- Dalla pagina sugli Einstürzende Neubauten di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli Einstürzende Neubauten furono la voce principale della musica alternativa tedesca degli anni '80, colmando il divario tra il progressive rock degli anni '70, la musica industrial dei Throbbing Gristle, il punk rock degli Swell Maps e qualcosa (molto atonale, molto caotico, molto non-musicale, al tempo stesso austero e sovversivo) che non aveva ancora un nome.
La cantante e chitarrista Blixa Bargeld (Christian Emmerich) e i percussionisti Mufti F.M. Einheit (Frank Strauss) e N.U. Unruh (Andrew Chudy) crearono un teatro vivente di autodistruzione. I loro spettacoli dal vivo erano rituali pagani che sacrificavano strumenti e persone alla loro angoscia totemica.
L'atmosfera claustrofobica di Kollaps (1981) si basava su un sinistro assortimento di suoni aspri (oggetti trovati, cadenze industriali, voci psicotiche, chitarre distorte), ma ciò nonostante raggiungeva un pathos lirico.
Zeichnungen des Patienten OT (1983), il loro capolavoro, era un collage espressionista ambientato in una landa desolata spirituale. Il loro orrore cacofonico era sincero e interiore. Quello era un punto di non ritorno.
Solo lo psicodramma Fuenf auf der nach oben offenen Richterskala (1987) si avvicinò di nuovo a quell'intensità maniacale e suicida. La loro arte, fatta di silenzio tanto quanto di suono, fatta di "gesti" tanto quanto di "armonia", era più strettamente imparentata con il teatro di Samuel Beckett che con il rock'n'roll di Berry.
Bio:
Gli Einstürzende Neubauten hanno dato vita, con lodevole coerenza, a uno dei
programmi eversivi più suggestivi e austeri degli anni '80.
Massimi esponenti dell'avanguardia rock di Berlino, si sono posti alla testa del movimento mondiale di "modernismo primitivista" che esplora le forme più audaci di suoni facendo uso dei mezzi più umili. Il carisma del gruppo è in gran parte il carisma di Blixa Bargeld (Christian Emmerich), il cantante e chitarrista che suona anche con Nick Cave ed è da dieci anni una delle presenze più inquietanti dell'underground internazionale. A Mufti F.M. Einheit (Frank Strauss) e N.U. Unruh (Andrew Chudy) va il merito di assecondare la sua pazzia con le loro trovate rumoristiche.
I loro dischi vivono di temi ossessivi, che sfociano quasi sempre in parabole di autodistruzione, di oppressione sociale, di emarginazione, di inibizione, e quasi mai nel pathos lirico che è invece stato la tradizionale valvola di sfogo del rock teatrale (dei Doors e dei Velvet Underground, per esempio). Sono ibridi di dramma espressionista, di piece dadaista e di poesia decadente, che appartengono alla musica in maniera un po' casuale, per via di un intrinseco bisogno di comunicare al buio, senza movimento e senza immagini. Da ciò ha anche origine la necessità di espandere lo spettro tonale del suono, ricorrendo a una strumentazione eterodossa.
Con gli Einstürzende Neubauten il rock tedesco si liberava delle pastoie della musica cosmica e dei suoi surrogati, pur senza rinunciare al connotato di mostruosità e terrorismo che la contraddistingueva fin dalle origini. Bargeld assurgeva a teorico del nichilismo aristocratico e del primitivismo barbaro che impregnano il loro sound. Discendenti diretti dei grandi drammaturghi espressionisti, contaminati dalla civiltà teatrale degli happening, dalla pop-art e dalla psicanalisi degli istinti primordiali, Bargeld e compagni allestivano spettacoli che erano grottesche celebrazioni della degradazione umana nell'habitat moderno.
La loro arte appartiene in effetti più al teatro che alla musica. La provocazione, la forza d'urto, l'estremismo con cui l'ensemble aggredisce il pubblico non sono facilmente trasferibili su disco: come rendere in suoni la scena di un batterista (o supposto tale) che perfora il palco con un martello pneumatico?
Protagonisti dell'"Untergang Show" del 1980, in un ex-mattatoio divenuto poi il punto di riferimento della nuova avanguardia, e del Festival Atonale del 1982, gli Einstürzende Neubauten si misero in luce per la violenza feroce delle loro esibizioni pubbliche, vere e proprie celebrazioni pagane che univano una ferocia eversiva a un tetro nichilismo e che la stampa associò talvolta alle imprese terroristiche della banda Baader-Meinhof. Costruendo i propri strumenti con rifiuti della società industriale (barili di petrolio, cemento, condotti d'aria condizionata, vetri, radio, plastica, persino carne), si affermarono come i bardi dell'apocalisse post-industriale.
I primi lavori, il singolo Fuer Den Untergang del 1980, la cui Stahlversion è orchestrata per acciaio delle sospensioni di un ponte, il doppio singolo Schwarz (Zick Zack), la cui title-track era una sorta di lied espressionista accompagnato soltanto da rumori sordi mentre Kalte Sterne conservava un minimo di filo conduttore, si situavano già fra gli esperimenti più radicali della musica tedesca, rock e non.
The early recordings were later compiled on Kalte Sterne (Mute, 2004), including a lengthy piece with Lydia Lunch, Thirsty Dog.
L'album Kollaps (Zick Zack, 1981) meglio definì le loro coordinate stilistiche. Immerse in atmosfere claustrofobiche, spogliate di arrangiamenti, marchiate da cadenze metallurgiche e vocalizzi psicotici, contrappuntate da martelli pneumatici e seghe, con un penchant per le sonorità aspramente metalliche e un'abilità unica nel produrre rumori sgradevoli, le loro composizioni si perdevano in un limbo di irrazionalità "post-Cageana". In Tanz Debil c'è poco più di una recitazione altamente emotiva e tempestose cadenze industriali. Steh Auf Berlin si apre con un martello pneumatico e continua con un'accozzaglia di percussioni metalliche, di distorsioni e di deliranti declamazioni. Il loro anthem filosofico si intitola Negativ Nein ed è recitazione dal tono nazista su un battito che assomiglia a bollicine d'acqua: poco di musicale, molto di emotivo. Abstieg & Zerfall è altrettanto spoglio di arrangiamenti. U-Haft Muzak continua il processo di annullamento della musica, riducendo la "canzone" a un battito amorfo e a grida indecifrabili. Hoeren Mit Schmerzen sembra un gruppo di bambini annoiati che pestano sugli utensili di cucina. Quell'insano voodoobilly mediorientale di Kollaps si protrae per otto minuti senza variazioni come un rituale di auto-flagellazione. Alla formazione si era intanto aggiunto il bassista Marc Chung. I frammenti non sono meno suggestivi, per esempio Sehnsucht, un minuto in crescendo di pianoforte minimalista contro accordi marziali di chitarra e una recitazione disperata. Secoli di armonia e contrappunto vengono rinnegati in questi esercizi di pura "messa in scena" del canto.
Zeichnungen des Patienten OT (Some Bizarre, 1983), che rimane
probabilmente il loro capolavoro, è un collage
espressionista che ricorda i pastiche dei Negativland e dei
rumoristi americani, ma che affonda in una desolazione spirituale assai più terminale.
Battiti sordi,
cacofonie disarticolate, vocalizzi demoniaci (in Falschgeld e Herrscher i più spastici),
esotismi stranianti (Styropor), dissonanze insistite (Vanadium e Genaue Zeit i
concerti più radicali), tempeste ritmiche (Abfackeln) e soprattutto l'uso ad oltranza di strumenti
"casalinghi" conferiscono al suono un senso macabro e inquietante di vuoto e di terrore.
Armenia, cinque minuti di horror dentro una stasi ipnotica che abbraccia
incubo, trip lisergico e mantra, e altri interminabili caleidoscopi di allucinazioni contrassegnano una delle
depressioni psichiche più profonde del rock e aprono le porte alla nuova generazione di sciamani
elettronici, tanto lontani dal sensazionalismo "cosmico" quanto dal tribalismo "nero", ma ancora più
agghiaccianti.
Nel frattempo Alexander Hacke suonava negli Sprung Aus Den Wolken di Dub & Die (1981 - Klanggalerie, 2009).
Dopo i fasti di Zeichnungen des Patienten OT, che era servito un po' da
summa e puntualizzazione della prima parte della loro carriera, e che aveva omologato il chitarrista
Alexander Hacke e il bassista Marc Chung come membri a pieno titolo, gli Einstürzende Neubauten
composero un altro dei loro drammi espressionisti,
Halber Mensch (Some Bizarre, 1985), ma questa volta moderato da un
recupero della forma-canzone e soprattutto da ammiccamenti alla dance-music.
Partendo da una tensione spasmodica nel madrigale a cappella della title track,
che riprende i contrappunti ossessivi della musica vocale d'avanguardia (Berio, Stockhausen, Penderecki),
il disco approda a un'atmosfera più incandescente ma meno freudiana nel
voodoobilly industriale di Yu-gung e nel ballabile funky di ZNS.
Le partiture strumentali tornano ai livelli mostruosi di cacofonia brada
soltanto nel lied mefistofelico di Der Tod ist ein Dandy.
Fuenf auf der nach oben offenen Richterskala (1987) è
invece uno dei loro più tetri e insondabili psicodramma.
I perni attorno a cui ruota questo colossale atto di contrizione,
Zerstorte Zelle e Stadte, sono pezzi che appartengono più
al teatro che alla musica, brani
recitati in delirio estatico da Bargeld su un tappeto di dissonanze casuali che verso la fine si animano di
apoteosi orrende (vagiti disperati, una presenza più febbrile dell'elettronica, colpi stordenti di oggetti
metallici). E' la prassi dei primi, funerei Swans portata all'esasperazione di tensione nervosa.
In Keine Schonheit è spettacolare come il gruppo riesca a creare un
senso di silenzio, di attesa snervante, di eventi che devono succedere e non succedono mai (un po' alla
Beckett), come le dissonanze e il coro di dannati d'Oltretomba attraverso un lentissimo crescendo
finiscano per coagulare in un blues degli inferi. L'armonia di Ich Bin's è praticamente soltanto
un intreccio di cadenze: lo strimpellio velocissimo della chitarra (quasi un sufi), la frase ripetuta in
maniera meccanica dal coro, i rumori di pressa in sottofondo, il tripudio di campanelli e triangoli che
subentra più avanti, in frenetico crescendo; e il canto di Bargeld ha la funzione di tenere tutto insieme, di
trasformare quel coacervo di ritmi inorganici in un flusso di coscienza.
L'album presenta comunque un volto più umano dei precedenti, grazie a un
tentativo di sfruttare quegli stessi accorgimenti "teatrali" in strutture più coesive. Kein
Bestandteil, per esempio, scenografa il racconto del suo con accordi sparsi e colpi sordi e suoni
caotici, ma riesce a far integrare invece che collassare i suoi elementi. Mo Di Mi Do Fr Sa So è
poi degno di un lied del cabaret "brechtiano", con tanto di sezione d'archi, recitazione enfatica, un piano
martellante, un violino e una marcetta che ricordano persino l'"Histoire Du Soldat" di Stravinsky in
versione industriale.
Fuenf è in definitiva una delle loro opere più austere e più profonde,
ma anche una delle meno musicali; una mostra di nature morte.
Il tentativo di normalizzare il sound in direzione della forma-canzone continua su Haus der Luege (Some Bizarre, 1989), album forse troppo programmatico, ma ricco di spunti suggestivi. In particolare la suite "concreta" in tre movimenti Fiat Lux, dall'inizio pregno di spirito religioso al crescendo percussivo del finale passando per un silenzio di vuoti galattici, come se il complesso volesse assorbire e amalgamare tutte le esperienze del rock tedesco degli ultimi vent'anni. Il resto è spartito fra vignette melodiche per anime cadaveriche perse in dedali del male: l'incalzante colossal robotico alla Kraftwerk di Feurio, il sabba tribale di Schwindel, e la ballata decadente, vagamente Roxy Musix, della title-track, tutte idee, naturalmente, sfigurate dalla loro estetica del rumore metallico.
Dopo le musiche per il teatro di Die Hamletmaschine (Rough Trade, 1991)
e gli EP Interim (Mute) e Malediction (Mute, 1993),
uscì il sesto album, Tabula Rasa (Mute, 1993).
Con l'unica eccezione della suite Headcleaner, un inno alla palingenesi che
riporta ai climi anarchici degli esordi, si tratta di un'opera un po' distratta che non è all'altezza del loro
passato. E` comunque il meno caotico dei loro lavori, quello più organico, suonato da un gruppo e non da
un insieme di individualità.
Se il ballabile alla Nine Inch Nails di Die Interimsliebenden recupera la
leadership storica del movimento industriale, e la canzone Blume (cantata, anzi bisbigliata, da
Anita Lane, in un'atmosfera ultra-decadente) può finalmente comunicare a un pubblico più ampio
l'estetica del gruppo, brani come Sie, incalzante fantasia catastrofica che ripercorre la storia di
Berlino dalla creazione all'inferno, o Wueste ("deserto"), orchestrata in maniera quasi
"ambientale", o la più cacofonica 12305, assomigliano a mostri meccanici che non fanno più
paura. Il quintetto composto da Unruh, Chung, Hacke, Einheit e Bargeld rimane comunque uno degli
ensemble più talentuosi del mondo.
Bargeld, oltra a continuare la sua attività nel gruppo di Nick Cave, ha pubblicato Auftragsmusik (Ego, 1995), che raccoglie musiche su commissione.
Il percussionista Einheit, oltre ad aver accompagnato Diamanda Galas, è anche attivo con gli Stein. In proprio ha composto le musiche per un Prometheus e un Lear (entrambe raccolte su Ego nel 1993), e per una libera trascrizione dell'Inferno di Dante, Radio Inferno (Ego, 1993), sempre all'insegna del collage dadaista più disorganico; e con Caspar Brotzmann ha registrato Merry Christmas (Our Choice, 1995), meno casuale ma non meno sperimentale. Anche Alexander Hacke ha composto musica per film, raccolta su Filmarbeiten (Our Choice, 1995).
Strategies against architecture I, II, III (2001) sono tre antologie che racchiudono tutta la carriera della band tedesca.
Vanno annoverate anche due registrazioni di Blixa Bargeld: il componimento tetrale Commissioned Music e la colonna sonora Recycled.
Gli Einstürzende Neubauten tornarono sulla scena dopo tre anni di assenza con una colonna sonora per un lavoro teatrale, intitolato
Faustmusik (Mute, 1996); e con l'album Ende Neu (Mute, 1996), il loro album meno riuscito fino ad allora.
Tuttavia fu registrato senza l'apporto di Einheit e Chung, quindi era di fatto una band del tutto nuova, la quale proponeva anche un sound differente.
Il pezzo Was Ist Ist trasforma la loro intensità demoniaca e voodoista in una canzone dance ben costruita, tanto da poterla accostare aduna classica hit del synth-pop.
Il pezzo Stella Maris è una serenata che fa un largo uso di chitarra, basso, drums e sezione d'archi, che prende in prestito la melodia da una filastrocca.
La frenetica danza metal Installation n.1 non è molto originale. Ende Neu sembra una parafrasi di Games Without Frontiers di Peter Gabriel.
L'album sostanzialmente fa centro soltanto una volta: l'ossessivo esorcismo corale anti-machine degli 11 minuti di NNNAAAMMM si trasforma lentamente in una danza guidata dagli applausi e poi, a metà strada, apre una finestra sui loro primi anni cacofonici. L'insistente linea di basso alla Talking Heads riprende e ipnotizza la traccia in uno shuffle funky alla Soft Cell.
Nel frattempo Einheit aveva composto la colonna sonora dance Sensation Death (Invisible , 1997).
La band (che includeva adess le new entry Jochen Arbeit e Rudi Moser) risorge con Silence Is Sexy (Rough Trade, 2000). L'edizione originale conteneva una traccia bonus di 18 minuti, Pelikano, in cui Bargeld recita una poesia su uno sfondo rumoroso.
Berlin Babylon (Our Choice, 2001) è una colonna sonora mediocre per un documentario sulla città di Berlino.
Perpetuum Mobile (Mute, 2004) ci mostra come dei vecchi terroristi possano trasformarsi in filosofi gentiluomini, e come l'antica ferocia viscerale si sia trasformata in una sottile magnificenza.
I canti funerali (Ich Gehe Jetzt, Ein Leichtes Leises Sauseln) e gli spasmi nevrotici (Ein Seltnener Vogel, Selbstportrait mit Kater) compongono una tetra, talvolta illusoria, meditazione zombie sullo stato del mondo piuttosto che un attacco frontale alla società capitalistica.
Nondimeno, le dinamiche convolute e le trame irregolari dei 14 minuti del viaggio interiore di Perpetuum Mobike, ci indicano una continuità essenziale tra le varie fasi dell'attivismo del gruppo.
L'apocalisse è stata posticipata , ma la sepoltura è già in corso.
Alexander Hacke ha pubblicato l'album solista Sanctuary (2005), con ospiti come Andrew Chudy, Foetus, David Yow dei Jesus Lizard, Vinnie Signorelli degli Unsane e Caspar Brötzmann.
Il progetto intitolato "Musterhaus" consiste in diversi album autoprodotti, per lo più di bassissima qualità artistica (al limite della fregatura commerciale): Anarchitektur (2005), Unglaublicher Lärm (2005), Grundstück (2005), Solo Bassfeder (2005), Redux Orchestra vs. Einstuerzende Neubauten (2006).
C'è poco da lodare su Alles Wieder Offen (Potomak, 2007)degli Einstuerzende Neubauten. Alcuni brani mettono in mostra la loro creatività ritmica industriale (Let's Do It A Dada, Die Wellen, Unvollstaendigkeit) ma troppi brani sono rilassati, ritiri senili nella scrittura di canzoni confessionali.
The Jewels (2008) suona come occasionale musica di intellettuali in pensione.
Alva Noto e Blixa Bargeld hanno collaborato all'EP di 18 minuti Ret Marut Handshake (2009) e al full-length Mimikry (2010).
Dopo una pausa di dieci anni, gli Einstürzende Neubauten sono tornati con Lament (2014), una sorta di opera rock sulla prima guerra mondiale (originariamente rappresentata in Belgio in occasione del centenario della Grande Guerra). Al rumore caotico di Kriegsmaschinerie fa seguito l'inno britannico cantato in tedesco (Hymnen), seguito dal synth-pop industriale di The Willy-Nicky Telegrams in stile anni '80, seguita dalla recitazione banale su poliritmi ipnotici degli undici-minuti di Der 1. Weltkrieg (Percussion Version), seguita da diversi episodi non musicali.
Lament- 1. Lament è semplicemente un canto corale ascendente che prosegue nel ronzio dell'artiglieria di Lament- 2. Abwartsspirale che prosegue nel triste adagio da camera di Lament- 3. Pater Pecavi; e questo trittico è il momento più musicale dell'album. Ma il momento più commovente è forse la ballata spettrale How Did I Die, nonostante un grandioso finale orchestrale che rovina l'intera atmosfera.
Tutto il resto è semplicemente imbarazzante.
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