- Dalla pagina su Bill Laswell di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Nel corso di tre decenni, Bill Laswell ha dimostrato di essere uno dei musicisti più prolifici, influenti e innovativi della fine del 20° secolo. La sua carriera abbraccia almeno tre generi musicali (rock, jazz, funk e dub) e innumerevoli ensemble. Il suo primo progetto, i Material, con Fred Maher alla batteria e Michael Beinhorn alle tastiere elettroniche, era uno spin-off della band di Daevid Allen. Il loro Memory Serves (1981), con Fred Frith, Sonny Sharrock alla chitarra, Billy Bang al violino, George Lewis al trombone e Henry Threadgill al sax, documentò l'idea di Laswell di un'austera fusion tra funk e jazz. I Materiale si concentrarono sul "groove" con One Down (1982), Laswell e Maher registrarono anche sotto il nome di Massacre, ma il loro Killing Time (giugno 1981) era un po' troppo cerebrale. D'altro canto, il primo album solista di Laswell, Baselines (1983), raggiunse un suono effervescente che rappresentava la sintesi di 20 anni di esperimenti crossover, dalle big band di Frank Zappa alle combo etno-funk di David Byrne. L'EP Praxis (1984) fu un fantasioso lavoro "lo-fi", con Laswell che duellava con una drum-machine. Laswell è stato uno dei pochi musicisti rock ad avere un ruolo rilevante nella storia della musica jazz, grazie alle sue collaborazioni con Herbie Hancock e alla sua permanenza nei Last Exit (Sonny Sharrock, Peter Brotzmann, Ronald Shannon Jackson). Un nuovo focus emerse con il suo secondo album solista, Hear No Evil (1988), con L Shankar al violino, Zakir Hussain alle percussioni e Nicky Skopelitis alla chitarra, una session che si abbandonava a jam strumentali di musica new age esotica, mirando a una trance misteriosa, un flusso di coscienza catatonico, una sorta di rivisitazione del raga-rock. Seven Souls (1989) dei Material, con la consueta ricchezza di ospiti, vestì l'abito "no disco" della band con una produzione derivata dalla tecnica del "cut-up" di William Burroughs. Ancora un altro ensemble, Praxis, formato da due collaboratori di George Clinton (il bassista Bootsy Collins e il tastierista Bernie Worrell) più un mixmaster, un batterista e un chitarrista (Buckethead), ha debuttato con l'EP Transmutation (1992), ideando jam di space-funk futuristico (come After Shock) che fondeva Clinton e Hendrix, hip hop, speedmetal, jazz-rock, psichedelia e dub. Blind Idiot God, John Zorn, Mick Harris dei Napalm Death e Yamatsuka Eye dei Boredoms hanno dato una mano nel caotico e frenetico Sacrifist (1994) dei Praxis. Un altro cast stellare è apparso in Hallucination Engine (1994) dei Material, ma questa occasione ha dimostrato soltanto che il personaggio multiforme di Laswell si stava indebolendo. Una serie di pretenziose collaborazioni definirono la sua passione per il jazz new-age gotico ed etnico, ma solo Lost In The Translation (1994) accreditato agli Axiom Ambient, con Ginger Baker, Sonny Sharrock e Pharoah Sanders, ebbe successo. La maggior parte delle energie di Laswell furono riversate nel dub ambient psichedelico, in particolare in Dub Terror Exhaust (1994) degli Automaton e Akasha (1995) dei Divination, forse i suoi migliori lavori degli anni '90. Una terza strada, che raggiunse l'apice con Off World One (1996) dei Possession, aveva a che fare con la musica etnica e alla fine lo condusse alla musica religiosa indiana. Sebbene nessuno di essi fosse impeccabile, gli album successivi divennero mosaici eterogenei di hip hop, jazz, dub, raga, elettronica, drum'n'bass, ecc.: Dub Chamber 3 (2000), con una combo stellare comprendente rock, jazz e musicisti indiani; Tala Matrix (2001) dei Tabla Beat Science, un progetto con i maestri percussionisti Zakir Hussein, Trilok Gurtu e il suonatore di tavolino indiano Karsh Kale; Radioaxom (2001); e così via. Molto più intrigante quando "costruisce" piuttosto che "decostruisce" la musica, Laswell ha inventato più generi di quanti ne possa nominare (o esplorare completamente).
Bio:
Nato a Salem (Illinois) nel 1955, Bill Laswell cominciò suonando soul, blues
e funk nella zona di Detroit, e imparò
il basso dalle sezioni ritmiche dei musicisti neri.
Laswell giunse a New York nel 1979 e trovò dapprima lavoro nei Gong di David Allen. Alla fine di quell'esperienza nacquero i Material, un trio sui generis formato da una sezione ritmica (Laswell al basso e Fred Maher alla batteria) e un tastierista elettronico (Michael Beinhorn).
I due Temporary Music (Zu, 1979 e Red, 1981), raccolti in Red Tracks (Elektra, 1985), mostrano l'evoluzione da un funk-rock eclettico e professionale, ma poco creativo, a uno sperimentalismo straniato in cui Stockhausen e Moroder vengono accostati con la massima naturalezza. A nome Material escono anche gli EP American Songs (Celluloid, 1981) e Busting Out (Ze, 1981).
Memory Serves (Celluloid, 1981) è più jazz (persino George
Lewis al trombone e Henry Threadgill al sax alto) e quasi completamente
strumentale, e segna l'incontro con Fred Frith.
Con un funk più tagliente, propulso dal basso 8 corde di Laswell e dalle
grandini percussive di Maher, l'album si afferma come una pietra miliare della
danza "negativa".
Accanto a brani di hard-bop convenzionale, come Disappearing, si
incontrano sottili equivoci linguistici. In Upriver la stridula chitarra
blues di Sonny Sharrock intona con il violino folk di Billy Bang un indemoniato
jig che finisce a ritmo disco. Mutazioni simili decapitano la fanfara campestre
di Lewis e Frith in Memory Serves. La chitarra acida e minimale di Frith
dilaga invece in Square Dance, punteggiata dai balbettii dissonanti di
Lewis e Threadgill (un ballo popolare eseguito sulla falsariga delle sinfonie di
Glenn Branca.
Il successivo album One Down (Celluloid, 1982) amplia gli orizzonti alla disco music vera e propria, con ospiti di riguardo che vanno da Nona Hendryx a Whitney Houston, da Archie Shepp a Oliver Lake: Take A Chance è l'archetipo della loro "no-disco" perturbata da un'infinità di spunti "colti" che può sciogliersi in "groove" ipnotici come Time Out o può esplodere in rhythm and blues "arrabbiati" da black power (Come Down e Holding).
Quando il produttore veterano inglese Giorgio Gomelsky invitò il chitarrista Fred Frith degli Henry Cow e degli Art Bears a new York, Frith incontrò il bassista Bill Laswell e il batterista Bill Maher che tentavano di aggiungere un ritmo ballabile alla musica degli Art Bears. Frith si innamorò dell'idea e formò un trio con loro, i Massacre. Registrarono un album completamente strumentale: Killing Time (giugno 1981 - Celluloid, 1982 - ReR, 2005). Il tono leggero, atonale, e puttosto ondulante dela chitarra di Frith domina la dance sincopata di Legs e le variazioni lunatiche di Tourism. La chitarra dipinge il paesaggio sonoro frammentato dei nove minuti di Corridor, che è fondamentalmente divisa in tre parti: la prima è ricca di glissando jazz acuti quasi melodici, la seconda è feedback "droning" e la terza consiste in fraseggi atonali sparsi. Una valanga di feedback brucia la prima metà di After. Ma altrove il nucleo dell'album è la sezione ritmica. Il ritmo frenetico che accompagna i vocalizzi senza parole di Aging With Dignity diventa ancora più frenetico e incomprensibile su Subway Heart, per poi mutare nella macchina funk spigolosa e deforme di Killing Time. Le dissonanze volanti di Frith diventano parte della sezione ritmica a metà di As Is, un'altra traccia di nove minuti, nonchè un'ipnotica orgia tribale. Il principale difetto delle tracce chitarristiche "profonde" è il fatto che diano l'impressione di mutare costantemente, rendendole in questo modo poco sostanziose. A parte Frith che gioca con il suo strumento, c'è ben poco di memorabile. Le tracce fortemente ritmiche potrebbero avere più potenziale ma, ancora una volta, il trio non dimostra mai del tutto di sapere come sviluppare le proprie idee.
Laswell incide poi a nome proprio Baselines (Celluloid, 1983), un album di jazz-funk sperimentale che vanta collaboratori come George Lewis, Ronald Shannon Jackson, Frith, David Moss e altri. L'ensemble conia un sound effervescente fatto danzare su liquidi assoli di basso. Il risultato brilla per inventiva (il delirio percussivo di Hindsight, i cataclismi elettronci e fiatistici di Barricade, le cacofonie surreali di Conservation) e forza d'urto (il funk galattico di Activate, il vulcanico pseudo-blues di Lowlands). Si avvertono le influenze del "bandismo" di Frank Zappa e dell'"etno-funk" di David Byrne.
Quella stagione venne coronata dal singolo Rockit (1983), registrato con il musicista jazz Herbie Hancock, un collage di funk e hip-hop postmoderno. L'album Sound System (1984) che gli fece seguito propose un "crossover" di jazz e hip-hop che era profetico.
Niels Jensen's The New York Street Percussionists (august 1990) documents a collaboration among Jamal Evans (buckets and metals), Robert Russo (keyboards), Bernie Worrel (keyboards), Nicky Skopelitis (synthesizer), Bill Laswell (bass), Niels Jensen (resonator guitar and vocals) and Peter Brotzmann (saxophones).
Deconstruction (Restless, 1993) è un doppio antologico che raccoglie materiale dalle disparate esperienze di questo periodo.
Virtuoso del basso, Laswell è anche una delle intelligenze più colte e trasgressive della nuova avanguardia rock e jazz. L'esotico melange di melodie soul, ritmi funk, rumor bianco e arrangiamenti rap lo pone in prima fila fra gli agenti catalizzatori più creativi.
Bill Laswell continua le sue incursioni nel mondo della musica popolare, non solo attraverso le innumerevoli collaborazioni e produzioni (soprattutto per Herbie Hancock), ma anche con i dischi a proprio nome e quelli a nome Material (la differenza fra i due essendo puramente anagrafica).
Di fatto la sua carriera maggiore non ha fatto altro che riciclare e rifinire le intuizioni geniali della sua giovinezza: il suono sinistro del basso come sottofondo onirico, il ritmo del funk e dell'hip-hop come etere tenebroso per divagazioni intellettuali, il "cut-up" di William Burroughs come metodo compositivo, il ruolo di regista giocato dal produttore che viene esaltato da performer d'eccezione, il jazz come libertà espressiva e ricerca sui timbri.
La sua carriera solista, che era stata inaugurata da Baselines (Celluloid, 1983), venne interrotta dalla parentesi nei Last Exit di Sonny Sharrock, Peter Brotzmann e Ronald Shannon Jackson. Laswell suona il basso su Last Exit (Enemy, 1986), The Noise Of Trouble (Enemy, 1987), il live Koln (Enemy, 1988), e The Iron Path (Venture, 1988).
Divenuto produttore di grido, Laswell trovò il tempo di incidere un altro
disco solista soltanto nel 1988.
Hear No Evil (Virgin, 1988), opera di new age
esotica che abusa di ritmi da trance, di melodie sinistre e di flussi di
coscienza per costruire atmosfere impressioniste, si avvale del violinista
L Shankar e del percussionista Zakir Hussain (entrambi ex collaboratori di
John McLaughlin) e del chitarrista Nicky Skopelitis.
Laswell vi conia una forma di jam strumentale che ricorre all'improvvisazione
soltanto "localmente", in quanto la struttura del brano è predefinita in
maniera geometrica: i musicisti sono liberi di aggiungere orpelli minimi,
che non ne alterano l'essenza. E' una tecnica che provoca un effetto ipnotico
di trance nell'indianeggiante Bullet Hole Memory e un effetto distorcente di
sogno o di droga nel blues catatonico di Illinois Central.
Se Assassin funge da anello di congiunzione con il funk tribale, la tecnica di
produzione e assemblaggio di Laswell si spinge invece in tutt'altra direzione
con Last Roads, che è di fatto un collage di piccoli suoni impercettibili,
con Kingdom Come, e il suo tenue frastuono di eventi percussivi,
e con Stations Of The Cross, che è un raga rallentato fino alla stasi, fino
a svanire in una nuvola di languidi accordi.
Laswell non darà mai seguito a questa linea artistica, che aveva invece
sortito risultati di grande suggestione, re-inventando di fatto il raga-rock
alla luce delle moderne tecniche di produzione.
Di questo periodo sono anche due collaborazioni prestigiose, Asian Games (Verve, 1988), con Ryuichi Sakamoto, e Low Life (Celluloid, 1989), con Peter Brotzmann.
Seven Souls (Virgin, 1989), di nuovo a nome Material e con un altro stuolo di collaboratori, accentuò le sue stravaganti tecniche di produzione, utilizzando nientemeno che il "cut up" di William Burroughs. L'araba Ineffect e la messicana Deliver sono brani di "world music" demenziale, in cui il contenuto etnico viene "straniato" immergendolo in un contesto iper-moderno, di divertimento programmato e artificiale. Gli altri brani sono sottofondi musicali per le recitazioni di Burroughs e altri, e pertanto calcolatissimi ingranaggi per la costruzione di atmosfere (apice di lirismo e pathos in The Western Lands). Nicky Skopelitis alla chitarra, Jeff Bora alle tastiere, Simon Shaheen al violino e Aiyb Dieng alle percussioni costituiscono ormai il cuore del suo complesso di accompagnamento.
Nel 1991 Laswell
tornò alla sigla Material per Third Power (Axiom, 1991) e
all'idea originale
di un "all-star-cast" (fra cui Bootsy Collins, Henry Threadgill, Herbie Hancock
e Nicky Skopelitis).
Laswell si limita a "dirigere" l'orchestra dietro alla console, a guidarla fra
le maglie del dub di Reality, dentro l'"acid jazz" di Drive By e infine
nella fanfara di Glory. Laswell ha soprattutto ridefinito il concetto di
"complesso" e continua a raffinare la qualità delle armonie, coniando il
barocco del reggae-funk elettronico. Gran parte dei
brani sono cover, in cui conta soprattutto l'arrangiamento.
L'anno dopo Laswell resuscitò un episodio minore della sua carriera, l'EP del 1984 Praxis (Celluloid, 1984), in cui duettava al basso con una drum machine con risultati spettacolari (balletti/fanfare futuristi come 1984) che gettano le basi per la musica industriale degli anni '90 e al tempo stesso fungono da sutura con gli esperimenti dell'avanguardia (Hymnen di Stockhausen, per esempio).
Praxis è il nome del complesso costruito attorno a due
ex membri dei P Funk All-stars di George Clinton:
Bootsy Collins (basso) e Bernie Worrell (tastiere). A loro Laswell affianca
un mixmaster (Afrika Baby Bam dei Jungle Brothers sotto lo pseudonimo di
Af Next Man Flip), un batterista (Brain dei Limbomaniacs) e un (prodigioso)
chitarrista (Buckethead). Il risultato, l'EP Transmutation (Axiom, 1992),
è una ininterrotta jam di space-funk sperimentale che mescola Clinton con
Hendrix, incorporando elementi di speedmetal (Dead Man Walking),
jazzrock (Giant Robot), psichedelia (The Interworld And The New Innocence),
musica industriale (Blast/War Machine Dub),
flash-rock (Seven Laws Of Woo) e rap (Animal Behavior),
per coniare una forma nevrotica di musica ambientale.
Il disco (e forse l'opera tutta di Laswell)
culmina nei sedici minuti di After Shock, un collage pirotecnico che
fa da professionista ciò che John Zorn fa da amatore, con veri riff, veri
temi melodici, veri assoli (magistrali, soprattutto quello lunghissimo
di Worrell nei panni di un Keith Emerson dell'avanguardia dissonante).
Su Sacrifist (Subharmonic, 1994),
la continuazione della saga Praxis, l'influenza dei
Napalm Death, per via di Zorn, è molto più forte. I brani sono
rumorosi, pesanti, frenetici, caotici.
L'ensemble comprende, oltre a Zorn e a quelli dell'altra volta, anche
Mick Harris (Napalm Death, Scorn), Yamatsuka Eye (cantante dei Boredoms)
e i Blind Idiot God. Tutto sommato è uno dei pochi lavori di cui Laswell
avrebbe potuto fare a meno: lui e Zorn a quattro mani riescono a scrivere
soltanto l'house banale di The Hook, sicchè alla fine il disco lo salvano i
comprimari (il lungo assolo all'organo di Worrell Crossing,
l'orgia dissonante di Buckethead Rivet, la suite elettronica di Collins
Deathstar).
Il 1994 è anche l'anno dei Divination, ovvero Laswell, coadiuvato da
Buckethead e Skopelitis, alle prese con l'"ambient house", il genere di Orb
e soci.
Su Ambient Dub Volume 1 e Volume 2 (Subharmonic, 1993)
Laswell non può competere con Orb, ma nei brani più dub
(Seven Heavens) costruisce un singolare ponte fra musica cosmica, musica
ambientale e musica ballabile.
Il secondo volume annovera
Jah Wobble, Mick Harris e Jeff Bova.
Evil Eye, all'incrocio fra tribalismo africano e dub, rappresenta forse
l'apice dell'esperimento.
I Material non sono affatto accantonati: dopo un Live In Japan (Restless, 1994), con Skopelitis, Dieng, Worrell, Ginger Baker e un suonatore di kora a improvvisare su temi etno-funky, l'altro Live From Soundscape (DIM, 1984), e il febbricitante singolo Mantra (con le tabla di Zakir Hussein), nel 1994 è uscito Hallucination Engine (Axiom, 1994), album molto più ambientale del solito che vanta un cast ancor più ricco di quello di Seven Souls. Sempre glaciali e bilanciatissimi, il jazzrock di Black Light e il latin-jazz di Eternal Drift, entrambi con Wayne Shorter al sassofono, la suite elettronica di Ruins, con campionamenti esotici, e la lunga Shadows Of Paradise, con Skopelitis e Shankar a colorare le armonie dei loro timbri decadenti, denotano un sound ormai impeccabile, ma anche privo di identità.
Le incertezze e le ripetizioni di Material e di Praxis (che è sempre più Buckethead e sempre meno Laswell) indicano in realtà che Laswell sta per esaurire una fase. L'etichetta Subharmonic sancisce in effetti l'emergere di un forte alter-ego ambientale, che poco alla volta prende il sopravvento.
E' l'animo del produttore che si tuffa a capofitto in quest'arte di puro artificio, di pura magia di studio. Laswell frequenta i praticoni del genere in Cymatic Scan (Subharmonic, 1995), con Tetsu Inoue, che comprende una composizione di un'ora, Monochrome Existence, con il suo delirio quasi impercettibile, al limite dell'udibile, in Psychonavigation (Subharmonic, 1994), con Pete Namlook, che si inoltra invece nei dedali della psiche, per esempio con i vortici spaventosi di Angel Tech, ma anche nell'elettronica melodica e cadenzata di Black Dawn, Visitation (Subharmonic, 1995), che in Aion arriva a lambire il gotico con le sue sonorità sinistre, e in Zurvan Akarana affonda nelle sabbie mobili della new age jazz-etnica, e Psychonavigation 2 (Fax, 1996), Psychonavigation 3 (Fax, 1997), Psychonavigation 4 (Fax, 1999) sono però dischi di musica fastidiosamente auto-indulgente, che nei momenti migliori riportano semplicemente alla musica cosmica di Klaus Schulze.
I dischi di Axiom Ambient, Lost In The Translation (Axiom, 1994), con Ginger Baker, Sonny Sharrock e Pharoah Sanders, e Axiom Funk, Mysteries Of Creation (Axiom, 1994), Funkcronomicron (Axiom, 1995), con Sly Stone, Maceo Parker, Anton Fier, Buckethead e tanti altri, sono opere dottrinarie che tentano forse di riassumere vent'anni di ricerche scientifiche sul suono da parte di Laswell, che, avvalendosi di cast sempre più spettacolari, cerca di ovviare a una cronica assenza di ispirazione.
Il doppio Funkcronomicron (Axiom, 1995) è la quintessenza dell'eccentricità intellettuale di Laswell, un progetto post-moderno di revisione della musica dei P-Funk, che si avvale della partecipazione di quella squadra (compreso George Clinton in persona) e di uno stuolo di ammiratori, giovani (Skopelitis, Buckethead) e vecchi (Maceo Parker). Escono a dirotto il nuovo album dei Praxis, Metatron (Subharmonic, 1994), e Second Nature (Fax, 1995), con Atom Heart e Tetsu Inoue.
A metà degli anni '90 Laswell lancia progetti in continuazione. A nome Automaton escono dischi di suite dub: Dub Terror Exhaust (Strata, 1994), con l'africaneggiante Asiyah Dub, uno dei suoi capolavori, e Jihad: Points Of Order (Strata, 1995), con Ports Of Entry, il cui rombo assordante è solcato dalla solita miriade di effetti.
Il Dub System One (Low, 1996) di Silent Recoil funge da summa delle varie direzioni della sua sperimentazione (dub, hip-hop, world-music ed elettronica). Anche Destruction Of Syntax (Subharmonic, 1996) di Valis nasce da un mosaico eterogeneo di hip-hop, ambientale, dub, jungle, e così via.
Sul fronte più astratto, Web (Subharmonic, 1996), con Terre Thaemlitz, è un collage ultraterreno di rumori indecifrabili, anche se Open URL è insolitamente animato, popolato da borboglii e sibili quasi cosmici.
Somnifix Flux (Subharmonic, 1996), con M.J. Harris, contiene due pezzi di mezz'ora ciascuno, Distal Sonority, un monolitico accumulo di droni minacciosi, e Capacious.
Il picco della sua sperimentazione sul dub rimane il progetto Divination, con
la collaborazione di Mick Harris e Haruomi Hosono, Anton Fier e DXT. Il
terzo, Akasha (Subharmonic, 1995), è diviso in una metà ambientale, che comprende Descent e il
suo impasto di suoni alieni centellinati con snervante precisione,
e una metà ritmica, prevalentemente variazioni caotiche ed effervescenti
sul jungle come Tangier Space Draft, Navigation e Illuminoid Assassin.
A quel disco fa subito seguito un'altra opera a nome Divination,
Distill (Sub Meta, 1996), sempre con Mick Harris
e Anton Fier.
Bass Terror , su Bass Terror (Sub Rosa, 1995), è l'ennesima suite di ambient dub (ma le due suite di Nicholas James Bullen rubano la scena).
Ambient Compendium (Esperanto, 1996) fa un rapido riassunto delle sue mille attività.
Laswell produce anche il disco dei Nus, All The Vertical Angels (SubRosa, 1996).
Oscillations (SubRosa, 1996), seguito da Oscillations 2 (SubRosa, 1998), sono dedicati al drum'n'bass, che è quasi l'antitesi del suo dub. Faktura, sul primo, è una superba fusion di acid jazz e musica Indiana. El Hombre Invisibile, sul secondo, è un'estenuante collage dedicato a William Burroughs (con Percy Howard al canto, Charles Hayward dei This Heat alla batteria e Fred Frith alla chitarra). They will be collected on Final Oscillations (Quatermass, 2003).
Laswell also contributed to Dubadelic's Bass Invaders (Wordsound, 1998), which, if it were his own, would rank as one of his best albums.
Con Namlook, Laswell registra Outland (august 1994 - Fax, 1995), Outland 2 (Fax, 1996), Outland 3 (1997), Outland 4 (1999), Outland 5 (2006).
The six-disc box-set Outland (Cold Spring, 2023) collects the five "Outland" series of albums and adds a new one, Blackland (july 2023).
I tedeschi Pete Namlook e Klaus Schulze lo coinvolgono anche nella sesta e settima parte del loro monumentale progetto The Dark Side Of The Moog (Fax, 1999).
Dopo aver impresso alla musica rock una svolta di una portata che soltanto Brian Eno può eguagliare in qualità di produttore (con la differenza che Laswell ha operato anche nel mondo dell'hip-hop, ha collaborato a innumerevoli progetti jazz e si è cimentato anche con le musiche etniche), Laswell ha cavalcato con classe e intelligenza la tigre della musica ambientale, intuendo che da quelle parti (dove tutto sfoca e rinasce) sta il futuro.
A Laswell calza sempre più la parte del regista, sempre meno quella dell'attore; sempre più quella dell'allenatore, che deve decidere la formazione in funzione della partita da giocare, e sempre meno quella del giocatore. Ma il suo marchio di fabbrica (quel riciclare tutto in una sorta di frullatore musicale lanciato a velocità supersonica, in maniera che alla fine rimangono soltanto grumi di polpa) è inconfondibile.
Le sue molteplici escursioni nel mondo dell'elettronica, sempre all'insegna di uno stile barocco, che fonde magico ancestrale e una versione trance e tecnologica del dub, ne stanno facendo l'Ulisse dell'ambientale.
Possession + African Dub è il nome del complesso che Laswell compose assieme a tre musicisti africani per registrare Off World One (SubMeta, 1996).
Laswell rivisse l'esperienza dei Last Exit con gli Arcana, un trio formato con i jazzisti Tony Williams e Derek Bailey, su The Last Wave (DIW, 1996). Arc Of Testimony (Island, 1998) vede la collaborazione di Williams alla batteria, Buckethead alla chitarra, Pharoah Sanders al sax e Graham Haynes alla tromba.
APC Tracks (APC, 1996) è una collaborazione con alcuni musicisti francesi.
Inna Dub Meltdown (Wordsound, 1997) è una collaborazione con il batterista reggae Style Scott.
Le quattro tracce di City Of Light (SubRosa, 1997), arrichite dallo spoken words di Lori Carlson, dalle percussioni di Trilok Gurtu (Nothing) e dall'elettronica di Tetsu Inoue (Kashi), rivelano l'amore di Laswell per la musica classica indiana. Gli 11 minuti di Above The Earth sono la quintessenza della musica di Laswell. Kala (13:06) è una collaborazione con i Coil.
South Delta Space Age (Antilles, 1997) è attribuito ai Third Rail, un super-complesso al quale collaborarono giganti del jazz (James Blood Ulmer alla chitarra), del funk (Worrel alle tastiere, Ziggie Modeliste alle percussioni) e del blues (Amina Claudine Meyers all'organo). A differenza della maggior parte delle produzioni di Laswell, questa è suonata con energia pura e barbarica, proprio come farebbe una band di garage-rock (Grounded, Blues March, First Blood, In The Name Of). D'altra parte, il serrato jamming funk-blues dei musicisti viene messo in mostra nell'estesa Dusted e Funk All Night.
Dreams Of Freedom (Island, 1997) è un "remix" delle canzoni di Bob Marley. Panthalassa (Columbia, 1998) fa la stessa cosa con Miles Davis. Jazzonia (1998) si rivolge a diversi classici del rock e del jazz, da Blue di Joni Mitchell a Quincy Jones. Divine Light (2001) ha remixato Illuminations di Alice Coltrane e Love Devotion and Surrender di Carlos Santana.
Tra le sue numerose collaborazioni ci sono: Dub Meltdown (1997) con il batterista reggae giamaicano Style Scott (dei Roots Radics e Dub Syndicate), Life Space Death (2001), un'altra collaborazione con Toshinori Kondo che accompagnò un'intervista con il Dalai Lama, e A Navel City / No One Is There (2004) con il tastierista elettronico giapponese Hoppy Kamiyama (e il percussionista Kiyohiko Semba).
Il progetto Sacred System ebbe inizio con Cpt 1 - Book Of Entrance (1996), un album composto da cinque suite trance-dub, soprattutto Cyborg Assault, Babylon Ghost e Sub Terrain. Chapter 2 (1997) invece è dedicato al jazz-rock di Miles Davis. Nagual Site (Wicklow, 1998) è dedicato alla musica religiosa indiana, qui manipolata con le tecniche del jazz, dell'ambient e del dub. Esso contiene Black Lotus (10:13), una collaborazione con Jah Wobble (Driftwork), una collaborazione con il trombettista jazz Graham Haynes (X-Zibit-i) e qualche composizione di Bill Buchen e Gulam Mohamed Khan.
The End Of Law (Subrosa, 1998) attribuito agli Hashisheen, è un album costellato di celebrità, dedicato a William Borroughs, benché il titolo faccia riferimento ad un guru persiano medievale.
Reanimator - Black Market Science (Ion, 1998) è una compilation di maestri del dub moderno.
Mold (Yikes, 1998), attribuito ai Praxis, unisce ambient, drum 'n' bass e dub in brani ipnotici come Meldt.
Nel gennaio del 1998 due terzi dei Massacre (Frith e Laswell) si riunirono dopo 17 anni dal loro primo e unico album (ma questa volta con Charles Hayward dei This Heat alla batteria) per unirsi al cantante soul Percy Howard in Meridiem (Materiali Sonori, 1998). Funny Valentine (Tdzik, 1998) è un degno successore del capolavoro dei Massacre.
I Material rimasero il focus principale di Laswell, ma i remix di The Road To The Western Lands (Triloka, 1998) e l'esperimento hip-hop Intonarumori (Axiom, 1999) risultarono molto banali e amatoriali. Con così tante registrazioni mediocri, Laswell stava lentamente convincendo chiunque di essere uno degli artisti più sopravvalutati della sua era.
Imaginary Cuba Decostruncting Havana (Wicklow, 1999) è una rielaborazione di musica Cubana, nuovamente filtrata atraverso l'ambient, il jazz, e la prospettiva "indiana" di Bill Laswell.
Invisible Design (Tzadik, 1999) è un album per solo basso.
Su Permutation (Ion, 1999) collaborarono Bill Laswell al basso, alla chitarra e alla tastiera; Nicky Skopelitis alla chitarra; Lance Carter alla batteria; Robert Musso alla programmazione e due campionatori che inondano l'album di strumenti esotici. Laswell sta ancora sperimentando con fusioni selvagge di stili, incrociando la world-beat con il drum'n' bass. Skopelitis ruba la scena.
Shape Shifting (Shenachie, 2000), attribuito agli Emerald Aether, contiene alcuni remix di musica celtica.
Lo Def Pressure (Quatermass, 2000) tenta una fusione di musica orientale e drum 'n' bass in due lunghe suite.
Dub Chamber 3 (ROIR, 2000) è più o meno lo stesso ma venne realizzato con la collaborazione stellare del trombettista Nils Petter Molvaer (Beyond The Zero), del tastierista Craig Taborn (Devil Syndrome), del chitarrista Nicki Skopelitis, del suonatore di tabla Karsh Kale e del bassista Jah Wobble. Le quattro lunghe jam dub/jazz propongono un'altra routine fusion di musica indiana, elettronica, jazz, drum 'n' bass, ambient e hip-hop, con le tablas che dominano in Beyond The Zero mentre Wobble e Skopelitis rubano la scena su Cybotron. Gli elementi jazz prevalgono in Devil Syndrome. A Screaming Comes Across The Sky è il pezzo più interessante, una sorta di connubio tra ambient e progressive rock.
Charged (Apollo, 1999) è una collaborazione con Ernaldo Bernocchi all'elettronica e Toshinori Kondo alla tromba elettrica, che, ancora una volta, propone una fusione tra jazz, funk, hip-hop, drum 'n' bass.
Tabla Beat Science è un progetto con i maestri delle percussioni Zakir Hussein, Trilok Gurtu e Karsha Kale. Tala Matrix (Axiom, 2001) è a tutti gli effetti un album pieno di energia e passione (Secret Channel), tuttavia la traccia migliore è probabilmente la rilassante Magnetic.
Cyclops (Emusic, 2001), in collaborazione con Karsh Kale alle percussioni, Toshinori Kondo alla tromba e un cantante rap, è la stessa cosa.
I Praxis pubblicarono anche il live Warszawa (Innerhytmic, 2001) collaborando con due scratcher.
Filmtracks (Tzadik, 2000) prosegue la sua esplorazione di world-music con l'appoggio di un cast stellare.
Nel frattempo il batterista Charles Hayward dei This Heat collaborava con Laswell e Frith nella nuova veste dei Massacre. L'esibizione dal vivo del trio è documentata su Meltdown (Tzadik, 2001).
Points of Order (2001) presenta Toshinori Kondo, il pianista tedesco Karl Berger e i rapper Anti-Pop dei Consortium.
Radioaxom (Axiom, 2001) è una collaborazione con Jah Wobble (più Nick Skopelitis, Graham Haynes, etc.) nonchè uno dei suoi album migliori dopo tanto tempo. Subcode esplora un tema alla maniera di Miles Davis con il cornetto di Haynes che omaggia l'Afro-beat e l'organo extraterrestre (Amina Claudine Myers) che affiora come un miraggio. Il cornetto e la tromba duettano all'inizio di Second Sight che poi esplora la psichedelia con un organo solista blues per poi prendere velocità su linee funky febbrili. Il gruppo è insolitamente frivolo, persino clownesco all'inizio di Orion, prima che un cornetto melanconico venga lasciato vibrare in un enigmatico paesaggio sonoro di suoni e rumori sospesi. L'album è più riuscito delle esplorazioni precedenti in parte perchè l'atmosfera è molto più ottimista. L'effervescente, riecheggiante e "indianeggiante" Alsema Dub imposta il ritmo per la tribale e irrequieta Virus B, in cui le distorsioni della tromba e dell'organo collidono nuovamente con linee di basso funky, ma in modo ancora più surreale. Due tracce introducono anche qualche elemento "orecchiabile": la cartilagine jazzy-caraibica di 6th Chamber è percorsa da melodie galattiche e le voci borbottanti fluttuano in Alam Dub.
Dub Chamber 4 (ROIR, 2003), noto anche con il nome di Book Of Exit, fa affidamento su una formazione completamente diversa rispetto al precedente progetto "dub chamber" e rappresenta solo un pretesto per produrre alcune jam progressive.
Soup (2003) documenta un trio con Otomo Yoshihide e il batterista Yoshigaki Yasuhiro degli Altered States.
Heaven And Hell (Innerhytmic, 2004) è attribuito agli Shine, il progetto di Bill Laswell, Buckethead, Robert Musso e Shin "Chaos Face" Terai.
Version 2 Version (2004) vanta il cast stellare di Jah Wobble, Karsh Kale, Bernie Worrell e il percussionista senegalese Abdou Mboup.
Brutal Calling (2004) documenta una collaborazione drum'n'bass tra il bassista Bill Laswell e Submerged (alias Kurt Gluck) alla batteria e all'elettronica.
Episome (Tzadik, 2006) fu il power-trio di Otomo Yoshihide (alla chitarra elettrica), il batterista dei Ruins Yoshida Tatsuya e il bassista Bill Laswell.
The Only Way To Go Is Down (2006) inaugurava un altro progetto, i Method Of Defiance, un trio composto dal batterista Guy Licata e dal dj Submerged, qui devoti ad una versione alterata del drum 'n' bass. Inamorata (2007) era un esercizio più jazz in cui collaborarono ospiti quali Herbie Hancock, Dave Liebman, Buckethead, Nils Petr Molvaer, John Zorn, Toshinoro Kondo e Phoroah Sanders.
Le nuove collaborazioni furono quelle di Roots Tonic Meets Bill Laswell (2006) con i Roots Tonic (la band di supporto del cantante reggae ebreo Matisyahu) e Lodge (2008) con il produttore finlandese Fanu (Janne Hatula).
Lonely Heart (2007), attribuito ai Massacre, documentava una performance del 2003 di Laswell, Frith e Maher.
I Praxis (il tastierista Bernie Worrell, il batterista Brain e il chitarrista Buckethead, cantanti e guest come il batterista dei Ruins Tatsuya Yoshida, il tablista Otomo Yoshihide e Mike Patton) tornarono con Profanation: Preparation For A Coming Darkness (2008).
I Method Of Defiance (Laswell con il batterista Guy Licata e il trombettista Toshinori Kondo) pubblicarono The Only Way To Go Is Down, Inamorata e Nihon (2009), al quale parteciparono il tastierista Bernie Worrell e Doctor Israel alla voce, all'elettronica e agli effetti. Fece seguito l'album Jahbulon (2010), un'incursione nella musica hip-hop che aggiungeva il chitarrista Dominic Kanza al quintetto e Incunabula (2010) che presentava Toshinori Kondo alla tromba.
Near Nadir (agosto 2010) documenta una collaborazione dal vivo tra il percussionista Mark Nauseef, Ikue Mori (all'elettronica), Evan Parker (al sax soprano) e il bassista oltre che compositore Bill Laswell.
Blixt (Cuneiform, 2011) fu una collaborazione tra il chitarrista finlandese Raoul Bjorknheim dei Krakatau e il batterista Morgan Agren della Mats/Morgan Band. L'album fa numerose brevi variazioni: il demoniaco monster groove di Black Whole, lo spiritoso funk-pop di Moon Tune, la cacofonia deprimente di Tools, l'agonizzante blus lisergico di Storm, il frenetico incubo hendrixiano di 10 4-4-4-4-2-2-2-5-2, e soprattutto lo "uber-metal" minaccioso e marziale di Cinque Roulettes; ma il suo (più radioso) nucleo si trova nella lunga meditazione Zen di Ghost Strokes e negli undici minuti della jam spaziale Invisible One (che allo stesso tempo rievoca l'atmosfera magica e misteriosa di The End Of The Game di Peter Green). L'album è in grande parte uno show personale di Bjorkenheim, aiutato dalla migliore sezione ritmica della sua carriera.
Rise Again (2011) fu una mediocre collaborazione tra Lee Perry e Bill Laswell.
Means Of Deliverance - Solo Acoustic Bass Guitar (2012) è un album solista per basso acustico.
Love Me Tender: Live 1999 & 2008 (Tzadik, 2013) raccoglie le performance dal vivo dei Massacre (Fred Frith, Bill Laswell e Charles Hayward).
Dub Arcanum Arcandrum (2011) dei Method of Defiance è stato seguito da Nahariama: 4th Column (2013), con la presenza di Bernie Worrell dei Funkadelic, Guy Licata, Dr Israel, il tastierista Robert Burger e il cornettista Graham Haynes.
The Road To Jajouka (2013) presenta la musica di Ornette Coleman e John Zorn (sax contralto), Marc Ribot (banjo), Lee Ranaldo (chitarra), John Medeski (organo Hammond), Bill Laswell e Chris Wood (basso), Billy Martin e Mickey Hart (percussioni) insieme ai Master Musicians of Jajouka dal Marocco.
Bill Laswell (basso, chitarra ed elettronica), Jon Batiste (piano, piano elettrico e organo) e Chad Smith (batteria) hanno registrato The Process (2014).
Altre collaborazioni hanno prodotto: Space/Time - Redemption (TUM, 2014)con il tastierista jazz Milford Graves; The Dream Membrane (2014) con John Zorn (per accompagnare le parole cabalistiche senza senso di David Chaim Smith); le jam dub-jazz di classe di Realm of Spells (2019) con Jah Wobble; e Smoke + Glass (2019) con il musicista elettronico Alex Haas.
I Method of Defiance sono tornati con Column 3 - Babylon Deconstruction (2017).
Against Empire (MOD Reloaded, 2020) contiene quattro lunghe improvvisazioni con famosi musicisti jazz: il sassofonista Pharoah Sanders, Peter Apfelbaum (sax, flauto, tastiere), Herbie Hancock (piano elettrico) e il quintetto di percussionisti formato da Jerry Marotta, Chad Smith, Hideo Yamaki, Satoyasu Shomura e Adam Rudolph.
The Cleansing (registrato nel febbraio 2021) raccoglie i duetti tra Zorn al sassofono contralto e Bill Laswell al basso.
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