- Dalla pagina sui Clean di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
I Clean furono formati da quattro musicisti che sarebbero rimasti tra i più influenti della loro generazione: il cantante David Kilgour, il batterista Hamish Kilgour, il chitarrista Peter Gutteridge e il bassista Robert Scott. La produzione della loro prima incarnazione comprendeva una manciata di canzoni: il singolo Tally Ho (1981), due EP, i magnifici Boodle Boodle Boodle (1981) e Great Sounds Great (1982), e l'ultimo, aggressivo singolo, Getting Older. Il quartetto si abbandonava a un punk-pop eccentrico, come se i Buzzcocks stessero rivisitando Syd Barrett e i Velvet Underground. L'idea era semplice, ma del resto tutte le rivoluzioni iniziano da un'idea semplice.
Bio:
I Clean, formati nel 1978 a Dunedin, sono uno dei complessi più
emblematici della scena rigorosamente indipendente degli anni '80 in New
Zealand. La loro musica non era ostica come quella di altri complessi
underground, anzi era classificabile come pop, ma era prodotta con mezzi
umili e distribuita praticamente soltanto fra amici. Questo metodo artigianale
diede ai Clean la forza morale per diventare un punto di riferimento
per migliaia di altri gruppi in giro per il mondo.
La formazione che li impose aveva Peter Gutteridge alla prima chitarra, Robert Scott al basso (ex Electric Blood, per i quali aveva scritto She Was Only The Engineer's Daughter e Don't Ring Us We'll Ring You), Hamish Kilgour alla batteria e suo fratello David alla seconda chitarra e al canto.
La loro carriera discografica iniziò
nel 1981 con il singolo Tally Ho (destinato a rimanere forse il loro
capolavoro) e con l'EP Boodle Boodle Boodle (Flying Nun, 1981),
entrambi registrati a casa di Chris Knox dei Tall
Dwarfs.
La musica era influenzata da Syd Barrett (Sad-Eyed Lady),
dai Buzzcocks (Billy Two) e dai
Velvet Underground (Point That Thing Somewhere Else).
Seguirono un altro EP, Great Sounds Great (Flying Nun, 1982),
e il singolo
Getting Older (di gran lunga il brano più aggressivo della loro
carriera).
Nonostante questi e altri (Beatnik, Anything Could Happen)
gioiellini pop, i Clean si sciolsero quasi subito.
Il loro repertorio, in seguito riassunto su Compilation (Flying Nun, 1986), consta pertanto di
una dozzina di canzoni. Quel modesto canzoniere è però ricco di intimismo
e di realismo. Le loro timide cantilene pop facevano ampio ricorso al
"fuzz" ed erano spesso suonate con lo spirito di una colonna sonora di
Walt Disney.
Le strade dei protagonisti si separarono. Scott formò i Bats e Gutteridge si unì ai neonati
Chills.I fratelli Kilgour divennero i Great Unwashed e pubblicarono l'album Clean Out Of Our Minds (Flying Nun, 1983), una raccolta di canzoni sperimentali che avevano soltanto una vaga somiglianza con quelle dei Clean, meno melodiche e più atmosferiche. Gutteridge tornò in tempo per registrare l'EP Singles (Flying Nun, 1984), su cui figurano due gemme come Born In The Wrong Time (di Gutteridge) e Neck Of The Woods (di David Kilgour). Proprio quando avevano introdotto Ross Humphries al basso, i Great Unwashed si sciolsero.
Hamish Kilgour e Humphries diedero vita ai
Bailter Space.
Per dar libero sfogo
alle sue libidini pop, David Kilgour formò invece nel 1987 gli Stephen, dei quali uscì l'anno dopo l'EP
Dumb.
Gutteridge a sua volta aveva ripreso la sua carriera vagabonda, prima formando gli
Snapper (EP del 1989), con Christine Voice all'organo e Dominic Stones alla chitarra, e poi aiutando i
Puddle di George Henderson.
Ogni tanto i Clean si riformavano, ma soltanto nel 1990, quando la fama postuma del gruppo aveva raggiunto l'apice, in pieno boom del folkpop neozelandese, venne finalmente pubblicato il loro primo album, Vehicle (Rough Trade, 1990). Le canzoni conservano la lettera dei primi Clean, ma non lo spirito, che è adesso molto più conscio del proprio essere "di moda". Affettato e aristocratico, il sound "indipendente" di Dunes e Drawing To A Hole è tanto ambizioso quanto quello delle produzioni AOR. Le spigliate Big Cat e Diamond Shine sono umili "ditties" per party di liceali, mentre Home e I Can See sono "ballads" per stanze da letto di liceali.
L'essenza melodica del sound dei Clean si ritrova anche sul primo e ottimo album solista di David Kilgour, Here Comes The Cars (Flying Nun, 1992), con Spins You Around e Fine, seguito da Sugar Mouth (Flaying Nun, 1994), con Crazy, Fallaway e 1987, e dalla (pessima) raccolta retrospettiva di First Steps And False Alarms (Ajax, 1995). The Heavy Eights (Flying Nun, 1997) è forse l'album che più si avvicina alla magia dei Clean, grazie a un pugno di canzoni preziose (Diggin' For Gold, Round The Bend, My One, Locked In Blue), allo struggente strumentale Tumbalin e a una lunga Chop Me In 1/2 che fa tornare in mente i Jefferson Airplane.
Hamish Kilgour, ormai stabilitosi a Boston e licenziato dai Bailter Space, ha formato invece con sua moglie Lisa "Seagul" Siegel i Mad Scene, dei quali nel 1992 è uscito il singolo Falling Over Spilling Over (Homestead), seguito l'anno dopo dall'album A Trip Thru Monsterland (Flying Nun, 1993). Il loro è un pop altrettanto vario ed eclettico di quello dei Bailter Space, con tracce velatissime di Velvet Underground (Paper Plane, Bee, Whole World). Il metodo giunge a perfezione con il singolo Balloon. Sealight (Merge, 1995) è equamente spartito fra i due coniugi, con lui motivato da istanze quasi socialiste (My Dreams Are Losing Their Teeth, Marching Song) e lei a crogiolarsi nella sua personalita` falsamente infantile (Spilled Oranges, Birthday Party, Transatlantic Telephone Conversation). Il bassista Robert Vickers scrive però la canzone migliore, Here Goes Nothing.
Il singolo Late Last Night (Dark Beloved Night) e l'album Modern Rock (Flying Nun, 1994 - Summershine, 1995) segnano l'atteso ritorno dei Clean, riformatisi nonostante le distanze geografiche. Mentre Vehicle era rimasto fedele al pop immacolato degli esordi, il secondo disco presenta i Clean in vesti molto più moderne.
Il mini-album Chinese Honey (Merge, 1996) segnava un miglioramento per i Mad Scene, sia in termini di atmosfera (Big Setup, Waiting For The Rain) sia in termini di melodia (I Met You In My Dreams, di Siegel), ma mancavano di profondità.
I Mad Scene possono inventare intriganti tracce noise-pop che prendono liberamente in prestito dalla psichedelia degli anni '60 e dalla new wave degli anni '80.
Laddove gli album precedenti erano surreali e rilassati, questo è quasi minaccioso. La band, ora trasferitasi a New York, potrebbe aver iniziato una nuova carriera sotto l'ala dell'avanguardia newyorkese.
I Clean non erano scomparsi. Di tanto in tanto, tornavano con nuovi album che sembravano spuntare all'improvviso.
Unknown Country (Flying Nun, 1997) potrebbe essere il miglior album di sempre dei Clean. Le strane canzoni pop si concentravano sulla tensione e sull'esecuzione caratteristici del rock psichedelico, anche se Champagne & Misery rimane vicino al canone dei Clean, Wipe Me I'm Lucky sperimenta timidamente, e Wall Walk è deformato come la colonna sonora di un cartone animato. Per rendere il tutto più piccante, il trio realizza anche pezzi strumentali di world-music (Balkans).
Getaway (Merge, 2001) celebra invece un'inutile reunion con un inutile album che, nella migliore delle ipotesi (E Motel, Aho), riporta alla mente ricordi nostalgici della nascita del lo-fi pop e, nel peggiore dei casi (ovvero quasi tutto il resto) dimostra che il pop lo-fi, dopo tutto, era un po' sopravvalutato. Stars e Alpine Madness non riescono a resuscitare l'acid-rock di San Francisco, anche se si sforzano molto, con distorsioni e armonie simili a mantra.
Pochi mesi dopo che i Clean avevano pubblicato il loro quarto album, Kilgour pubblicò il suo lavoro solista A Feather in the Engine (Merge, 2001), che è agevolmente il migliore tra i due, nonostante sia molto più umile, pieno di canzoni dream-pop come The Perfect Watch e Wooden Shed. L'inno gioioso di Today Is Gonna Be Mine, il mantra ipnotico di I Lost My Train e la trance esotica di I Caught You si collocano tra i suoi capolavori.
The Anthology (Merge, 2003) è un riassunto in due CD della loro carriera, inclusi i primi singoli ed EP.
Frozen Orange (Merge, 2004), di Kilgour, coadiuvato dalla maggior parte dei Lambchop, è un tentativo molto meno riuscito di ringiovanire il suo stile personale.
La trascendenza di Feather è scomparsa: anche le migliori canzoni (Living In Space, The Waltz) hanno un sentimento molto più modesto e casalingo.
Quella sensazione diventava quasi senile su The Far Now (Merge, 2007).
Mister Pop (2009) dei Clean ha sperimentato stili diversi, ma nella migliore delle ipotesi suonava nel migliore dei casi amatoriale.
I Mad Scene si sono riformati per Blip (Siltbreeze, 2012), il loro primo album in quasi vent'anni.
Hamish Kilgour è morto a dicembre del 2022, all'età di 65 anni.
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