- Dalla pagina sui Duran Duran di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Il romanticismo, il futurismo e la danzabilità dei primi gruppi "elettronici" del rock britannico, Roxy Music e Ultravox, vennero esasperati in direzione della discoteca e dell'elettronica dai Duran Duran, nei panni non del dandy decadente o dell'androide disumanizzato, ma dei bardi sentimentali e metafisici. I membri originali erano John Taylor (Birmingham, 1960), Nick Rhodes (Birmingham, 1962), Roger Taylor (Birmingham, 1960), Simon LeBon (Bushey, 1958) ed Andy Taylor (Tynemouth, 1961).
Al tempo stesso il gruppo intuì il potere suggestivo dei video-clip e conferì un'importanza cruciale all'aspetto visivo. Il cantante Simon LeBon divenne così un fenomeno di fanatismo adolescenziale.

Se l'album di debutto, Duran Duran (Harvest, 1981), non ha molto senso al di là del culto, nel pathos di Planet Earth e nell'orecchiabile Girls On Film, i Duran Duran diedero però forse il meglio della corrente; mentre le canzoni di Rio (Harvest, 1982), apice del loro manierismo e del loro melodismo, in particolare Save a Prayer e The Chauffeur, nonche' il singolo Is There Something I Should Know (1983), sfruttarono meccanicamente la trovata di un ritmo sincopato, di ritornelli orecchiabili e di decorazioni elettroniche che era molto adatto per i balli più decadenti e sofisticati. In questo senso Hungry Like The Wolf rimane la canzone più esemplare del loro stile, e Rio la loro composizione più lambiccata. La produzione si era fatta vigorosa e assordante. I poliritmi elettromeccanici, il canto altisonante e le tastiere atmosferiche rappresentarono per un po' lo standard di riferimento per i gruppi del genere.

Dopo l'orrendo Seven And The Ragged Tiger (Capitol, 1983), e i successi colossali di Reflex, New Moon On Monday e Union Of The Snake (brani meno melodici ma arrangiati in maniera più futuribile e cantati in maniera più melodrammatica), il gruppo si spezzò in due: Andy e John Taylor (chitarra e basso) formarono i Power Station con Robert Palmer al canto; gli altri gli Arcadia.

Dal live Arena (1984) venne tratto il nuovo hit, The Wild Boys, che perfezionò il clichè con un tocco esistenziale. A esso seguirono il "theme song" per la colonna sonora di A View To A Kill (1985) e l'album Notorious (Capitol, 1986), che segnò l'ingresso di Warren Cuccurullo (ex accompagnatore di Frank Zappa) alla chitarra e comprendeva l'omonimo hit.
Il gruppo si era ridotto a un quartetto (John Taylor, Nick Rhodes e Simon Le Bon più Cuccurullo) per Big Thing (Capitol, 1988) e Liberty (Capitol, 1990), il primo al massimo mediocre (Do You Believe In Shame e Palomino), il secondo più patetico che orrendo.

Decade (EMI, 1989) raccoglie i successi.

Il gruppo tornerà con Duran Duran (Capitol, 1993), noto anche come The Wedding Album, un'infame accozzaglia di imitazioni (Madonna in None Of The Above, George Michael in Come Undone, Prince in Shelter) contenente l'hit Ordinary World, e con Thank You (Captiol, 1995), una raccolta di cover. Verranno anche denunciati per una versione non autorizzata di Cavern dei Liquid Liquid col titolo cambiato in White Lines.

Medazzaland (Capitol, 1997), senza il bassista e membro fondatore John Taylor, e con il tastierista Nick Rhodes al posto di comando, fa perno sul singolo Electric Barbarella e annovera anche l'orecchiabile Big Bang Generation. I Duran Duran si sono adeguati ai tempi, come dimostra So Long Suicide, un brano alla Oasis.


(Tradotto da Grungy Izius, modificato da Stefano Iardella)

Greatest (EMI, 1998) contiene la hit Ordinary World, tratta dal Wedding Album del 1993, rivelatasi il loro maggior successo. Warren Cuccurullo ha poi lasciato il gruppo per riformare la sua band precedente, i Missing Persons.

Pop Trash (Hollywood, 2000) è uno dei peggiori album mai pubblicati.

Red Carpet Massacre (Epic, 2007) è un vano tentativo di aggiornare un sound ormai obsoleto.

La seconda vita dei Duran Duran ha preso avvio quando le nuove generazioni hanno cominciato a rivisitare gli anni ‘80.
All You Need Is Now (Tapemodern/Allido, 2011) è pertanto il loro modo di ricordare a tutti che sono arrivati per primi, attraverso una quantità di copie carbone (Too Bad You’re So Beautiful, The Man Who Stole A Leopard, Runway Runaway).


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