- Dalla pagina sui No Trend di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, traduzione completata da Stefano Iardella)

I No Trend furono uno dei gruppi più creativi di Washington: un cantante (Jeff Mentges) ancor più feroce ed esagitato di Henry Rollins; un chitarrista (autore del materiale) incapace di produrre accordi, soltanto rumori; una sezione ritmica invece di prim'ordine. Il risultato: brani-catastrofe improntati allo shock terapeutico.

Esordirono nel 1983 con un EP, Teen Love (No Trend, successivamente ripubblicato come EP di cinque canzoni), e un sound ispirato all'hardcore cacofonico e caotico dei Flipper (Mass Sterilization Caused By Venereal Disease, una tempesta di ritmo, distorsioni e urla che è emblematica del lato più selvaggio del gruppo), ma contaminato anche dalla psichedelia (Teen Love, con l'unico assolo di chitarra degno di essere chiamato tale della loro intera carriera) e dalla no wave (la parte della chitarra in Die è un sibilo prolungato, il canto è un sinistro ruggito alla Captain Beefheart).

Proprio quest'ultima fu l'influenza maggiore sul loro album di transizione Too Many Humans (No Trend, 1983) con Jack Anderson al basso e Greg Miller alla batteria.

Una nuova formazione (Mentges, Bob Strasser al basso, Dean Evangelista alla chitarra e Ken Rudd alla batteria) registrò A Dozen Dead Roses (1985), che include un EP registrato con la fidanzata di Mentges, Lydia Lunch, Heart of Darkness (WindowSpeak, 1984).
La loro è una concezione estrema della musica come emozione che dà luogo a gag psichedeliche come Mindless Little Insects, il cui testo (il titolo) viene ripetuto con tonalità diverse su un funk "acido" alla Contortions e sul solito tumulto di dissonanze chitarristiche; o come Blow Dry, in cui su uno stridore acuto della chitarra e poco altro una litania oscena viene recitata con il tono invasato di Hitler. In Two Seconds Till Non Existance il cantante vomita rauche oscenità in un baccanale sgraziato di dissonanze e sassofono.
Ma il gruppo stava uscendo dalla fase più punk, come dimostrano composizioni più ordinate (relativamente parlando) e lineari: Cancer, condotta a passo di danza dalla figura meccanica del basso; One Last Dream, a rotta di collo rock and roll con un sottofondo di sassofono noir e chitarre da spaghetti-western; Heartache, che devia verso le atmosfere depresse e decadenti dei Psychedelic Furs e dei P.I.L.

Le registrazioni dei primi anni sono raccolte su No Trend (Teenbeat, 1995).
Ritmo ipnotico, chitarra stonatissima e urla isteriche erano il pane di molte canzoni.
Kiss Ass era appena meno rumorosa, ma ancor più disperata. Rifuggendo dall'isteria dell'hardcore, i No Trend avevano steso un suggestivo ponte tra la new wave e il punk-rock.

Il terzo e ultimo album, Tritonian Nash-Vegas Polyester Complex (Touch And Go), uscì nel 1986, immortalandoli al culmine delle loro capacità di anarchici della musica, capaci di re-interpretare il loro curriculum di terroristi con la fantasia e l'eclettismo di un guitto del varietà che non esita a riciclare e sfigurare le sue scenette funk (Overweight Baby Boom Critter), hardrock (Freak), free-jazz (Space Disco) e country (Copperhead).

Fra i massimi cultori del rumore in musica, fra i più radicali esponenti dell'hardcore, fra i fondatori del "noise-rock", i No Trend furono i più degni eredi della no wave.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Un quarto album, comprendente la rock opera No Hopus Opus sarebbe stato pubblicato solamente tre decenni più tardi: More (Morphius, 2001).


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