- Dalla pagina sugli Squirrel Bait di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Gli Squirrel Bait hanno registrato un solo EP (1985) e un album completo, Skag Heaven (1987). Vagamente affiliati al pop-core degli Hüsker Dü, il loro sound ha aperto nuove strade nel modo in cui giustapponeva chitarre potenti e voci malinconiche. Dopo lo scioglimento della band, i suoi membri principali avrebbero contribuito alla nascita e all'evoluzione di generi musicolai come il grunge, lo slow-core e il post-rock: il cantante Peter Searcy con i Big Wheel, il chitarrista Brian McMahan con gli Slint e i For Carnation, il chitarrista David Grubbs con i Bitch Magnet, i Bastro e i Gastr Del Sol.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Gli Squirrel Bait furono una formazione leggendaria per il Midwest. La loro vicenda si svolse a Louisville, nel Kentucky, lontano dalle grandi metropoli. Registrarono soltanto due dischi, uno di 17 minuti e uno di 25. Ma tanto basta per costruire una leggenda.

Dall'EP omonimo (LSR, 1985) al capolavoro Skag Heaven (Homestead, 1987), una delle opere miliari degli anni '80, l'energia incontenibile, le distorsioni maniacali, le melodie superbe, il canto tragico ne fecero dei classici istantanei. La formazione era composta da Peter Searcy (canto), David Grubbs e Brian McMahan (chitarre), Clark Johnson (basso) e Ben Daughtrey (batteria). L'idea era stata di Grubbs, diciottenne studente della Georgetown University.

Quando registrarono il primo disco, erano ancora adolescenti (il più anziano, il batterista, aveva vent'anni). Searcy cantava con un gemito ben poco melodico, mentre le chitarre erigevano muraglie di riff sgraziati e la sezione ritmica picchiava disordinatamente. Non era un sound molto professionale, ma era ispirato alla fusione fra hardcore e pop che i gruppi di Minneapolis (Husker Du e Replacements) stavano rendendo famosa. Gli Squirrel Bait sembravano quasi gli Husker Du con al canto il Paul Westerberg dei Replacements leggermente sgolato. Il quintetto raccoglieva senz'altro l'eredità di Zen Arcade (il capolavoro monumentale degli Husker Du), ma aggiungeva qualcosa di proprio, in particolare nell'interazione fra canto e chitarre. Da un lato c'erano quei riff monolitici di Grubbs che si avvitavano impietosi, dall'altra quell'urlo affranto che non riusciva a sdipanarsi dal rumore: tanta emozione emanava dal grido di questi, quanto gelo grondava dai riff di quello.
Il canto angosciato di Searcy era unico nel panorama dei front-man del punk: era il canto di un ragazzino terrorizzato, inerme di fronte alla vita, nel quale la disperazione è talmente intensa da trasformarsi spesso in euforia.
Il basso un po' jazzato e i duelli aerei con l'altra chitarra completavano la trasgressione dai canoni dell'hardcore.

Quel primo EP li segnalò come una delle voci più autentiche e brutali dell'alienazione dei teenager. Gli "anthem" del disco erano Hammering So Hard e When I Fall, ma dietro il piglio epico si celava una smaliziata arte armonica. Il primo era esemplare del modo in cui il gruppo sapeva controllare la foga punk, puntellandola con un riff monolitico e facendo l'elastico con accorti rallentamenti. When I Fall trasportava il garage-rock tanto veemente quanto naif degli anni Sessanta nell'ambito dell'hardcore di strada degli anni Ottanta. Il punk-rock perde qui la sua geometrica (per quanto efferata) precisione e degenera in mero spasimo neurologico.
Le più complesse Thursday e Mixed Blessing sono concentrati puri di rabbia e impotenza, e costituiscono il naturale trait d'union con il cantautorato di Paul Westerberg.
Il capolavoro va comunque cercato altrove, nell'episodio più mosso e articolato: Sun God. In questo brano la melodia angosciata si avvale di quella dinamica "lento-veloce" che avrebbe fatto grandi gruppi come i Nirvana. Al tempo stesso i chitarristi imbastiscono uno spettacolare equilibrio fra la decostruzione postmoderna della chitarra (che sa di Sonic Youth minimalisti), vampate incendiarie che fanno pensare alla preistoria del grunge, e rintocchi epici alla Gun Club.

Skag Heaven (Homestead, 1987) fu l'album della maturità, ma anche il canto del cigno. Il singolo, Kid Dynamite, è degno del repertorio maggiore dei Replacements, melodico ma disperato, trascinante ma rumoroso. Il ritmo di Virgil's Return è quasi tribale, le chitarre sferragliano come nei più acrobatici rock and roll. L'accelerazione mozzafiato di Slake Train Coming e le sue sincopi telluriche deragliano il revisionismo dei Gun Club e lo sposano a un inno corale. In ballate di feroce, brutale e traumatizzante realismo come queste Neil Young fronteggia gli Stooges e insieme scagliano granate sul mondo.
Le musiche complementano e scenografano alla perfezione le liriche, che sono un modello tanto di realismo quanto di metafora. Questo disco è il testamento definitivo di quella generazione di ragazzi di provincia senza passato e senza futuro. Nascono così canzoni appassionate come Black Light Poster Child.
L'energia del gruppo è incontenibile anche nei brani in cui è temperata da atmosfere più drammatiche, come nel blues sgolato di Choose Yr Poison, su cui si stende l'ombra di Janis Joplin, con uno dei ritornelli più memorabili della loro carriera.
Gli Squirrel Bait si posero al confine fra Husker Du e i Replacement, eredi dell'infuocato power-pop dei primi (accelerato e potenziato però da overdosi di alcool ed eroina) quanto della dolente poesia dei secondi (incupita nei toni di un fatalismo che non ammette redenzioni). Il loro è un viaggio dentro la coscienza-inferno dell'"every-kid".
Dopo questo disco, Grubbs e Johnson tornarono alle rispettive università e il gruppo si sciolse.

Questa formazione, ai tempi piuttosto sottovalutata, costituì in realtà una delle pietre miliari nell'evoluzione del punk-rock verso quella forma più organica e adulta che avrebbe poi figliato grunge, slo-core, e una quantità di talenti del rock alternativo: Peter Searcy (poi fondatore dei Big Wheel), Brian McMahan (autore di un'altra pagina fondamentale del rock con i fenomenali Slint e poi tornato sulle scene alla testa dei magistrali For Carnation), David Grubbs (poi nei grandissimi Bitch Magnet, nei Bastro, nei Gastr Del Sol). Fra gli altri gruppi che discendono dagli Squirrel Bait basterà citare i King Kong e i Palace.


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