- Dalla pagina sui Chrome di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
I Chrome, formati dal tastierista Damon Edge e dal chitarrista Helios Creed, furono la band space-rock per eccellenza, intrisa sia di cultura hippy che di new wave, con un tocco di art-rock. Le esplorazioni chitarristiche sovrumane di Creed e le visioni fantascientifiche di Edge unirono i Grateful Dead e Todd Rundgren in Visitation (1976) e nell'opera rock Alien Soundtracks (1977), che rappresentano il canto del cigno dell'acid-rock di San Francisco e il manifesto della new wave, mentre Half Machine Lip Moves (1979) sviluppò la psichedelia verso i massacri sonori di Stooges e MC5, pur riconoscendo gli incubi percussivi dei Neu e le implosioni industriali dei Throbbing Gristle. Ogni pezzo si trasformava in un'onda d'urto terrificante, una tempestosa, tribale e iperdistorta lastra di apocalisse morale.
Bio:
Quando i Chrome si formano, nel 1976 per iniziativa del tastierista Damon Edge
(Tom Wisse), sono una delle tante garage-band di
San Francisco dedite con dieci anni di ritardo alla psichedelia dilatata,
esotica e rumoristica che aveva preso piede da quelle parti.
Visitation (Siren, 1976) è un disco di space-rock imbottito di tarda ideologia hippie. Da un lato il quartetto indulge in atmosfere horror-fantascientifiche, e dall'altra indulge in percussioni tribali Ma alla fine rimane soprattutto la sensazione di aver ascoltato un disco di musicisti che sono cresciuti con i dischi di Grateful Dead, Todd Rundgren, etc.
L'ingresso del chitarrista Barry "Helios Creed" Johnson cambiò radicalmente il sound.
Creed non faceva mistero della sua personalità hippie: la esagerava al
massimo. L'opera rock fantascientifica Alien Soundtracks (Siren, 1978),
concepita originariamente come colonna sonora di un film porno,
dimostra soprattutto un umore (non solo un sound) diverso: quello
goliardico dei "freaks" lisergici. Alcuni brani (Magnetic Dwarf Reptile)
manifestano l'ambizione di sperimentare nuove strutture musicali che richiamano
sia Frank Zappa sia il kraut-rock.
E' un po' il canto del cigno della civiltà hippie californiana.
Il gruppo si libera delle pastoie storiche su
Half Machine Lip Moves (Siren, 1979 -
Noiseville, 2009), un album di musica violenta
e demenziale, suonata a tutto volume. La chitarra scudiscia riff distorti
di hard-rock alla MC5 o Stooges, che le tastiere avvolgono in miasmi
elettronici degni della musica industriale dei Throbbing Gristle mentre la
sezione ritmica incalza con nevrosi apocalittiche alla Neu.
I brani condividono un'atmosfera feroce e velenosa, ma anche visionaria.
L'onda d'urto è spesso spaventosa, traumatizzante: la bonorietà dell'acid-rock
è stata definitivamente accantonata.
Le dissonanze sgorgano a fiotti, a conati, a scariche, sgradevoli e tempestose.
Gli strumenti si danno battaglia invece che omaggiarsi a vicenda, e spesso
con un'intensità parossistica.
La discontinuità diventa parte integrante dell'unità dei brani,
e i brani spesso assomigliano a uragani di suoni sconnessi piuttosto che alle
tradizionali canzoni.
Il loro incedere è pantagruelico, apocalittico, grottesco, in un
crogiolo di
nebulose ronzanti di elettronica, riff Hendrixiani di psichedelia selvaggia,
percussionismi tribali di cerimoniali occulti.
Il garage-rock cosmico di TV Eyes, Abstract Nympho
e March Of The Chrome Police è tanto epico quanto sgraziato.
Quello di You've Been Duplicated è puro rumore stridente a
ritmo frenetico che interpreta l'efferata violenza psicologica della civiltà
industriale.
La barbarie e la brutalità dell'opera culminano nell'isteria martellante di
Zombie Warfare, sei minuti strumentali trainati da
riff epilettici in una serie
di cataclismi sonori in cascata.
Questa danza ipnotica e cacofonica, questo delirio nervino, costituisce
l'ideale manifesto estetico del gruppo.
L'avanzata trionfale delle tribù aliene è coronata dalla cadenza
pesante, cingolata e androide di Mondo Anthem, dalla quale erompe
un getto magmatico di scintille e di segnali radio intermittenti all'insegna
del caos e della devastazione totali. Lo scenario di macerie del
dopo-Apocalisse è affrescato in Half Machine Lip Moves, canto solenne
di un'umanità mostruosa segregata in catacombe industriali, folla di
Frankenstein dementi gementi in gironi tecnologico-infernali.
Al confronto persino le metropoli in rovina dei film di Carpenter fanno
la figura di paradisi terrestri.
Quello dei Chrome è un suono che "sballa" per overdose di rumor
bellico: armate telecomandate, colonne corazzate, fuochi di sbarramento.
Edge e Creed portarono quelle intuizioni alle logiche conseguenze sull'EP
Read Only Memory (Siren, 1980), usando soltanto l'elettronica
ed eliminano del tutto
canto e melodia.
I due brani dell'EP sono mucchi informi di suoni repellenti,
rumori metallici,
pulsazioni galattiche,
scrosci di intermittenze,
segnali extra-terrestri,
loop di disturbi radio.
I Am The Jaw
sembra un collage di
rifiuti di sala di registrazione trasformato in simbolo
della civiltà post-industriale.
Al tempo stesso, l'assenza della chitarra infernale di Creed rende il
sound più tranquillo e sereno, surreale, quasi fiabesco
(You Can't See Them).
Subito dopo il duo si trasferisce in Europa e, con i singoli New Age (1980) e In A Dream (1981), perde improvvisamente di consistenza, entrando nello stadio di musica sperimentale da salotto, di elettro-kitsch da discoteca, e stemperando l'assalto sonoro con una filosofia aliena a ritmo ballabile che ricorda pericolosamente quella dei Devo. Gli ultimi sinistri residui della detonazione Chrome saranno Perfumed Metal, quintessenza dell'heavymetal amfetaminico dei Chrome, e il singolo Anorexic Sacrifice/ Beacons To The Eye (1982).
Red Exposure (Siren, 1980) ripiegò su un synth-pop molto più banale, mentre Blood On The Moon (Siren, 1981), registrato con una tradizionale formazione a quattro, tentò di rivendere il loro sound alle masse dell'heavy-metal. Creed continuava a raffinare la sua arte chitarristica, ma le canzoni non gli consentivano grandi voli di fantasia. Meglio forse l'EP Inworlds (Siren, 1981), che contiene Danger Zone, altrettanto accessibile ma se non altro elegante. 3rd From The Sun (Siren, 1982), ultimo album con Creed, annovera gli otto minuti di Armageddon.
Una volta perso Creed, la sorgente vulcanica di quell'arroventato chitarrismo, i Chrome si adageranno in un rock psichedelico di retroguardia. Into The Eyes Of The Zombie King (Mosquito, 1984) sancirà la transizione a un gotico ballabile e contemplativo che sta a metà strada fra dark-punk, new age e synth-pop.
No Humans Allowed (Siren, 1982) e Raining Milk (1983) sono antologie. Chronicles (1984) e Chronicles 2 (1988) raccolgono inediti fra cui due lunghe improvvisazioni, rispettivamente Wings Born in the Night e Beacons to the Eye.
Nella seconda parte del decennio, Edge spargerà album in giro per l'Europa (cinque a suo nome e otto a nome Chrome) senza aggiungere nulla al programma ormai statico della sua fanta-elettronica.
Nei casi migliori le epopee fantascientifiche e fanta-horror dei Chrome sono incubi orrendi di rumori meccanici e voci distorte di un'intensità sonora senza eguali, che proiettano visioni spaventose del futuro robotico. Nei casi peggiori si adagiano in un ibrido di space-rock alla Hawkwind e metronomie da discoteca.
Chromosome Damage (1981) fu un bootleg dal vivo che divenne un album ufficiale nel 1986.
I Chrome di Damon Edge continuarono a esistere attraverso Another World (1985), un altro mix di Kraftwerk e Billy Idol (Loving Lovely Lover), Dreaming in Sequence (1986), che offre più o meno le stesse cose (emblematica la polka aliena The Venusien Dance), Eternity (1986), che contiene tre pezzi lunghi, come la dance industriale di sedici minuti Eternity (troppo lunga per quello che fa), l'EP One Million Eyes (1988), che contiene tre pezzi insoliti, in particolare il lo-fi, distorto e tribale di 14 minuti Looking at You (il suo viaggio più "acido", come i Public Image Ltd che riprendono i Grateful Dead), Alien Soundtracks II (1988), con un'altra lunga esplorazione fantascientifica gotica, i sedici minuti di The Stars of Ours (molto più astratto di Eternity), Liquid Forest (1990), un album di canzoni synth-rock più semplici (estremamente noiose), forse un tentativo di sell-out commerciale, Mission of the Entranced (1990), che contiene solo due composizioni lunghe un lato, We Are Not Haunted e Misson of the Entranced (entrambe infantili e selvaggiamente autoindulgenti), e The Clairaudient Syndrome (1994), dedicato principalmente al collage sonoro di 42 minuti Clairaudient Syndrome (che sembra come se Edge avesse semplicemente incollato insieme una serie di canzoni incompiute). Questi ultimi tre album segnano il suo punto più basso dal punto di vista artistico.
Confusamente, nello stesso periodo Damon Edge pubblicò album solisti che spesso presentavano gli stessi membri della band: Alliance (1985), semplicemente una continuazione della sua musica dance guidata dal synth con sfumature gotiche a metà strada tra Joy Division e Sisters Of Mercy (I'm a Gentleman è in realtà migliore della maggior parte di ciò che quell'incarnazione dei Chrome ha prodotto, e il brano di tredici minuti Coming at La Mer to a World Left Behind è un "viaggio" psichedelico spettrale), The Wind Is Talking (1985), che contiene la danza satanica Exploring You e il paesaggio sonoro elettronico sci-fi di The Wind Is Talking of Planets of Seas and Sun (dodici minuti), Grand Visions (1986), con la litania atmosferica di The Android Stroll, e il finalmente "umano" The Surreal Rock (1987), il suo lavoro che si adatta maggiormente alla categoria dei "cantautori", nonostante lo strumentale sci-fi funky The Sight to Sea (nove minuti), che suona come i Raybeats per la pista da ballo.
Damon Edge è stato trovato morto nel 1995 nel suo appartamento di Redondo Beach (al momento del ritrovamento era morto già da un mese), a 45 anni, ed Helios Creed ha riformato i Chrome con gli arrangiamenti elettronici di Tommy Cyborg e la sezione ritmica affidata a John e Hilary Stench, ha assemblato l’antologia in 3-CD Chrome Box (Cleopatra, 1996) e ha pubblicato il mini-album Third Seed From The Bud (Man's Ruin, 1996), le cui jam Third Seed From The Bud e Old Time Fuck And Roll e specialmente la distorta vertigine di Monkey Shines, riportano alla mente Half Machine Lip Moves.
La ripresa è confermata da Retro Transmission (Cleopatra, 1997), un imponente ritorno in forma di Creed e compagni.
Il gruppo sonda la stessa spazzatura cosmica che bazzicava nei primi anni ‘80 e i suoi macchinari deformi animano Artificial Human, Phobeus, Chili Con Carnage e More Space. E, per estremo contrasto, l’album si eleva nell’ambient gotico della suite Mithras. La chitarra galattica di Creed e i ritmi folli dei Chrome sono di nuovo riuniti.
Tidal Forces (Man's Ruin, 1998) è tipico della discontinua carriera di Creed. Dragon Slaer suona come i primi Chrome, ma la maggior parte dei brani sembrano scarti degli album precedenti.
Creed riprende la sua carriera solista con il singolo Abducted/ Leaving (Man's Ruin, 1997).
Il suo nuovo album, Activated Condition (Man's Ruin, 1998), è leggermente meglio, benché Frustration, Blood Mantra, Nugg The Transport e l’imponente Spacefirewater mettano in mostra la solita pecca di eccessiva tortuosità di Creed.
Musicalmente parlando, Creed è sempre stato la metà migliore dei Chrome, ma d’altra parte, Edge è stato l’unico uomo capace di controllare il caotico flusso di idee di Creed. Senza freni Creed è tanto pericoloso quanto Fidel Castro che tiene un discorso a Cuba. La scomparsa di Edge ha portato vantaggi e svantaggi: ha restituito il meglio e il peggio dei Chrome.
Angel Of The Clouds (2001 - King Of Spades, 2014) era composto da materiale lasciato incompiuto da Edge, rivisto e arrangiato da Creed, tra cui Take It for Me One Time, della durata di 14 minuti.
Ghost Machine (2002) abbraccia un'ampia gamma di stili, dai paesaggi sonori astratti alle canzoncine synth-pop, e suona come degli esperimenti bedroom di un solitario studente universitario.
On the Dark Side of the Sun (2003), accreditato nuovamente come album solista di Creed, fu uno sforzo più mirato, con 14 brevi pezzi, con il sinistro voodoobilly fantascientifico di Space Sexy, il rave-up chitarristico di The Probe, la ballata grunge-pop acida di Trailer Park Zombies, le visioni gothic metal di Agoraphobia e The Machine, il rockabilly selvaggio di The Eagle, il rave-up psicotico in stile Butthole Surfers di Cruisin' The K, il boogie southern in stile ZZ Top di Evildevilmonster e alcuni numeri acustici stranamente folk come Lady Deville.
Questo è stato un album di gran lunga migliore di qualsiasi altro album accreditato ai Chrome in più di un decennio.
Half Machine from the Sun (2013) raccoglie rarità dei Chrome del 1979-80.
Feel It Like A Scientist (2014), il primo album in dodici anni accreditato ai Chrome, è stato registrato da una formazione completamente nuova: la cantante Anne Dromeda, il chitarrista Keith Thompson, il batterista Aleph Omega, i bassisti Lux Vibratus (dei Farflung) e Steve “Trash” Fishman, e il tastierista Tommy Grenas (anche lui dei Farflung).
Creed era semplicemente il produttore, che architetta il danno di Cyberchondria e il suono modernizzato di Himalayanelimination.
Il mini-album Techromancy (2017) presentava imitazioni scadenti del loro sound classico (Black Diamond suona come Zombie Warfare interpretato da una band del liceo) ed effetti sonori banali (Sex Pocket Meister). Tears in Space ha il miglior assolo di chitarra. Entrambi gli album non valevano certo la pena di resuscitare il marchio Chrome.
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