- Dalla pagina su Everything But The Girl & Tracey Thorn di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Ben Watt e Tracey Thorn cominciarono le loro carriere in umiltà durante gli anni '80. Cantautori emarginati che tenevano alta la fiaccola di del folkpop esistenziale di Nick Drake, finirono in realtà per trovare negli Everything But The Girl il veicolo ideale per arrivare alle grandi masse bisognose di musica intima e rilassante.

Watt era stato un cantautore crepuscolare, che, dopo il singolo Can't (Cherry Red, 1981), aveva fatto notizia per l'EP Summer Into Winter (Cherry Red, 1982), contenente un'Aquamarine eseguita in coppia con Robert Wyatt.
North Marine Dive (CherryRed, 1983), accompagnato soltanto da un sassofono, aveva scodellato una serie di ballate malinconiche e rarefatte (On Box Hill, la title-track) che resuscitavano proprio il surrealismo claustrofobico di Drake (da cui venne tratto il singolo Some Things Don't Matter).

Anche Thorn aveva esordito come cantautrice, con lo spartano mini-album A Distant Shore (Cherry Red, 1982), per sola chitarra acustica e canto, in cui dava il suo autoritratto di Small Town Girl e cantava i tipici dilemmi adolescenziali, quando era membra delle Marine Girls, un gruppo di ragazze che, sulla scia delle Raincoats, ma in maniera molto più naif e quasi complessata, e con strumenti soltanto acustici, proponeva un folkrock aggiornato alla sensibilità della new wave.
Le loro Holiday Song e soprattutto He Got The Girl di Beach Party (Whaam, 1981) sono canzoni arrangiate malissimo, ma ciò nonostante liricamente perse nella purezza contemplatitiva del microcosmo adolescenziale. Il singolo On My Mind e Don't Come Back (da Lazy Ways del 1983), facevano intravedere anche le capacità di cui riluce il singolo pallidissimo Plain Sailing.

I due si unirono (in tutti i sensi) e formarono gli Everything But The Girl, sigla con la quale presero a suonare un un folk sempre più sofisticato, che assorbiva con disinvoltura soul, jazz e folk latino e che si concentrava sulle emozioni più tenere e semplici, un po' l'esatto opposto del punkrock e del synthpop in voga all'epoca. Non a caso il loro primo singolo, nel 1982, fu una cover di Cole Porter (Night And Day).

Ma, dopo un altro singolo, Each And Everyone, da Eden (Blanco Y Negro, 1984), lungo gli stessi binari, canzoncine come When All's Well, Heaven Help Me e Ugly Little Dreams, su Love Not Money (1985), puntarono decisamente verso il popsoul da classifica.

Baby The Stars Shine Bright (1986) li impose con un sound professionale. Come On Home, Don't Leave Me Behind e le altre ballad del disco sono addirittura arrangiate con l'orchestra sinfonica.

Idlewind (Sire, 1988) coniò di fatto quello che sarebbe rimasto il loro stile classico, quello di Love Is Here Where I Live, Apron Strings e These Early Days, che è poi un compromesso fra l'armonia scheletrica degli esordi e il sound lambiccato dell'album precedente.

La progressione del duo verso un sound sempre più commerciale e sempre più soffice culminò con Language Of Life (Atlantic, 1990). Il duo erige armonie sensuali sulle eleganti ma semplici fondamenta del disco precedente (Driving, Take Me). Ma è significativo il fatto che il successo arrida soltanto alle cover.

Old Friends e Twin Cities tengono a galla Worldwide (Atlantic, 1991), ma il duo ha ormai esaurito le proprie risorse. Il romanticismo di Thorn (Understanding, British Summertime) è più stucchevole di quello di Petula Clark.

Un grande successo di pubblico viene invece tributato a Amplified Heart (Atlantic, 1994), le cui ballad introspettive (soprattutto Missing, nel vecchio stile del Philly-soul che diventerà il loro massimo successo, e We Walk The Same Line) ricordano i Fleetwood Mac. Denunando un sound che era forse troppo sontuosamente arrangiato, il duo approda a un formato al tempo stesso più personale e più atmosferico.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il duo era stato pioniere delle atmosfere malinconiche preferite dalla generazione emergente del trip-hop e non si è lasciato sfuggire l'occasione.
Walking Wounded (Atlantic, 1996) segna un audace aggiornamento al formato elettronico, combinando melodia pop e ritmo drum'n'bass (Before Today, Wrong), ma i momenti più intimi (The Heart Remains A Child, Single, Walking Wounded) sono ancora più adatte alla tenue voce del cantante.

Il duo trasferì poi quella stessa malinconia dalla drum'n'bass alla techno/house con Temperamental (Atlantic, 1999). La pulsante Five Fathoms è l'unico vero successo nel nuovo genere, mentre Blame and Compression punta spudoratamente a un appeal crossover con una base drum'n'bass. Temperamental, Low Tide of the Night, Lullaby of Clubland, Downhill Racer sono le espressioni più intime dell'animo dell'artista. Grazie a un sottile strato di jazz, No Difference e Hatfield 1980 funzionano come ponti con il passato.

Patient (1997), di Ben Watt, documenta la malattia che gli aveva quasi tolto la vita.

Le ambizioni da disc-jockey di Ben Watt sono fuori luogo nell'album mix Lazy Dog (2000), attribuito a se stesso, nell'album mix Back To Mine (Ultra, 2001), accreditato agli Everything But The Girl (e che contiene brani di Juan Atkins, Carl Craig, Roots, Beth Orton, ecc., in un ambizioso tentativo di unire i generi più disparati), e nell'album mix Lazy Dog Vol 2 (Astralwerks, 2002), attribuito a se stesso e a Jay Hannan.

L'album solista della Thorn, Out Of The Woods (2007) conteneva il synth-pop caraibico di Raise The Roof e It's All True, che evocavano gli Eurythmics a distanza di vent'anni.
D'altra parte, Love And Its Opposite (2010) della Thorn, che contiene Hormones, aggiorna il suono morbido e morboso degli Everything But The Girl al pop-soul del nuovo decennio a eccezione dei ritmi dance, e lo riporta all'originale stile fold del suo A Distant Shore.

Dopo un album di canzoni natalizie, Tinsel and Lights (2012), Tracey Thorn è tornata con Record (2018), che contiene singoli noiosi come Queen e Sister così come la canzone di rottura Face.

Dopo due decenni, Ben Watt e Tracey Thorn hanno resuscitato gli Everything But the Girl nel 2022 e poco dopo hanno pubblicato Fuse (2023), primo album di nuovi brani in 24 anni.


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