunghe suite solenni e opprimenti.
Divennero anche più lunghe e tragiche (ma ora sul filo dell'auto-parodia) su Twilight of the Gods (1991).
Drac Melik scrive:
La morte per arresto cardiaco di Quorthon, avvenuta nel 2004, quando aveva 38 anni, ha decretato la fine del progetto.
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