- Dalla pagina sui Screaming Trees di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Gli Screaming Trees, guidati dal cantante Mark Lanegan (Ellensburg, 1964), unirono folk-rock, hard-rock e rock psichedelico nei loro primi album, in particolare su Even If And Especially When (1987). Passarono da una miscela punk di garage-rock anni '60, power-pop e roots-rock a uno stile unico ed etereo, che raggiunse una maestosità trascendente con Sweet Oblivion (1992), un'opera ambiziosa che spaziava dai Blind Faith a Neil Young, e con Dust (1996), un'opera prevalentemente atmosferica con arrangiamenti quasi sinfonici.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Negli anni '80 gli Screaming Trees furono uno dei gruppi fondamentali di Seattle, uno di quelli che prepararono il terreno per l'esplosione (grunge e non) degli anni '90. Il loro matrimonio di folk-rock, hard-rock e psychedelic-rock rappresentava in fondo in embrione proprio quella che sarebbe diventata una delle correnti più prolifiche della musica rock.

Gli Screaming Trees vennero formati nel 1985 a Ellensburg, nello stato del Washington, dal cantante Mark Lanegan e dal chitarrista Gary Lee Conner.

Il gruppo esordì con l'EP Other Worlds (Velvetone, 1985 - SST, 1988), che fondeva mirabilmente gli umori sonori degli anni '60 (la melodia avvolgente, la cadenza ipnotica, i cori celestiali, l'organo gospel di The Turning) con quelli degli anni '80 (il ritornello meccanico, il ritmo boogie, i riff in crescendo di Barriers). La title-track non è così ne' revival psichedelico ne' hardcore, ma un powerpop elementare, vivacizzato da una frenesia beat. Tutto profuma di garage-rock, di party da spiaggia, di entusiasmo da collegiali. Conner è un chitarrista no-nonsense, capace di tutti i trucchi del rock, che non spreca un assolo o un feedback senza ragione. Lanegan è uno dei cantanti più comunicativi della sua generazione, un forte di un baritono tanto dimesso quanto elegante e di una penna affascinata dai temi religiosi.

Dopo un altro lavoro di transizione, Clairvoyance (Velvetone, 1986 - Hall of Records, 2007), pesantemente influenzato dal garage-rock degli anni '60, fu Even If And Especially When (SST, 1987) a definire una volta per tutte il loro stile attraverso ballate come Transfiguration e Cold Rain, ispide e rocciose, ma non meno melodiche e cadenzate, anzi tanto leziose da diventare ipnotiche. Gli accenti psichedelici infittiscono il sound di eventi periferici che però non distraggono mai dalla linea centrale. Per le stesse ragioni la ritmica è fra le più originali del tempo, quasi sempre un po' più lenta o un po' più veloce di una normale canzone rock. La chitarra così primitiva, come se non fosse passata attraverso tutte le innovazioni tecniche degli ultimi trent'anni, ma al tempo stesso sorgente inesauribile di armonie soffici e sinuose, rende ancor più selvaggi "rave-up", come In The Forest.

L'imitazione dei Sixties non è comunque il loro obiettivo, come dimostra Invisible Lantern (SST, 1988), con composizioni complesse e lussureggianti che non mancano di ritmo e di melodia, e con una chitarra molto più serrata e aggressiva. Il sound sembra procedere a strati sovrapposti in trascinanti baccanali "grunge" (reminescenti persino degli Stones e dei Cream) come la title-track, Smokerings, She Knows e Ivy, mentre Walk Throught To This Side e Night Comes Creeping, forse il brano più melodico della loro carriera, lasciano presagire sviluppi commerciali. Grey Diamond Desert rappresenta forse il compromesso fra i due estremi.

Tendenza confermata da Buzz Factory (SST, 1989), forte di una produzione più lineare e di un sound meno chiassoso. Se da un lato End Of The Universe sfoggia appieno le potenzialità cacofoniche del gruppo, lambendo la memoria di Hendrix, e Black Sun Morning mutua l'incedere dei migliori Cream, Subtle Poison e ancor più Flower Web riducono gli eccessi del passato e impongono un nuovo standard di riferimento. Smessi tutti gli orpelli psichedelici, gli Screaming Trees si focalizzano su ciò che sanno fare meglio: scrivere delle ballate orecchiabili e accompagnarle con un hardrock maschio e fantasioso.

Non stupisce pertanto che gli Screaming Trees comincino praticamente una nuova carriera con Uncle Anesthesia (Epic, 1991) sul quale peraltro dominano le ballate quasi folk Bed Of Roses e Something About You, per non parlare del finale cupo di Closer. Il gruppo si è lasciato alle spalle il ruvido garage-rock degli esordi e vira verso un sound professionale, al passo con i tempi del grunge. Se gli strumenti non sono mai all'altezza del compito, la voce di Lanegan sopperisce a molte lacune.

Il successivo Sweet Oblivion (Epic, 1992), con Barrett Martin al posto di Mark Pickerel alla batteria, è un lavoro estremamente ambizioso. L'album comincia in maniera granitica con Shadow Of The Season, fra rintocchi blues-rock di chitarra e shouting in stile grunge. Nearly Lost You (una delle loro canzoni più celebri) sfodera una melodia gospel su un rumoroso jamming degno di Cream e Blind Faith. The Secret Kind si lascia persino in un convulso rock and roll. L'anima del disco si trova comunque in canti sofferti come Dollar Bill (un altro classico) e No One Knows, nei quali Lanegan trascina il complesso verso un rock atmosferico. L'accompagnamento è un po' monotono (è sempre lo stesso strimpellio boogie, con qualche wah-wah vecchia maniera, sullo stesso tempo in 4/4), tanto che è difficile distinguere Troubled Times da Shadow Of The Season. E dietro l'improvvisa esuberanza del quartetto si celano stili vecchi quanto il rock, dal passo marziale di Neil Young (More Or Less) al jingle-jangle dei Byrds (Butterfly). Insomma, c'è più forma che sostanza. Ma indubbiamente il disco rappresenta una svolta per il gruppo.
Nonostante la formazione sia dilaniata da ogni sorta di rivalità, gli interessi commerciali sembrano prevalere e sospingerla unita di disco in disco.

Conner guida anche i Purple Outside, dei quali viene pubblicato Mystery Lane (New Alliance, 1990), anch'esso superiore alla qualità media degli Screaming Trees. Van Conner, il bassista, infine, ha formato i Solomon Grundy (New Alliance, 1990), con i quali ha avuto modo di sfogare un talento melodico che era rimasto in ombra nel gruppo maggiore (My Prison Is My Freedom e A Little While). Nel 1999 si unirà infine ai Gardener di Aaron Stauffer.

Lanegan, dal canto suo, avvia la propria carriera solista con due dischi che valgono più di qualsiasi cosa il gruppo "maggiore" avesse mai fatto: Winding Sheet (SubPop, 1990) e Whiskey For The Holy Ghost (Subpop, 1993).

Passati quattro anni dall'ultimo disco degli Screaming Trees, Dust (Sony, 1996) ne riprende la saga, forte di un tocco quasi sinfonico in fase di arrangiamento. Il gruppo ricicla il raga-rock in Halo Of Ashes e in Dime Western, imita i Cream in All I Know (scelta come singolo), i Lynyrd Skynyrd di Sweet Home Alabama in Dying Days e i Nirvana in Witness.
Il momento più orecchiabile si trova nel ritornello marziale di Sworn And Broken, impreziosito da una fuga barocca d'organo. Appartengono al versante intimista dell'arte di Lanegan, il gentile folk-rock di Look At You e la classicheggiante Traveler (un pasticcio di mellotron alla Moody Blues e schitarrate sognanti alla George Harrison).
Conner e Lanegan sono sempre più una coppia improbabile.

Il batterista Barrett Martin ha poi dato vita ai Tuatara.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Il batterista originale degli Screaming Trees, Mark Pickerel, si è reinventato come cantautore sullo stile di Nick Cave e maestro del noir con Snake In The Radio (2006), grazie anche al produttore Steve Fisk.
Dal 2000 al 2005 Lanegan milita nei Queens of the Stone Age.

Mark Lanegan è morto in Irlanda nel febbraio 2022, per i postumi del Covid-19, all'età di 57 anni.
Van Conner è morto dopo una lunga malattia nel gennaio 2023, all'età di 55 anni.


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