- Dalla pagina sui James di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

I James, provenienti da Manchester, furono fra i protagonisti della rinascita del pop in Gran Bretagna.
I singoli del 1985, What's The World/ Fire So Close/ Folklore e Hymns For A Village/ If Things Were Perfect, raccolti nell'EP Village Fire (Factory), e quello del gennaio 1986, Chain Mail, li avevano presentati nelle vesti di folksinger lievemente eccentrici, figli bastardi della ballata folk che però tentavano di rinnovarla usando armonie meno scontate.

Stutter (Sire, 1986) pervenne a un folk-rock che era al tempo stesso suonato in maniera semi-acustica e in maniera insolitamente aggressiva (So Many Ways la migliore, seguita da Skullduggery e Just Hip).

Quell'intuizione venne abbandonata del tutto da Strip-Mine (Sire, 1988), che invece puntò a una palese ricopiatura del sound degli Smiths (Yaho, Sit Down e What For). Tim Booth mise i panni di un Morrissey più virile e Larry Gott quelli di un Marr più lirico, e il disco vendette a catinelle (in Gran Bretagna).

Gold Mother (Fontana, 1990) presentò un complesso di nuovo cambiato. La formazione era salita a sette elementi e i brani si erano allungati fino a lambire il pompose progressive-rock dei primi Genesis, ma conservando le inflessioni folk-rock dei Waterboys. La title-track e Lose Control continuarono la serie delle ballate facili, ma il gruppo apriva anche al ballabile (Come Home) e al Brit-pop (How Was It For You). L'album li catapultò finalmente nelle classifiche di vendita.

Insistendo sul versante ballabile, i James si inventarono la millesima carriera con Seven (Fontana, 1992), forte di Born Of Frustration (liberamente ispirata a Don't You Forget About Me dei Simple Minds) e Sound.

Laid (Mercury, 1993) ripiegò sul disco-pop degli U2 (Sometimes) e su un generico pop d'atmosfera.

Ormai agli sgoccioli, incalzati dall'ondata del Brit-pop, i James diedero con Wah Wah (Mercury, 1994) il loro lavoro sperimentale, una raccolta di ventitrè piccole improvvisazioni che si avvale della collaborazione di Brian Eno, con la dichiarata ambizione di coniare un pop ambientale. Tomorrow è la canzone più orecchiabile.

Tipico gruppo "materasso" del pop britannico, i James hanno suonato di tutto senza mai suonare nulla in particolare.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Whiplash (Mercury, 1997) fu un lavoro di transizione, abbastanza peculiare nel provare quasi ogni moda che incombeva sulla scena musicale britannica (trip hop, drum'n'bass, dub, hip hop) e nel sostituire l'orchestrazione con l'emozione.

Millionaires (Mercury, 1999) era meno confuso ma non meno genericamente mainstream.

Pleased To Meet You (Mercury, 2001) riportò in vita Brian Eno e produsse un tipo di dance-pop meno indecente (Space, Falling Down).

Hey Ma (2008) offrì più del loro pop lussureggiante in un'epoca in cui gli arrangiamenti lussureggianti non erano più una novità.

I mini-album The Night Before (2010) e The Morning After (2010) rappresentano i due lati di James: quello pop ampolloso e quello intimo e introspettivo. Hanno dimostrato l'abilità drammatica della band ma hanno aggiunto molto poco al canone principale delle sue canzoni.


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