- Dalla pagina su Craig Leon di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Craig Leon (Miami, 1952), il produttore che ha plasmato la new wave di fine anni '70 (Ramones, Suicide, Blondie, Richard Hell) ha registrato l'ingenuo album strumentale elettronico Nommos (Takoma, 1981). Ring With Three Concentric Discs e Donkeys Bearing Cups intrecciano un semplice loop di un poliritmo attorno a un drone, suonando come un remix africano del ritmo motorik dei Neu.
Un altro semplice loop, di un poliritmo industriale, spinge Nommo a un matrimonio con un drone di synth che importa la musica ambient di Brian Eno. Un maestoso drone d'organo fluttua dolcemente sul loop percussivo sincopato di She Wears A Hemispherical Skull Cap. Gli undici minuti di Four Eyes To See The Afterlife mettono alla prova la pazienza dell'ascoltatore: ci vuole un'eternità prima che qualcosa emerga dal loop percussivo (non particolarmente coinvolgente), e quel "qualcosa" consite soltanto in alcune bolle elettroniche e un campione vocale distante. Non degno della techno pulsante, non degno della musica new age, e certamente non degno della new wave, che in quel periodo stava dando alla luce musica molto piÃđ creativa.
Leon registrÃē poi un album successivo, Visiting (1982), meno ambizioso, ma comunque il piÃđ lontano possibile dall'ethos punk (che aveva contribuito a promuovere).
I due album sarebbero stati ripubblicati come Anthology of Interplanetary Folk Music Vol 1 (RVNG, 2014).
Dal 1998 si ÃĻ dedicato quasi esclusivamente all'attività di produttore e arrangiatore, a cominciare da No Exit di Blondie.
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