- Dalla pagina su Youssou N'Dour di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantante senegalese Youssou N'Dour (Dakar, 1959) divenne un fenomeno adolescenziale con la band Etoile De Dakar, i cui Xalis (1979) e Thiapathioly (1980) fondarono il mbalax (musica cubana eseguita con strumenti occidentali e arricchito con poliritmi africani) come una delle principali forme di musica da ballo.
Il formidabile Immigres (1985) ha dimostrato che tipo di forza della natura fosse l'ensemble di N'Dour, soprattutto quando abbinato all'inflessione mediorientale del suo tenore, ma Nelson Mandela (1986) iniziÃē ad annacquare l'elemento africano, spostando l'accento dalle percussioni alle chitarre, alle tastiere e agli strumenti a fiato, introducendo elementi sempre piÃđ forti di funk, reggae e rock.
La babele stilistica di The Lion (1989), con Shakin' The Tree, fu il naturale risultato di questa tendenza, che penalizzÃē il ben piÃđ autentico ed emozionante Set (1990), forse il suo lavoro piÃđ emozionante e intricato di sempre, e che alla fine portÃē all'ascolto orientale completamente occidentalizzato di Eyes Open (1992) e soprattutto di The Guide (1994), con la hit internazionale Seven Seconds (1994), un duetto con Neneh Cherry.
Nonostante la produzione brillante, Joko (1999) raccoglie semplicemente versioni riarrangiate di brani già pubblicati in precedenza soltanto in Senegal.
Rewmi (2000), Ba Tay (2001), Nothing's In Vain (2002) e Kirikou Et La Sorciere (2004) sono manifestazioni di stile ma hanno completamente smarrito la verve tribale della musica mbalax.
Egypt (Nonesuch, 2004), dedicato al cantante egiziano Umm Kulhtum e registrato per lo piÃđ nel 1999, annovera la partecipazione della Fathy Salama Orchestra.
In Egitto venne censurato, poichÃĻ "discuteva" temi religiosi musulmani attraverso musica popolare.
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