- Dalla pagina sugli Eyeless In Gaza di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli Eyeless In Gaza furono uno dei gruppi più originali e "diversi" della
tarda new wave britannica.
La formazione assomigliava a quella dei Suicide,
essendo formata dal cantante Martyn Bates (1960) e dal tastierista elettronico Peter Becker, ma il
sound era tutt'altro, trattandosi di pop crepuscolare
eseguito con un vasto arsenale di strumenti acustici, elettrici ed elettronici
e cantato con tono melodrammatico.
Martyn Bates aveva già fatto parte dei Migraine, un gruppo minore del
progressive-rock.
Fin da Photographs As Memories (Cherry Red, 1980)
e Caught In Fire (Cherry Red, 1981) quello stile si prestava per abbozzare intriganti
sottofondi strumentali, ma veniva penalizzato dal canto.
L'anno successivo videro la luce il loro peggior disco, Pale
Hands (Uniton, 1982), e quello che rimane forse un punto basso più decoroso,
Drumming The Beating Heart (Cherry Red, 1982), con la sentimentale
One By One e Lights Of April.
Il vertice degli arrangiamenti si trovò forse su
Rust Red September (Cherry Red, 1983) che, potendosi avvelere di un cantante degno di tale nome, sarebbe stato se non altro un buon disco di soft pop.
L'avventura ebbe termine con Back From The Rains (Cherry Red, 1986).
Il meglio della loro produzione, in particolare i singoli, verrà raccolto su Voice (1996).
Nonostante il fallimento critico e commerciale dell'operazione, Bates, che
si era già cimentato all'EP Letters Written (Cherry Red, 1982),
destinato a rimanere il vertice della sua opera (First And Last February, Later War Cries),
tornò sulle scene con una serie di album solisti, tutti contrassegnati da
rara pochezza artistica: se The Return Of The Quiet (Cherry Red, 1987)
tentò di irrobustire il suo pop-soul con una sezione d'archi e una batteria,
Love Smashed On A Rock (Integrity, 1989) e il minialbum
Port Of Stormy Lights (Sordide Sentimentale)
dimostrarono soltanto la
sua smisurata ambizione, del tutto sproporzionata ai mezzi disponibili, e quello rimarrà il tema della sua carriera,
dal più corposo
Letters To A Scattered Family (Antler Subway, 1989)
fino all'imbarazzante tentativo di
musicare poesie di Joyce su Chamber Music 1 (Sub Rosa, 1994) e
Chamber Music II (Sub Rosa, 1996).
Nei panni di un Peter Hammill da
baraccone di fiera, Bates continuò a propinare una malinconia acuta senza suffragarla con testi, melodie o
armonie adeguate.
La carriera di Bates ha quasi sempre esibito un difetto di fondo: puntare
molto sulla melodia, pur avendo egli pochissimo talento melodico.
Alcune delle idee che ebbe come compositore e arrangiatore erano quanto meno
originali, ma la realizzazione fu quasi sempre di qualità sub-amatoriale.
La fine degli anni Novanta fu un periodo molto prolifico per Martyn Bates. Le quattro lunghe Murder Ballads (Musica Maxima Magnetica), con accompagnamento di Mick Harris (Napalm Death, Scorn), Mystery Seas (A-Scale, 1995), seconda parte di Letters Written, Imagination Feels Like Poison (A-Scale, 1997), e Dance Of Hours (NDN, 2001), terza parte di Letters Written, si sovrappongono agli album dei nuovi Eyeless In Gaza: Fabulous Library (Orchid, 1993), Saw You In Reminding Pictures (A-Scale, 1994), con Streets I Ran, Bitter Apples (A-Scale, 1995), con Guide This Night e To Cry Mercy, All Under the Leaves, the Leaves of Life (A-Scale, 1996) e Song Of The Beautiful Wanton (Soleilmoon, 2000), con The Lovely Wanton; che, per quanto noiosi e ripetitivi, suonano in realtà molto meglio dei primi.
Folk arcaico, magico e psichedelico sulla scia dell'Incredible String Band.
Bates trova persino il tempo di unire le forze con un certo Alan Trench e lanciare un nuovo progetto, Twelve Thousand Days, i cui album In The Garden of Wild Stars (Musica Maxima Magnetica, 2000) e The Devil In The Grain (Trisol, 2001) segnano una svolta verso il folk gotico.
Plague of Years (Sub Rosa, 2006) è una retrospettiva della carriera degli Eyeless In Gaza.
Your Jeweled Footsteps (Sub Rosa, 2006) è una retrospettiva della carriera di Martyn Bates.
Gli Eyeless In Gaza sono tornati con Summer Salt & Subway Sun (Ambivalent Scale, 2006), un confuso riassunto degli stili che hanno vandalizzato durante la loro carriera.
Martyn Bates è invece tornato con To A Child Dancing In The Wind (Transgredient, 2006), una collaborazione con Troum.
I Twelve Thousand Days sono tornati con From The Walled Garden (Shining Day, 2006).
Come spesso accade, la quantità era totalmente sproporzionata rispetto alla qualità.
Si trattava per lo più di ascoltare le stesse tre canzoni mediocri, ripetute più e più volte con titoli diversi.
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