- Dalla pagina sui Psychedelic Furs di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Psychedelic Furs furono uno dei gruppi più originali del revival psichedelico degli anni '80. Non solo il loro sound aveva uno spessore esistenziale e quasi gotico che mancava a gran parte del genere, ma la robustezza delle armonie era dovuta a un combo ben superiore al tradizionale trio o quartetto rock. Il cantante recitava con voce gracchiante e tono catalettico le sue criptiche liriche sulla filigrana melodiosa e jingle jangle delle due chitarre (John Ashton e Roger Morris), sulle frasi romantiche del sassofono di Duncan Kilburn e sul battito ossessivo della sezione ritmica (Vince Ely alla batteria).
Formati nella Londra del punk-rock da Richard Butler, vennero alla ribalta con
We Love You (1979), un singolo che fondeva dark-punk e il
David Bowie elettronico.
Psychedelic Furs (CBS, 1980) contiene
ballate avvolgenti ed ipnotiche in stile Roxy Music, fra cui la delicata
Sister Europe, la tenebrosa Imitation Of Christ e
India.
Il loro stile maturò su Talk Talk Talk (CBS, 1981). La vena melodica
del gruppo, modellata sugli accenti più sinistri della Sweet Jane di
Lou Reed, esplose in Pretty In Pink. Propulso da
uno spigoloso e incalzante boogie da heavy metal in
Mr. Jones, propulso a passo tribale nel raga dissonante di
Into You Like A Train, immerso in un'atmosfera da cerimoniale occulto,
con sassofono profetico alla Van Der Graaf Generator e strati di distorsioni
lancinanti, in Dumb Waiters, e librato nella tetra ballad
di All Of This And Nothing,
il cupo spleen esistenziale di Butler spande poesia malata sulla wasteland
sonora del gruppo.
Le chitarre erigono un imponente contrappunto
dissonante, fatto di distorsioni psichedeliche e di scampanellii folk-rock,
al ritmo iper-cinetico della batteria.
L'effetto è quello di un perpetuo caos circolare, una specie
di immane maelstrom che vortica minaccioso a poche bracciate dal naufrago,
il cui riferimento più immediato e` la trenodia dei Velvet Underground,
ma che rastrella pose e umori anche dal glam-rock e dal dark punk.
Il gruppo si ridusse a quattro unità su Forever Now (Columbia, 1982), album raffinato con cui ebbe inizio la parabola che avrebbe reso via via più sofisticato e leggero il loro sound, nel segno dell'art-punk di Ultravox e Japan e del disco-punk di Blondie (Love My Way). President Gas è l'ultimo capolavoro nel vecchio stile.
Persi Kilburn, Morris ed Ely, ridotti a trio, sostituito il tetro lamento apocalittico con un canto più vibrante e ottimista, assimilati il battito della disco music e le tastiere melodiche del synth-pop, Mirror Moves (Columbia, 1984) decretò il loro successo commerciale a livello mondiale, grazie a brani orecchiabili e sensuali come Alice's House, Highwire Days (forse il migliore), Here Come Cowboys, e le due hit Heaven e Ghost In You.
La mutazione si completò con il vigoroso dance-rock di
Heartbreak Beat (il loro massimo successo),
su Midnight To Midnight (Columbia, 1987),
e con il singolo All That Money Wants (1988).
Until She Comes sarà la loro ultima hit.
Book Of Days (Columbia, 1989) e World Outside (Columbia, 1991) furono gli ultimi album.
Si presero una lunga pausa a partire dal 1990 e Richard Butler avrebbe continuato alla testa dei Love Split Love, assieme al fratello.
L'antologia Should God Forget (Columbia, 1997) fornisce una
fotografia accurata della carriera dei Furs che va dal 1979 al 1991.
Greatest Hits (Columbia, 2001) è una pessima antologia dei Furs.
Richard Butler ha debuttato anche da solista con il riflessivo Richard Butler (2006), dopo oltre 25 anni di carriera.
Dopo una pausa di quasi trent'anni, i Furs hanno pubblicato un nuovo album, Made of Rain (2020).
Il loro sassofonista originale, Mars Williams, è morto nel novembre 2023, all'età di 68 anni.
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