- Dalla pagina su MX-80 Sound e Bruce Anderson di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli MX-80 Sound di Bruce Anderson erano stati una delle bande di rumoristi
più radicali del '77, quando a far scuola erano i Pere Ubu e i Residents.
Originari dell'Indiana (Bloomington), nel 1978 si stabilirono a San Francisco,
dove il loro rock estremamente degradato (incentrato attorno alle distorsioni
efferate del leader) trovò terreno fertile sotto la protezione dei
Residents in persona.
Gli Mx-80 Sound avevano già alle spalle l'EP
Big Hits (BRBQ, 1976), con Myonga Von Bontee, e un album
di art-punk scarsamente incisivo, Hard Attack (Island, 1977).
Il quartetto, che faceva leva anche su Dale Sophiea (basso) e
Rich Stim (canto), venne alla ribalta dell'underground con Out Of The Tunnel (Ralph, 1980), uno dei classici minori dell'epoca,
ricco di spumeggianti canzoni al napalm
(Someday You'll Be King, I Walk Among Them),
e Crowd Control (1981),
che convogliava il terrible brio dell'album precedente in canzoni più
ordinate (Face Of The Earth),
adeguando al tempo stesso i loro maelstrom sonori al formato dell'heavymetal
(Obsession Devotion), e aumentava il potenziale sonoro con un sassofono.
Del gruppo si persero le tracce per qualche anno. Nel 1985 Anderson e il
bassista Dale Sophiea registrarono una cassetta (per la Quadruped) sotto lo
pseudonimo di O-Type, che sarà seguita due anni dopo da Darling.
Lo stile è diventato molto simile alle trance dei Suicide, con la violenza
dell'hardcore.
Sempre Anderson e Sophiea registrano anche sotto gli pseudonimi
Half Life (Quadruped, 1985), un disco di hard rock più
convenzionale, e Gizzards (due dischi di parodie della musica rock).
Anderson sembrava condannato a un'esistenza di stenti discografici nel più infimo underground. Invece, a sorpresa, nel 1987 tornò con ben due opere: le cassette Brutality I & II (Quadruped, 1987 & 1988) a suo nome (ristampate in un album unico nel 1996 dalla Atavistic con l'aggiunta di due tracce inedite) e Existential Lover (Quadruped, 1987) a nome MX-80, che segna il rientro del cantante Rich Stim e annovera composizioni forbite come Pink Carnations e Rock Rock Rock. La prima inaugura un genere non troppo diverso dalla "frippertronics" di Fripp, ma con improvvisazioni deliranti alla Creed. La seconda è una delle opere più riuscite del personaggio, meno violenta della media ma anche più sofferta e meditata.
Das Love Boat (A&R, 1990) (Atavistic, 1995) è un album strumentale che tenta di vendere il rumore degli MX-80 alla generazione della musica ambientale. Almeno Clown Sex e Halloween Theme sono gemme di quel folle concetto di pop-art.
In spirito e in lettera Anderson è un discepolo della scuola del rock tedesco, in particolare degli sperimentatori della chitarra come Manuel Gottsching. Nella sua opera, audace e diligente, rivivono i brividi gotici e futuristi, le imponenti fughe psichedeliche, le atmosfere wagneriane degli Amon Duul e dei Neu.
Improvvisamente, gli MX-80 si trasformarono in una sorta di entità avant-pop con I've Seen Enough (Atavistic, 1996). Have Another Drink, Last Man On Earth e Who Is The Man sono ugualmente melodici e rumorosi, nella migliore tradizione della new wave.
L'album fu seguito dall'antologia live Always Leave 'Em Wanting Less (Atavistic, 1997).
Nel frattempo, Anderson e Dale Sophiea lavorarono a diversi progetti paralleli, ognuno caratterizzato da uno stile proprio: Mommy (Electro Motive, 1994) degli O-Type è grindcore, Siamese Stepbrothers (Cuneiform, 1995) è progressive-rock con Henry Kaiser, il tastierista Tom Constanten dei Grateful Dead e il batterista Lukas Ligeti dei Kombinat M, e Strict (Quadruped, 1998 - Family Vineyard, 1999), il più ambizioso, è un concept album di musica d'avanguardia con un sottofondo religioso (che culmina nel pezzo di 15 minuti Father Damien).
La serie “Brutality” è proseguita con Balkana (Family Vineyard, 1999), quattro tracce estese che vedono la partecipazione di Bruce Anderson, Dale Sophiea, Dave Mahoney, Marc Weinstein e Jim Hrabetin.
Il batterista Marc Weinstein degli MX-80 è il genio dietro i Pluto, un gruppo di improvvisazione che originariamente contava su Ralph Carney (sassofono tenore, clarinetto, tromba), Steve Clarke (tromba, chitarra), Len Paterson dello Splatter Trio (chitarra, nastri), Ellen Schoenwetter (basso), David Slusser (sassofono soprano e baritono, ottavino, elettronica), collaboratore di John Zorn, e Myles Boisen (chitarra).
Shoehorse Emerging (Rastacan, 1995) è un capolavoro in un genere che confina con Henry Cow, Ornette Coleman e Captain Beefheart.
Anderson e Weinstein compaiono anche in The Field Recordings (Ecstatic Yod, 1998) dei Pluto. Insieme al batterista Russ Schoenwetter e al bassista Ken Kearney, il duo MX-80 improvvisa melodie selvaggiamente dissonanti.
Medication (Family Vineyard, 2000), Lugubrious (2002) e Western Classics (2004) degli O-Type, una raccolta di brani ispirati a film classici, ripetono la formula con sempre meno intensità, accontentandosi di improvvisazioni autoindulgenti che riciclano idee dal noise, dall'ambient e dalla psichedelia. La formula di base è quella di giustapporre le distorsioni della chitarra di Bruce Anderson e i campionamenti di Dale Sophiea, cercando di ottenere atmosfere rilassanti accompagnate dai ritmi discreti di Dave Mahoney e Marc Weinstein.
L'album The Inherent Beauty Of Hopelessness (autoprodotto, 2011) di Bruce Anderson documenta una composizione del 2008 per chitarra acustica multitraccia.
Bruce Anderson (chitarra trattata), Jim Kaiser (ruota di bicicletta) e Andrew Way (giradischi) hanno formato il progetto di improvvisazione French Radio, documentato nell'avventuroso Elements (2006) e nel doppio disco Abandoned Children (Petit Mal, 2011).
Un altro progetto di Bruce Anderson e Dale Sophiea è stato Grale, che ha debuttato con Eternity (Alethiometer Records, 2013).
Bruce Anderson è morto nel gennaio 2022.
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