- Dalla pagina sui Sisters of Mercy di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Sisters of Mercy sono forse destinati a essere ricordati come i massimi esponenti del "dark punk" britannico. Senza avere il carisma (e i contratti discografici) dei loro colleghi Joy Division e Siouxsie Sioux, i SoM scrissero però alcune delle pagine più trascinanti ed emozionanti del genere.
Il complesso esordì nel 1980 con un pezzo di funk-rock senza
pretese come The Damage Done, ma presto
il cantante Andrew “Eldritch” Harvey Taylor (Ely, 1959)
soggiogò le personalità di Gary Marx (chitarra) e Craig Adams (basso) con le
sue idee.
Il voodoobilly Body Electric (Merciful, 1982) riciclava in maniera cupa
e torbida Suicide e Cramps,
inventando di fatto un nuovo genere sulle fondamenta del'orrore che si
celava nella vecchia new wave. Aggiungendo il battito elettronico, i SoM
lo adattarono anche alle discoteche.
Il retro Adrenochrome è
persino più incalzante, e anticipa anzi il passo da uragano di Temple Of Love.
Lo shock venne acuito dalle lugubri elucubrazioni del cantante, che
divennero sempre più solenni e demoniache.
ll 1983 fu l'anno d'oro.
Anaconda accentuò il ritmo e le distorsioni
di chitarra; anche se sul suo retro Phantom Marx e Adams annacquavano il progetto con il
"twang" di Duan Eddy, il percussionismo naif di Sandy Nelson e le colonne sonore di Ennio
Morricone. Alice, ancora legata agli stereotipi esoterici di Siouxsee e Public Image, era già
segnata da un impeto demoniaco, merito soprattutto del registro glaciale e tenebroso di Eldritch; e il suo
retro Floorshow era una sorta di voodoobilly slavo cantato da un vampiro della Transilvania.
L'EP Reptile House (Brain Eater, 1983) sancì la maturità con un equilibrio miracoloso fra il melodramma di Jim Morrison (Lights) e la musica orientale (Valentine). L'ouverture Fix metteva in mostra gli eccessi wagneriani di Eldritch, ma Kiss The Carpet allestiva un cerimoniale più subdolo che in questo schema horror immetteva forti dosi di suspence.
I Sisters of Mercy trionfarono con Temple Of Love (ottobre 1983),
un ballabile incalzante, che evoca rituali esoterici,
accoppiato a lugubri litanie, che evochino scenari fantastici,
il
capolavoro del dark-punk e uno dei capolavori dell'intera storia della musica rock: il registro di Eldritch, simile a un David
Bowie dell'oltretomba, vibrava con un gelido fremito da zombie e il selvaggio
chitarrismo hardrock di Wayne Hussey completava la suggestione.
Con Temple Of Love, con la sua spaventosa tensione
psichica, con il suo andamento da cerimoniale degli inferi,
con i suoi terrificanti cambi di tempo, con la
sua solenne/macabra melodia, trionfava l'incalzante ritualismo orrifico che il gruppo aveva perseguito fin
dall'inizio.
Il gruppo non avrebbe mai ripetuto quel momento magico, ma Eldritch avrebbe continuato a delirare in quella maniera marziana, prima con il singolo del giugno 1984, Body And Soul, una melodia morbosamente malata immersa in un'atmosfera funerea, e poi con quello dell'ottobre, Walk Away, che spostava l'enfasi sul ritmo ballabile.
I toni languidi e sinistri del loro Grand Guignol trasformarono
First And Last And Always (Elektra, 1985) in un estenuante rituale
del male.
La ballata di No Time To Cry s'impenna
in una frenetica danza tzigana.
Il tenore ossianico di Eldritch sospinge la tenebrosissima
Amphetamine Logic verso lidi infernali.
La cadaverica Some Kind Of Stranger aggiorna gli stereotipi
le sceneggiate horror-shock del glam-rock.
La title-track sposa un ritornello orecchiabile con contrappunti
classicheggianti, e
Marian è il rosario più orecchiabile e ballabile della loro liturgia.
La spagnoleggiante Black Planet concede l'unico momento di tregua
durante la tortura satanica.
L'EP quasi quaranta minuti Gift (Merciful Release, 1986) cambiò la rotta del tetro Ulisse del dark-punk, questa volta celato dietro lo pseudonimo Sisterhood. Si tratta di un esperimento per soli sintetizzatore e voci trattate, con punte di pathos in Giving Ground e Rain To Heaven.
Il sound claustrofobico di Floodland (Elektra, 1987) ne è semplicemente
la conseguenza. Gli arrangiamenti
glacialmente modernisti si avvalgono della supervisione del genio di
Jim Steinman.
Al basso Eldritch ha messo una strega del rock come Patricia Morrison
(proveniente da Legal Weapon e
Gun Club).
Hussey ha intanto lasciato Eldritch (per unirsi ai
Mission con Adams).
Il sabba di Temple Of Love riechieggia nell'incedere ossessivo di
Lucretia My Reflection e trascina tutto il disco in un'orgia di
balli sintetici propulsi da una forza sovrumana.
La mano di Steinman, genio supremo del melodramma rock, lascia un'impronta
pesante sui due brani più spettacolari, entrambi contrappuntati da una batteria di soprano d'opera e di
sintetizzatori in staccato: la monumentale This Corrosion, intrisa di gospel e lanciata a folle
velocità, e Dominion, condotta a passo marziale e non meno travolgente. Grazie a questi quattro
brani (che occupano gran parte del disco), Floodland rimarrà uno dei capolavori dell'intero
gotico britannico.
Non meno raggelante è 1959, un lied per soli canto e pianoforte,
unico brano senza drum machine.
Vision Thing (Merciful Release, 1990) esce però soltanto dopo un
lungo iato. Al fianco di Eldritch questa volta abbiamo
Tony James (ex Generation X e Sigue Sigue Sputnik)
e il sound è mutato un'altra volta, avvicinandosi persino al boogie degli ZZ Top
(Detonation Boulevard, When You Don't See Me e Doctor Jeep).
Vision Thing recupera la scossa febbrile e animalesca di Temple Of Love con un altro riff di
hardrock da manuale e su More interviene ancora Steinman, per costruire un'altra delle sue
cattedrali pop (con i suoi caratteristici cori femminili e le altrettanto caratteristiche tastiere).
L'incedere allucinato e le atmosfere soffocanti completano l'opera di
ipnotismo di Eldritch, che negli anni è cresciuto immensamente come musicista
e ha conservato le qualità sciamaniche del suo canto.
Il singolo Under The Gun (1993) annovera Teri Nunn al canto (ex Berlin).
Eldritch è più che mai il vero messia del gotico britannico, un visionario che ha coniato un linguaggio tanto potente quanto semplice. Pochi come lui hanno la proprietà di risuonare con i ritmi, di saperne travalicare la funzione di scandire il tempo, di riuscire a interiorizzarli fino ai limiti della follia più feroce. Nella sua voce d'oltretomba si agitano gli spettri più spaventosi della psiche moderna. Le sue canzoni sono itinerari dentro l'ansia e il disagio dell'era moderna.
La formazione d'accompagnamento di Eldritch cambia di nuovo. Entrano i chitarristi Adam Pearson (ex Red Lorry Yellow Lorry) e Chris Sheehan (neozelandese, già negli Starlings, sostituito in seguito dallo yugoslavo Mike Varjak).
Note di Massimo Moro:L'anno successivo è la volta del singolo Under the Gun.
La produzione sofisticatissima e lo scaltro utilizzo dell'elettronica, con le chitarre in secondo piano ed Eldritch a duettare con la voce sensuale di Teri Nunn (ex Berlin), sembrano precipitare il gruppo verso la musica leggera: ma dalla suggestiva trama di violente immagini che caratterizza il finale della canzone, mormorato dalla voce demoniaca di Eldritch in un sinistro delirio, ancora una volta emerge un' angoscia profonda.
Sebbene in vesti apparentemente meno inquietanti, Andrew Eldritch si conferma emissario delle forze oscure che albergano da sempre in ogni uomo.
Una tournée in America con i Public Enemy non ottiene però i risultati sperati e da questo momento in poi i Sisters Of Mercy non pubblicheranno più nuovo materiale: Eldritch lamentando lo scarso impegno della East West; la casa discografica pretendendo un suo nuovo disco.
Preso atto dello stallo, Eldritch prosegue a esibirsi in concerto, scrivendo nuove canzoni.
Grazie ad una sproporzionata serie di bootleg si può intuire la qualità del repertorio recente dei Sisters Of Mercy: in Come Together la drum machine conduce un'infernale galoppo e la chitarra dopo una fragorosa frustata, intona un'esotica melodia su cui Eldritch sospira e si lamenta come un vampiro murato vivo, mentre in Will I Dream, epico brano sulla scia di Vision Thing, egli sembra invocare una entità soprannaturale del deserto con voce rabbrividente da invasato predicatore.
Eldritch canta poi con pathos la solenne We Are The Same, Susanne, maestosa cavalcata chitarristica introdotta da un rombo di basso snervante immerso in rumori di fantasmi e distorsioni da incubo.
Se Romeo Down musicalmente indulge in stereotipi sensazionalisti memori delle cupe liturgie di First And Last And Always e First And Last And Always, ciò che è rilevante è la intensa rappresentazione di una raccapricciante tragedia degna di Frankie Teardrop (dei Suicide); d'altra parte War On Drugs è un delirio estenuante e ferocemente tribale ove gli echi marziali della chitarra, il passo voodoo ed un coro allucinato ci relegano nei gironi di un inferno al cui centro Eldritch freme minaccioso, una dannato che si contorce al termine di una folle corsa distruttrice, come in una nuova Temple of Love.
Summer, infine, risulta degna dei viscerali brani sinfonici di Floodland, un incessante cerimoniale orientale per la voce tenebrosa di Eldritch, nostalgico e disperato, mentre le chitarre ruggiscono per poi quietarsi in ipnotici rintocchi funebri.
Nel 1998 Eldritch si libera dal vincolo con la East West, fornendo
con lo pseudonimo SSV il suo tanto atteso disco (assieme ai produttori techno Peter Bellendir e T. Schroeder).
Beffardamente però
l'opera, Go Figure (1997), risulta essere della banalissima musica techno su
cui la voce ripete meccanicamente versi repellenti, e che presto viene
diffusa non ufficialmente in Rete, tanto che non verrà mai pubblicata
dalla casa discografica East West.
L'anno successivo i Sisters Of Mercy intraprendono una nuova tournée americana, in attesa di pubblicare un nuovo
album.
Il rock ultraelettrico dei Sisters Of Mercy, propulso dalle scosse ossessive dell'elettronica, rimane un punto fermo nell'ambito del rock esoterico.
Nelle sue ultime prove la voce di Eldritch sparge ancora il suo corrosivo veleno e la sua follia è diventata, se possibile, ancor più devastante e universale.
Peter Bellendir è morto nel febbraio 2013, per le conseguenze nefaste di un trapianto d'organo, all'età di 57 anni.
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