- Dalla pagina sugli Ex di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli anarchici olandesi Ex, formati dal chitarrista Terrie Ex e dal cantante Sok, avevano iniziato con la vena militante dei Crass, ma avrebbero continuato a migliorare la qualità dei loro baccanali cacofonici e incoerenti attraverso album sempre più impegnativi come Blueprints For A Blackout (1983), Joggers & Smoggers (1989), Instant (1995), forse il loro capolavoro, e Starters Alternators (1998).
Bio:
Gli Ex rappresentano la continuazione di una tradizione anarchica che data dal
'68.
Quello dell'EP All Corpses Smell The Same (1979) e degli album
Disturbing Domestic Peace (Verrecords, 1980 - Ex, 1994)
e History Is What's Happening (More DPM, 1982) è un
punkrock tanto irruente quanto dissonante, e fortemente politicizzato, che si
ispira a Crass, Mekons e Gang Of Four.
I singoli
All Corpses Smell the Same (1980)
New Horizons In Retailing (1980)
Weapons For El Salvador (1981)
Villa Zuid Moet Blijven (1981)
e soprattutto
Gonna Rob The Spermbank (1983)
sono ancor più feroci, sarcastici e militanti.
L'EP Dignity Of Labour (VGZ, 1983) rimane un classico dell'agitprop (le canzoni, registrate in mezzo alle rovine di una fabbrica, descrivono come questa venne chiusa lasciando gli operai senza lavoro), ma soprattutto impiega per la prima volta una struttura aperta, con frequenti dilatazioni free-jazz e cacofonie gratuite.
Il cupissimo Tumult (FAI, 1983) si ispira all'hardcore americano, ma pochi brani (Island Race, Bouquet Of Barbet Wire, Fear) hanno la carica necessaria.
Enough Is Enough (1984) e Destroy Fascism (1987) sono gli anthem che escono su singolo.
I due doppi Blueprints For A Blackout (Pig Brother, 1983), forte di arrangiamenti molto più eclettici (e del nuovo bassista Luc), e l'inferiore Too Many Cowboys (Mordam, 1987). sono i più vari e i più ambiziosi, manifesti del loro metodo caotico e cacofonico.
Molti dei loro dischi sono analogamente diretti a una causa ben precisa, come l'antimilitarista Pokkeherrie (Pockabilly, 1985), il primo con la furibonda batterista Katrin/ Katherina, che contiene lo psicodramma Soviet Threat.
Il mediocre Aural Guerrilla (Homestead, 1988) e il nuovo doppio Joggers & Smoggers (Ex, 1989), fitto di collaboratori e di strumenti non rock, un lavoro confuso e disastrato che sembra improvvisato in studio, prestano se non altro più attenzione ai metodi di registrazione moderni.
Tra il 1991 e il 1992 gli Ex pubblicarono sei singoli, che diedero inizio a una nuova fase della loro carriera, più chiaramente jazz e meno punk.
Il nuovo corso si spiega da sé nelle due collaborazioni con il violoncellista Tom Cora, Scrabbling At The Lock (RecRec, 1991) e And The Weathermen Shrug Their Shoulders (First Puppet, 1993). Gli album non sono certo opera del genio degli Ex, poiché ammorbidiscono l'atteggiamento aggressivo della band e suonano quasi folk.
Il chitarrista scozzese Andy Moor dei Dog Faced Hermans si unì agli Ex nel 1994, ma fondò i Kletka Red poco dopo.
Han Buhrs si unì per Mudbird Shivers (RecRec, 1995), e la sua voce influenzata da Captain Beefheart diede agli Ex un nuovo sound. Non sorprende che Thunderstruck Blues e Hunt Hat suonino come se Beefheart fosse il frontman dei tardi Pere Ubu o del Pop Group.
Il doppio album Instant (Ex, 1995), probabilmente il loro capolavoro, vede la partecipazione di ospiti illustri, principalmente provenienti dalla scena jazz (tra cui il leggendario batterista Han Bennink) e aumenta, se possibile, il grado di casualità delle loro canzoni. Di tanto in tanto si sentono echi dell'Art Ensemble Of Chicago (Danse Maudit), della musica da camera d'avanguardia (Baars vs KArekiet), di Fred Frith (Knic Knack & Zoom), di Captain Beefheart (Ret Roper) e di Frank Zappa dell'era Weasels (If The Hat Fits The Suit).
Starters Alternators (Touch & Go, 1998) rappresenta una svolta importante nella carriera degli Ex. Mentre l'enfatico sermone in stile Fall di Frenzy, il dissonante baccanale in stile Beefheart di Let's Panic Later e il blues demenziale e saltellante di Two Struck By The Moon (arricchito da scratch di chitarra) non fanno altro che riproporre con maggiore sicurezza la loro arte, diversi brani dalla struttura vaga si rifanno agli esperimenti caotici del passato per creare una nuova forma d'arte.
Superficialmente, IOU è un banale esercizio di recitazione psicodrammatica, ma in realtà fonde gli elementi ritmici dei Modern Lovers e dei Talking Heads in modo tutt'altro che banale. Il brano strumentale Wildebeest è pura e semplice tensione psicologica sotto forma di ritmo collettivo e paradossale.
Mother (cantata da Katrin, la batterista) è ingannevolmente infantile, mentre il suo primitivismo percussivo nasconde un madrigale solenne filtrato attraverso gli Art Bears.
Certo, non c'è molta musica in "canzoni" come Art Of Losing, che non sono cantate e sono suonate in tono sommesso, ma sono dei lieder sottili nella tradizione di Nick Cave e Jim Morrison: voci inquietanti su un sottofondo inquietante di jam strumentali libere. Se Lump Sum Insomnia è troppo teatrale, altrove la band mostra la consumata abilità degli artisti di musichall che si sono trasferiti al teatro dell'opera della città.
Dizzy Spells (Touch & Go, 2001) è forse un po' troppo artistico per il gusto di farlo. Gli Ex suonano spesso come punk invecchiati (Town Of Stone, Burnsome) che ancora inveiscono ma senza veleno. Si prendono anche troppo sul serio. A parte il tono circense di Nobodies' Dream, i brani trasudano presunzione. È vero che gli Ex coniano la loro versione del blues (Walt's Dizzyland), del rap (Time Flies, Fistful Of Feed) e del folk (Little Atlas Heavyweight) e sperimentano innumerevoli stili, ma ben poco suona di nuovo ed entusiasmante. Segnano un paio di punti con il boogie demenziale di Haydays e il pow-wow ubriaco di Karaoke Blackout.
Ex Orkest (2001) è un esperimento di big band dal vivo che amplia la formazione degli Ex con 20 musicisti (cantanti, trombettisti, percussionisti, trombonisti, sassofonisti, bassisti e il direttore d'orchestra Hamish McKeich).
Turn (Touch & Go, 2004) è un calderone infernale di testi agit-prop, dissonanze chitarristiche al vetriolo, ritmi brutali e fragorosi e rumori freeform esplosivi (Listen to the Painters, l'esplosivo Theme from Konono). Questa volta, ci sono anche passaggi strumentali torbidi (evidenziati dal contrabbasso di Rozemarie, il nuovo membro) e intermezzi quasi rap. La cattiva notizia è che hanno rallentato considerevolmente. Ai vecchi tempi, questo doppio disco sarebbe stato un EP.
Catch My Shoe (Ex, 2010), il primo album degli Ex in sei anni e il primo senza Sok, vede la partecipazione del cantante e chitarrista Arnold DeBoer.
Addis (Fishtank, 2011) documenta una collaborazione tra il clarinettista Xavier Charles e Terrie Ex.
Y'Anbessaw Tezeta (Terp, 2012) degli Ex vede la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui il sassofonista tenore 76enne Getatchew Mekuria.
I chitarristi degli Ex, Terrie Ex e Andy Moor, si sono uniti a Paal Nilssen-Love (batteria) e Ken Vandermark (sassofono tenore e clarinetto in Si) per Live At Cafe Oto (settembre 2011), accreditato ai Lean Left.
Gored Gored (Terp, 2013) documenta un'improvvisazione tra il batterista Paal Nilssen-Love e il chitarrista Terrie Ex.
Gli Ex hanno collaborato con i Brass Unbound, ovvero il quartetto di ance formato da Mats Gustafsson (sassofono baritono), Ken Vandermark (sassofoni e clarinetto), Wolter Wierbos (trombone) e Roy Paci (tromba), per Enormous Door (2013).
Live At Area Sismica (settembre 2012) documenta una collaborazione dei chitarristi degli Ex Terrie Ex e Andy Moor con il batterista Paal Nilssen-love e il sassofonista Ken Vandermark.
Experiments With A Leaf (ottobre 2013) documenta le improvvisazioni dal vivo in una cattedrale di John Butcher e del chitarrista degli Ex Andy Moor.
Il doppio disco At Bimhuis (1991-2015) raccoglie 25 anni di esibizioni dal vivo, con la partecipazione di giganti del jazz come Han Bennink, Ab Baars, Mats Gustafsson, Ken Vandermark, Peter Evans, John Butcher, Steve Beresford, ecc.
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