- Dalla pagina sugli ST 37 di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Pionieri del rock psichedelico texano degli anni '90, gli ST 37 vennero formati nel 1987 a Austin (Texas) da Joel Crutcher (chitarra), suo fratello Carlton (canto e tastiere) e Scott Telles (basso).
Esordirono con la cassetta Billygoat Nothinghead, prima di una lunga serie.

Vennero alla ribalta per le suite cosmico-sinfoniche dell'album Invisible College (Over And Out, 1992), seguito dall'ipnotico singolo Taboo Down Under (Noiseville, 1993).

Il doppio album Glare (Helter Skelter, 1995) esalta la tradizione dei corrieri cosmico-lisergici che parte da Hawkwind e arriva a Chrome ma lascia intravedere anche Neu e Faust dietro le quinte psichedeliche. La lunga Fishbowl Dream è uno dei loro vertici assoluti.

Spaceage (Black Widow, 1998) e Secret Society (Lost, 1998), che raccoglie inediti degli ultimi tre anni, lasciano però alquanto a desiderare, nonostante i continui ammiccamenti a Hawkwind, Amon Duul, Red Krayola.

Diluita in troppe cassette e dischi, l'opera degli ST 37 non è mai riuscita a eguagliare i propri modelli.

I Love To Talk (Emperor Jones, 1999), registrato dal trio delle origini più la seconda chitarra di Mark Stone e la batteria del veterano Dave Cameron, non migliora le cose.
La fama del gruppo è legato alle jam estese, ma i brani migliori sono forse quelli brevi: il passo epico e gli accordi di flamenco di Acetone, l'heavy-metal alla Chrome di Whistling In Hell, l'esperimento percussivo di William Burroughs Memorial Drum Loops e l'esperimento chitarristico di Plate Tectonics. La jam sterminata di Palpable ripete semplicemente all'infinito lo stesso pattern alla Pink Floyd, la melodia vorticosa di Discorporate scimmiotta i Flaming Lips, e Heaven Tease è una specie di country music spaziale. A peggiorare le cose, il canto indebolisce tutte le tracce cantate.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Down On Us (Emperor Jones, 2002) offre altro freak-rock vecchio stile per eterni nostalgici. A parte la maestosa melodia prog-rock di A Huge Rare Cheese, c'è ben poco degno di lodi. I 14 minuti di Valentine Alibi mostrano tutti i peggiori eccessi autoindulgenti del prog-rock fatto male.


- Torna alla pagina sugli ST 37 di Piero Scaruffi -